Articolo pubblicato su IUA n° 5, Anno X, Maggio 2023

Il recente rapporto emesso il 21 aprile dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha eseguito una verifica del PNRR e della Legge di Bilancio rispetto ai criteri di sostenibilità definiti dall’Agenda 2030. Il documento, pur esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sul PNRR, fornisce numerosi segnali di allarme in merito alla gestione delle risorse idriche, alla transizione energetica, alla prevenzione dei rischi ambientali indotti dai cambiamenti climatici, agli stock ittici e alla rispondenza alla nuova Strategia Europea per la Biodiversità. ASviS formula anche numerose proposte per riorientare politiche e progetti del PNRR verso la sostenibilità. Il livello di importanza delle osservazioni di ASviS ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 richiede un immediato coinvolgimento di tutte le forze politiche italiane, di maggioranza e di opposizione, che hanno il dovere di inserire tali temi negli argomenti prioritari dell’agenda politica. Il presente articolo eseguirà un Focus mirato agli aspetti relativi ai “goal” dell’Agenda 2030 a prevalente dimensione ambientale.

Il 21 aprile 2023 è uscito il Rapporto emesso da ASviS “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2023 e lo sviluppo sostenibile – Esame dei provvedimenti e situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030” [1]. Tale documento esprime “un giudizio sostanzialmente positivo sul PNRR, seppur con alcune riserve: un numero elevato di interventi appaiono, infatti, controproducenti sul piano dei contenuti o deboli su quello delle risorse finanziarie. Una Legge di bilancio 2023 scarsamente incisiva sui nodi di fondo che bloccano l’innovazione verso la sostenibilità, ma “correttamente prudente” in termini di stabilità finanziaria.” [2] Per una corretta interpretazione della posizione ASviS è possibile ascoltare la conferenza stampa digitale del Presidente Pierluigi Stefanini [3], leggere il comunicato stampa [4] e le numerose proposte per riorientare politiche e progetti del PNRR verso la sostenibilità [5]. Si propone in questo articolo una prima lettura di alcune indicazioni del rapporto ASviS, limitandoci ai “goal” a prevalente dimensione ambientale e considerando in tale ambito solo alcuni punti del testo ritenuti più significativi dalla redazione di IUA, rimandando al rapporto completo per una descrizione esauriente e completa comprendente anche i Goal a prevalente dimensione sociale, economica e istituzionale.

 Tra parentesi i riferimenti sul documento del testo riportato. Nei riquadri alcune informazioni relative ad Agenda 2030 e ad ASviS.

Goal 2 – Sconfiggere la fame: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

  1. La Legge di Bilancio prevede “l’istituzione di un Fondo, con una dotazione pari a 1,5 milioni di euro per il 2023 e 2 milioni di euro a decorrere dal 2024, finalizzato all’erogazione, nelle città metropolitane, ai soggetti in condizioni di povertà assoluta, di pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare”. Pur essendo ritenuta misura “sufficiente”, il rapporto osserva che l’uso di un’applicazione da parte di soggetti in condizioni di povertà assoluta sia di difficile diffusione. (Pag. 76, target 2.1, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 434-435).  
  2. La Legge di Bilancio stanzia 20 milioni di euro, per l’anno 2023, per le misure inerenti allo sviluppo dell’imprenditorialità in agricoltura e del ricambio generazionale. La misura è ritenuta “significativa” in quanto “Le risorse sono dirette a sostenere in tutto il territorio nazionale le imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, a favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito.” (Pag. 78, target 2.3, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 301).
  3. La Legge di Bilancio “istituisce un Fondo – con una dotazione di 500.000 euro per l’anno 2023 -, al fine di realizzare interventi volti alla tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare e al supporto dell’Osservatorio nazionale sul paesaggio rurale”.  Il Fondo sulla biodiversità agricola prevede anche le figure degli “agricoltori custodi” e “allevatori custodi” intendendo quegli imprenditori che con la loro attività si impegnano nella conservazione della biodiversità in situ. Tale intervento è ritenuto “significativo”. (Pag. 86, target 2.5, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 303).
  4. Infine “l’Italia mostra una crescita costante della quota di superficie agricola utilizzata (SAU) destinata all’agricoltura biologica. Se tale tendenza dovesse essere confermata fino al 2030, saremmo in grado di raggiungere il target europeo. La crisi pandemica non sembra aver influito negativamente sull’andamento dell’indicatore, in quanto tra il 2019 e il 2020 la quota di agricoltura biologica è aumentata di 0,8 punti percentuali, in linea con i miglioramenti registrati negli anni precedenti”. (Pag. 80, target 2.4, obiettivo quantitativo prioritario associato).

