Recensione pubblicata su IUA n ° 5, Anno II, Maggio 2015

Riccardo Bellandi, I Signori Dell’Appennino

SIgnori-dellAppenninoCentro D’Incontro, Banca Del Tempo di Borgo San Lorenzo, martedì 7 aprile ore 21,00 ritorna per la seconda volta in Mugello Riccardo Bellandi con il suo affascinante romanzo .

Quanti IDEALI cavallereschi ed amori complessi e contrastati, quanti combattimenti ed intrighi di potere, uno scontro feroce tra Guelfi e Ghibellini per il controllo della Toscana e le avventure intriganti del giovane Tano che ci guidano e avvincono nella lettura.

Un ROMANZO STORICO, dunque cioè un’opera narrativa in prosa, in cui vengono raccontate varie vicende, fantastiche o verosimili, di uno o più personaggi, questa la generica definizione. Il romanzo storico è infatti in genere un tipo particolare di romanzo, che si basa sulla rappresentazione di fatti e personaggi inventati, sulla rappresentazione della società e del costume, con particolare attenzione per la classe nobile e/o borghese. Ma in questo romanzo si va oltre, si delinea una società così visibile da essere resa  reale sotto i nostri occhi, dalle connotazioni verbali precise e specifiche usate per descrivere abbigliamento, luoghi, personaggi, dalle descrizioni puntigliose e dettagliate, dall’ardore dei protagonisti, dagli odori che si sprigionano in ogni pagina emergono sensazioni che investono tutti i sensi e il solo leggere appare banale, l’immedesimazione è totale inebriante ma in molte pagine anche ripugnante proprio per gli aspetti realistici e macabri della incalzante narrazione.

“Alma Domus Ubaldini!” in coro l’orda degli assalitori rispose:”Quis Dominatur Appennini?” urlo di battaglia di Ubaldino

Tano si faceva largo con la spada in pugno, mentre intorno a lui divampava irrefrenabile il saccheggio. I suoi occhi annotavano immagini sempre più drammatiche e selvagge, inizi di incendi;  porte sfondate; uomini e donne agonizzanti sulla strada di fronte alle abitazioni, mentre gli assalitori si contendevano il bottino o già si dileguavano curvi sotto i sacchi colmi di refurtiva; donne dalle vesti strappate inseguite da branchi di soldati; ricchi mercanti e artigiani che vagavano con dita e mani mozzate per aver indossato anelli o bracciali. La gola e le narici si riempivano di quell’odore di sangue misto a fumo tipico dei campi di battaglia; acre e dolciastro, pesante e nauseabondo. Nella testa risuonavano i fragori di scaramucce, i lamenti dei feriti, le urla angosciate delle donne, i pianti dei bambini”

Accanto a personaggi storici realmente esistiti, si muovono personaggi inventati, ma verosimili, perché riflettono nel loro modo di pensare e di comportarsi la realtà storica e sociale di quell’epoca. Siamo sorpresi poi dalla folla, dalla presenza cioè  di personaggi collettivi come il popolo che materializza di fronte ai nostri occhi  atteggiamenti significativi nei confronti degli eventi politici e sociali del Medioevo in Toscana. 

L’accattivante contesto storico duecentesco a partire dal Mugello e dalla Toscana tutta, si esalta negli scontri faziosi tra I grandi Signori che hanno segnato i territori come i Guidi, gli Alberti, gli Aldobrandeschi e gli Ubaldini appunto, dei territori  vengono descritti aspetti reconditi e sorprendenti, dei personaggi che vi gravitano analizzati gli usi, i costumi, il linguaggio e i modi di vita. 

Pagina dopo pagina si delineano episodi intriganti, personaggi eroici e semplici comparse in un mondo altro molto simile comunque nei risvolti emotivi e passionali, nelle scelte e negli entusiasmi a quello di oggi.

Un grande affresco in cui tra vicende storiche si delineano personaggi che soffrono, che si umiliano, che amano e che nella quotidianità intraprendono scelte che dettano i loro destini. Assedi come quello particolarmente cruento di Montaccianico e la difesa eroica dei Signori dell’Appennino sotto lo sguardo di regia del Cardinale Ottaviano, vicende di semplici contadini rovinati dalla guerra così devastante e tanto altro ancora.

In questo grande romanzo siamo catturati dalla magia e dalla grande competenza dell’autore di filtrare la storia attraverso lotte, amori e ideali dei personaggi, che si muovono nelle pagine così agili e visibili da apparirci  balzanti di fronte prepotentemente, insistentemente, chiedendo di proseguire nella lettura per il  bisogno insistente di capire, di schierarsi dalla parte giusta, di andare oltre la vicenda narrata per comprenderne il significato più profondo, quello storico appunto.

Immancabile la lettura da parte delle migliaia dei Mugellani che attualmente gravitano in quelle belle terre  pedemontane così segnate da trascorsi romantici e feroci; imperdonabile per tutti gli amanti del medioevo e dell’intreccio storico perdersi un simile romanzo.

Da leggere tutto di un fiato in attesa di un seguito

Emanuela Periccioli

Ricordatevi tutti che 

LEGGERE DANNEGGIA SERIAMENTE LA VOSTRA IGNORANZA

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CC BY-NC-ND 4.0 I signori dell’Appennino by L'Italia, l'Uomo, l'Ambiente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.