di Iole Troccoli

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Dentro un’era di passaggio
tutti quanti: vecchi snervati o indomiti
frange di luna fossile che si smembra
a mezzanotte
fughe di bambini dalle terre
deserti e mari stagno, cobalto duro
da restituire intatto
io che non so dire
e agito inutilmente il mio pressapoco
intraducibile.

E poi elefanti, il perdurare lieve della pioggia
il legno marcio di uno scranno
qualche astronave alla deriva
indifferente agli occhi che la guardano.

E ancora, il belato mite degli agnelli
persone che non mollano
le sedute dagli psicoanalisti
un matto che ragiona di ogni cosa
all’angolo con il caffè più bello della city.

E dopo, spari che rendono sordi
anche al dolore folle degli addii
rubare al supermercato un’intera mortadella
comunicare ai vivi l’odore che persiste
di quel vestito a fiori verdi
impazzire per un po’ d’aria condizionata
morire al sole di luglio
impietosirsi per un cane all’autostrada
il disordine delle bollette
l’amore fiato corto da donare, ciechi, al primo
che sorride senza pentimento.

E, infine, tu, mio piccolo, che inorgoglisci di salite
e sfondi precipizi senza accorgertene, tu che vorrei
proteggere da tutto, perfino dalle mie troppe pretese
di carezze.
Tu che ogni tanto corri o mi cammini a fianco
tu che poi svolti e mi saluti – Ciao, mamma! –
come se fosse sempre, sempre
la cosa più normale al mondo.

© copyright Iole Troccoli, 12 giugno 2014

 

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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CC BY-NC-ND 4.0 Dentro un’era di passaggio… una poesia di Iole Troccoli by L'Italia, l'Uomo, l'Ambiente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.