Goal 6 – Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

  1. Per quanto riguarda la qualità ecologica dei corpi idrici superficiali risulta “evidente la distanza del dato nazionale dal target europeo, sottolineando la necessità di implementare nuove politiche in grado di avvicinare l’Italia agli obiettivi della Direttiva quadro sulle acque 2020/60/C. Risulta di fondamentale importanza aumentare la capacità e la tempestività del sistema di monitoraggio dei corpi idrici, dal momento che il dato più recente sulla valutazione dello stato ecologico delle acque superficiali risale al 2015.” (Pag. 87, target 6.3, obiettivo quantitativo prioritario associato).
  2. “L’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua, oltre a essere al di sotto dell’obiettivo, è diminuita costantemente per tutto il periodo analizzato. L’Italia, dopo un periodo di stabilità tra il 2005 e il 2008, ha perso 9,4 punti percentuali dal 2009 al 2018, confermando la situazione particolarmente critica del nostro Paese.” (Pag. 89, target 6.4).
  3. “Manca una visione di sistema delle risorse idriche, dalle dinamiche dei cambiamenti climatici, al depauperamento e dall’inquinamento degli ecosistemi legati all’acqua, ai piani di bacino, agli usi irrigui e civili.” (Pag. 91, target 6.4).
  4. ASviS evidenza la necessità di “definire un quadro normativo coordinato ed efficiente a livello di governo delle risorse idriche e del ciclo naturale, che superi la frammentazione della gestione politica per usi a livello nazionale (competenze fra diversi Ministeri) e territoriale (Ambiti territoriali ottimali, Enti di governo d’ambito per idrico e rifiuti, Autorità di bacino distrettuale in tema di gestione della risorsa idrica e Consorzi di bonifica), premessa indispensabile per favorire gli investimenti, e un piano nazionale a tutela delle risorse idriche rispetto all’impatto crescente dei cambiamenti climatici (siccità e alluvioni).” (Pag. 92, target 6.5).

Goal 7 – Energia pulita e accessibile: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

  1. La Legge di Bilancio prevede l’aumento da 12.000 a 15.000 euro del valore soglia ISEE “per accedere alle agevolazioni per l’anno 2023 con riferimento ai clienti domestici economicamente svantaggiati.” ASVIS osserva che “la direzione della norma è positiva ma inadeguata rispetto all’inflazione e all’aumento del costo della vita e solo temporanea essendo a scadenza per l’anno 2023. Inoltre, non integra misure premiali e incentivanti per il risparmio energetico.” (Pag. 94, target 7.1, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 17-19 Misure in materia di bonus sociale elettrico e gas)
  2. Relativamente alla quota di energia da fonti rinnovabili “si evidenzia un miglioramento dell’indicatore nel lungo periodo (+10,7 punti percentuali dal 2006 al 2021), che se mantenuto permetterebbe un significativo avvicinamento all’obiettivo europeo entro il 2030. Tuttavia, dal 2016 al 2021 la crescita delle fonti di energia rinnovabile (FER) è di soli 1,6 punti percentuali, troppo poco per ambire a raggiungere il Target. In particolare, l’aumento delle FER osservato nel 2020 è dovuto alla diminuzione dei consumi di energia per uso industriale avvenuto durante i periodi di lockdown e non alla crescita della potenza installata di energie rinnovabili. A conferma di ciò, nel 2021, con la ripresa dell’attività economica, si registra un peggioramento dell’indicatore della quota di approvvigionamento da energia rinnovabile (-1,4 punti percentuali).” (Pag. 95, target 7.2, obiettivo quantitativo prioritario associato).
  3. “Abbiamo meno di otto anni per più che raddoppiare in energia primaria il contributo delle fonti rinnovabili e, soprattutto, la generazione elettrica. Nel 2020 la produzione delle rinnovabili elettriche in Italia è stata pari a 114 GWh, circa il 42% della produzione nazionale e il 38% della domanda di energia elettrica. A fine 2020 la potenza elettrica rinnovabile è di 56 GW, il 48% del totale (Terna). Il passo di crescita lineare richiesto al 2030 è di almeno 7,5 GW di nuove installazioni per anno. Nel primo semestre del 2022 in Italia sono stati installati 1,2 GW di nuova potenza rinnovabile. Nel 2021 in totale abbiamo installato 1,4 GW. Il nostro passo reale è finora di 1,7 GW/anno, il 23% del dovuto. Siamo drammaticamente fuori scala rispetto al 2030.” (Pag. 100, target 7.2, valutazione).
  4. Quanto previsto della Legge di Bilancio. in merito alla Proroga del termine dell’entrata in esercizio degli impianti di produzione di biocarburante avanzato diverso dal biometano ai fini dell’accesso agli incentivi, viene giudicato negativamente da ASviS in quanto rinvia di un anno una misura incentivante in favore dell’espansione di fonti rinnovabili nei trasporti. (Pag. 101, target 7.2, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 39-40)
  5. “Il PNRR non è adeguato all’urgenza della transizione energetica programmato dal Green Deal europeo. Il Piano non indica i target per le FER (Fonti Energia Rinnovabile) che al compimento delle scadenze al 2026 dovranno assicurare oltre la metà del gap al 2030, cioè nuove installazioni per nuovi 40 GW ed oltre. Il PNRR prevede risorse per soli 4 GW in favore delle comunità energetiche e dell’agrivoltaico. Non sono previste riforme sulla regolazione e la fiscalità energetica che permetterebbero di trasformare gli incentivi in una politica di sviluppo. Solo 0,68 miliardi di euro sono destinati allo sviluppo di rinnovabili per 200 MW incluso l’eolico off-shore. Il Piano fa riferimento unicamente ai tetti delle aziende agricole per 4,3 km2 ignorando che le industrie, le imprese, i capannoni industriali, le aree dismesse, le aree degradate dispongono di 9000 km2 utilizzabili. Tra le novità positive del PNRR c’è lo sviluppo dell’agrivoltaico, la realizzazione di comunità energetiche nei piccoli comuni e una spinta alla produzione di biogas.” (Pag. 101, target 7.2)

