

Editoriale
EDITORIALE
Dunque rondini, rondini addio,
dunque andate, dunque ci lasciate
Voglio cominciare il mio editoriale con questi versi di Giovanni Pascoli dedicati alla partenza delle rondini dopo la lunga sosta estiva alle nostre latitudini. Se lo faccio, è per un motivo ambientale preciso, di cui mi sono accorto direttamente, prima di trovarne conferma nei libri o nelle riviste naturalistiche.
Rondini, rondoni, balestrucci non riempiono più il cielo primaverile allietandoci con le loro strida: vivo in un paese di campagna e ho notato la rarefazione davvero impressionante di questi volatili, avvenuta per gradi in questi ultimi anni.
I dati statistici confermano la mia impressione: tra il 2000 e il 2025 le rondini sono diminuite del 40%!
Le cause del fenomeno sono diverse: la scomparsa di elementi del loro habitat, quali i filari, le siepi, i prati in cui la specie trova rifugio; a ciò si aggiunge la sempre minore disponibilità di spazi urbani tradizionalmente utilizzati per la costruzione dei nidi, in modo particolare i tetti e i muri delle case.
E qui è da sottolineare che spesso i nidi vengono abbattuti, anche se la legge lo proibisce in modo specifico…
Vi è poi l’utilizzo di prodotti chimici in agricoltura, che eliminando gli insetti volanti riduce drasticamente la disponibilità di cibo per le rondini.
Ma, ed è un mio pensiero, il problema più importante è il cambiamento climatico: il riscaldamento globale ha alterato le condizioni ambientali, probabilmente modificando anche le rotte migratorie, ed addirittura riducendo la massa corporea delle rondini.
Ci dovremo dunque adattare ad un futuro senza rondini e probabilmente senza primavera?
È possibile, anzi probabile, se il trend innescato dalle attività antropiche continuerà la sua folle corsa, senza che l’uomo si impegni davvero ad arrestarlo.
Dunque, rondini rondini addio?
Gianni Marucelli
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Editoriale
In questi tempi difficili, bui, che lasciano poco spazio al sogno e all’immaginazione, è quasi impossibile non preoccuparsi, indignarsi, di fronte ai soprusi e alle ingiustizie che continuano a perpetrarsi in molte parti del mondo.
Siamo qui allora a cercare un punto di luce, un angolo azzurro dove magari osservare i viaggi delle nuvole nel loro andirivieni continuo, oppure un cielo terso, uno di quei cieli così belli e puliti da riuscire a confondersi con il mare più amato.
Siamo qui con dolce ostinazione, a ricercare ciò che, anche solo per un istante, possa lasciarci andare a un sorriso, o a un ricordo gelosamente conservato che d’improvviso riemerge in tutta la sua integra bellezza, come una coda di balena che affiora sulla superficie marina prima di scomparire di nuovo.
È una ricerca estenuante, a volte, spesso improduttiva, ma basta quell’’attimo fuggente’, quel momento di insondabile grazia, per farci ritrovare la forza di scontrarci di nuovo con la realtà e, ahimè, le sue brutture.
In questo numero troverete mescolati questi diversi stati d’animo, con realismo e anche un po’ di fantasia.
Storie, impressioni, sguardi, speranze indomite, piccole dolcezze.
Buone letture, Iole Troccoli
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