Goal 11 – Città e comunità sostenibili: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

  1. Per quanto riguarda i programmi di rigenerazione urbana, edilizia pubblica e sociale ASviS indica una serie di proposte operative, tra cui “invertire l’attuale approccio episodico e frammentato alle politiche abitative che, anche in presenza di stanziamenti, non è in grado di produrre effetti significativi in quanto non si riferisce alla domanda reale territorialmente differenziata.” (Pag. 101, target 11.1, valutazione).
  2. “Rispetto al Target relativo all’offerta del traporto pubblico, l’Italia riporta una situazione particolarmente critica, testimoniata dall’andamento dell’offerta di traporto pubblico locale, che nel periodo 2004-2019 è addirittura diminuita (-3,5% dei posti-chilometri per abitante). La tendenza evidenziata porta a una valutazione negativa circa il raggiungimento del Target sia nel breve sia nel lungo periodo.” (Pag. 109, target 11.2, obiettivo quantitativo prioritario associato).
  3. Per quanto riguarda il Trasporto pubblico locale su gomma ASviS propone di “accelerare la transizione verso la trazione elettrica per tutti i bus in ambito urbano e periurbano, chiedendo agli enti territoriali di stimare il fabbisogno di nuovi mezzi al 2030 e di puntare su mezzi a idrogeno verde e biocarburanti avanzati (HVO, biometano) perle tratte extraurbane, valutando anche in questo caso il fabbisogno al 2030.” (Pag. 112, target 11.2, valutazione).
  4. Relativamente alla mobilità ciclabile i 365 km in più di piste ciclabili urbane previsti dal PNRR sono del tutto insufficienti per raggiungere l’obiettivo europeo. (Pag. 113, target 11.2, valutazione).
  5. Per quanto riguarda la mobilità elettrica “l’incremento del 50% dei punti di ricarica elettrica previsto dal PNRR è significativo, ma manca il nuovo Piano nazionale delle infrastrutture di ricarica elettrica (PNIRE) con il relativo obiettivo… esso dovrà essere rapportato all’obiettivo europeo di immatricolazione delle auto elettriche al 2030, dal quale siamo molto distanti”. (Pag. 113, target 11.2, valutazione).
  6. Nel Articolo 1, comma 478 della Legge di Bilancio “gli interventi previsti per il Trasporto rapido di massa, compresi anche quelli dei commi 483-486, sono gravemente insufficienti a colmare il gap infrastrutturale con le altre città europee.” (Pag. 114, target 11.2, analisi della Legge di Bilancio, Articolo 1, comma 478-483-486)
  7. Relativamente alla Riforestazione urbana e infrastrutture verdi “per raggiungere l’ambizioso obiettivo della Strategia europea il contributo delle aree urbane e periurbane deve essere ben maggiore di quanto previsto dal PNRR” (Pag. 122, target 11.6, valutazione).

Goal 13 – Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

  1. Per quanto riguarda il Sostegno alla prevenzione nei confronti del rischio climatico “le misure del PNRR pertinenti – quali le misure di contrasto al dissesto idrogeologico – mancano di un riferimento a un quadro sistemico di politiche che dovrebbe integrarsi nel Piano d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, pubblicato nel 2017 e appena adottato a inizio 2023… Si rimarca con sconcerto che nonostante l’evidenza della vulnerabilità ambientale dei nostri territori e i relativi effetti economici e sociali, sperimentati in maniera ancora più grave quest’ultima estate e con la siccità che sta colpendo le regioni del nord Italia in questi ultimi mesi, una prevenzione strutturale dei rischi ambientali amplificati e indotti dai cambiamenti climatici sia in pratica assente dalle agende politiche.” (Pag. 122, target 13.1, valutazione).
  2. “Il nostro Paese avrebbe la possibilità di arrivare al 65% di abbattimento delle emissioni, accelerando la transizione energetica, investendo di più su rinnovabili ed efficienza, abbandonando il gas naturale e i progetti di confinamento geologico della CO2. Manca però una visione di priorità e trasversalità della lotta alla crisi climatica e non risulta chiarita la governance che deve mettere in relazione in tutti i progetti le misure con gli obiettivi climatici in termini di spesa, impatto e monitoraggio, con specifico riferimento al principio “do not significant harm”, da verificare per tutte le misure. Non meno preoccupante è la mancanza di una proposta di riforma della fiscalità che assicuri l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi alle fonti fossili (SAD) e contestualmente identifichi nei principi di fiscalità ambientale, nella carbon tax e nella border tax. Non si trovano cenni al phase out del carbone, che il PNIEC comunque vigente fissa al 2025, né misure di transizione a favore della chiusura commerciale ai veicoli endotermici, né ai problemi sociali che derivano da queste misure ineludibili”. (Pag. 123, target 13.1).

Goal 14 – Vita sott’acqua: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

  1. Per quanto riguarda il sovrasfruttamento degli stock ittici “l’indicatore mostra un deterioramento dal 2007 al 2011, raggiungendo la preoccupante quota del 95,6% nel 2011 per gli stock ittici in sovrasfruttamento. Nel corso degli anni successivi l’indice mostra un andamento complessivamente stabile (91,4% nel 2019) determinando una valutazione negativa sia di breve sia di lungo periodo. Dall’analisi risulta evidente che l’Italia non riuscirà a raggiungere il target europeo, che prevede di porre fine alla pesca eccessiva entro il 2030. La condizione di vulnerabilità mostrata sottolinea la necessità di politiche appropriate per una decisa inversione di tendenza, anche considerando che secondo il Sustainable development solution network l’Italia è tra i peggiori dieci Paesi al mondo per quanto riguarda la pesca da stock ittici collassati o sovra sfruttati.” (Pag. 127, target 14.4, obiettivo quantitativo prioritario associato).
  2. “È necessaria un’importante opera di ripristino degli ecosistemi marini, prevedendo il restauro del 30% delle praterie di fanerogame lungo le coste italiane entro il 2030, il restauro del 50% delle colonie di coralli bianchi danneggiati dalla pesca a strascico entro il 2030, il raddoppio della superficie di foreste algali lungo le coste italiane entro il 2030, la moratoria della pesca del corallo rosso per 5 anni associata all’avvio di coral farms per rendere sostenibile la raccolta di corallo rosso e la valutazione della perdita dei benefici associati alla regressione degli ecosistemi costieri, ad esempio, sul turismo e sulle attività di pesca, a cui il PNRR non risponde. Inoltre, si riscontra l’assenza di azioni che possano accompagnare il raggiungimento degli obiettivi definiti dalla Strategia europea per la biodiversità, quali la protezione di almeno il 30% delle aree marino costiere a tutela forte e l’azzeramento del sovrasfruttamento degli stock ittici entro il 2030.” (Pag. 129)

Goal 15 – Vita sulla terra : Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica.

  1. ASviS propone di “Integrare la proposta di SNB (Strategia Nazionale per la Biodiversità) con i nuovi obblighi che entreranno in vigore con la legge europea per il ripristino della natura, nonché con le previsioni della nuova legge europea sul suolo. Il piano per il ripristino della natura previsto dal nuovo strumento legislativo europeo deve essere anticipato anche prima dell’entrata in vigore dell’obbligo, attuando in pratica quanto già richiesto dall’ASviS e dal Comitato per il capitale naturale, ovvero l’avvio di una grande opera pubblica di tutela e ripristino dei nostri ambienti terrestri e marini che costituiscono la base fondamentale del benessere e della salute di tutti noi”. (Pag. 131, target 15.1, valutazione).
  2. “….il PNRR non si proietta al 2030 e non considera le indicazioni della nuova Strategia europea per la biodiversità; pertanto, non tengono conto dell’obiettivo di proteggere il 30% del territorio nazionale e non si orientano verso un target di ripristino degli ecosistemi degradati, come da ultimo proposto anche nella legge europea per il ripristino degli ecosistemi. E con ciò rinnovando lo sconforto a constatare che non viene data considerazione alcuna alle Raccomandazioni presentate nel Quarto Rapporto Annuale sul Capitale Naturale 2021 e nella versione aggiornata al 2022, prima fra tutte la visione su cui è basato: “la nostra deve essere la prima generazione capace di lasciare i sistemi naturali e la biodiversità dell’Italia in uno stato migliore di quello che abbiamo ereditato” e la necessità di avviare una grande opera pubblica di tutela e ripristino dei nostri ambienti terrestri e marini, la riduzione delle sostanze inquinanti a livello di produzioni agricole e del consumo di suolo, che costituiscono la base fondamentale del benessere e della salute di tutti noi”. (Pag. 133)

Al termine dell’analisi si sottolinea nuovamente che quanto riportato, finalizzato a una immediata informazione,  è solo un limitato estratto del Rapporto ASviS, in quanto considera solo alcuni aspetti citando estratti di valutazioni più dettagliate. Si rimanda al testo del rapporto [1] per la completezza ed esaustività delle informazioni.

L’AGENDA 2030

Nel settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, come programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.  L’Agenda prevede i seguenti 17 Obiettivi comuni per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs:

Goal a prevalente dimensione sociale: 1 – Sconfiggere la povertà, 3 – Salute e benessere, 4 – Istruzione di qualità, 5 – Parità di genere, 10 – Ridurre le disuguaglianze.

Goal a prevalente dimensione ambientale: 2 – Sconfiggere la fame, 6 – Acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 7 – Energia pulita e accessibile, 11 – Città e comunità sostenibili, 13 – Lotta contro il cambiamento climatico, 14 – Vita sott’acqua, 15 – Vita sulla terra

Goal a prevalente dimensione economica: 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica, l 9 – Imprese, innovazione e infrastrutture, 12 – Consumo e produzione responsabili

Goal a prevalente dimensione istituzionale: 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide, 17 – Partnership per gli obiettivi

[6]

L’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

L’ASviS nasce nel 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile, in particolare facendo crescere nella società italiana, nei soggetti economici e sociali, e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile approvata dall’Assemblea dell’Onu nel settembre 2015, realizzando una rete con oltre 300 soggetti che si occupano di tematiche che si possono ricondurre ad aspetti ricompresi negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals)”  [7] [8]

È vietato riprodurre o duplicare con qualsiasi mezzo le immagini contenute nella presente pubblicazione

Bibliografia & Web

[1] https://asvis.it/public/asvis2/files/Pubblicazioni/RapportoLdbPnrr/LdB_PNRR_2023.pdf

[2] https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-16811/stefanini-per-avere-successo-il-pnrr-deve-diventare-il-piano-del-paese

[3] https://www.youtube.com/watch?v=zZkNj0ZBoH8

[4] https://asvis.it/public/asvis2/files/Comunicati_stampa/2023/CS_Rapporto_ASviS_Pnrr_e_Legge_di_Bilancio_2023.pdf

[5] https://asvis.it/asvis-proposte-per-riorientare-politiche-e-progetti-del-pnrr-verso-la-sostenibilita/

[6] ONU Italia La nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (unric.org) https://unric.org/it/agenda-2030/

[7] https://asvis.it/

[8] https://asvis.it/missione/

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CC BY-NC-ND 4.0 Il rapporto ASviS: PNRR, Legge di Bilancio 2023 e sviluppo sostenibile – Aspetti inerenti all’ambiente by L'Italia, l'Uomo, l'Ambiente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.