Ikea e Gigli, impari lotta… la Biblioteca delle Oblate

Di Paola Capitani

 Il cortile della Biblioteca delle Oblate

Lo storico cortile accoglie il turista con le sue magnolie lucide e maestose, nel loggiato ricco di memorie e di eventi, che si colgono appena tendi l’orecchio al minimo fruscio. Brani di passato, reconditi segreti e misteri aleggiano tra le volte degli archi e sul cotto toscano.

I ragazzi leggono e studiano, lavorano con i computer, dialogano con interesse dinanzi allo splendido panorama di una Firenze insolita, dono esclusivo per chi ha percepito, curioso, cosa poteva nascondere l’ingresso di quel portone. Dallo stenditoio, dove le monache appendevano ad asciugare il bucato, e dove oggi si studia e si ragiona, si parla e si osserva una visione unica al mondo: si spazia dalla collina di Fiesole alla Basilica di Santa Maria Maggiore, il Duomo di Firenze, il Battistero e le altre meraviglie che la città offre a chi la osserva da questa splendida postazione.

La Biblioteca delle Oblate, inaugurata il 25 maggio del 2007, sede della Biblioteca Comunale Centrale di Firenze, ha compiuto sette anni, ma è ancora sconosciuta a molti fiorentini benpensanti, colti e attenti, che non sanno cosa rappresenti e dove sia ubicata, privi della curiosità di varcare quell’ingresso.

Il cinema americano ci ha dato frequenti e continue testimonianze di cosa vuol dire essere utenti di biblioteche pubbliche, luoghi adatti a trascorrere momenti di ricerca e riflessione. Noi, nel nostro Paese, non abbiamo subìto lo stesso fascino, non sentiamo la stessa attrazione.
Ecco invece – e purtroppo – che i Fiorentini preferiscono impiegare i fine settimana o addirittura utilizzare i giorni di ferie, per l’inaugurazione di IKEA, o assediare all’alba i parcheggi dell’Osmannoro per essere i primi a entrare ai mitici GIGLI. Una moltitudine di famigliole, di bambini infilati nei carrelli, paonazzi per il caldo, e allucinati da colori e immagini, di creature boccheggianti fra pupazzi e apparecchiature elettroniche… e invece le Oblate offrono spazi a loro dedicati, forniti di soffici tappeti e libri colorati, silenziosi e rasserenanti dove, fino a sera, sono  programmati svariati generi di intrattenimento. Per fortuna, a insegnarci e dare il buon esempio, famiglie di stranieri, turisti ma non solo, che, per vari motivi (assenza di nonni, abitudine a frequentare le biblioteche pubbliche, o altro), frequentano gli spazi dedicati ai giovani lettori.

L’ingresso della Biblioteca delle Oblate

Una domanda viene alla mente: ma per noi cosa rappresentano i libri? Che posto occupano, che ruolo svolgono nelle nostre esistenze? Cose che raramente si comprano, certo più per obbligo che per libera scelta… cose che frequentemente restano da parte, inutilizzate, in attesa forse di momenti in cui non c’è di meglio da fare. Come si usa, e abusa, dire oggi non fanno tendenza, come dimostra anche il nostro desolante assetto scolastico, in cui le biblioteche sono residuati per lo più  sconosciuti, e nei casi ancora fortunati, una moltitudine di vecchi libri ormai polverosi. E questo nonostante i moderni slogan (stra)parlino di biblioteche in rete! Nonostante s’inneggi all’e-book, senza sapere esattamente cosa sia e come lo si utilizza, spacciato come il toccasana che risolve i problemi della cultura e dell’apprendimento.
Ma qualcuno ci ha detto, o meglio ci siamo interessati di sapere come si faccia a usare un e-book, quali conoscenze sono necessarie per l’utilizzo?
Perché, oltre alla conoscenza dal punto di vista tecnologico, occorre ricominciare a far funzionare il nostro (sopito) cervello, far girare vorticosamente i neuroni da tempo anestetizzati e soffocati da marchi e targhe, da oggetti e manufatti. Ecco perché IKEA e I GIGLI stravincono sul bellissimo complesso delle Oblate. E forse anche perché il tutto è GRATUITO, e in genere, quando non si paga, è bene cominciare a sospettare dove sta l’imbroglio e la fregatura.

Ma il popolo italico, e i fiorentini in particolare, è fatto così: polemizza, borbotta, si lamenta, inneggia alle domeniche a piedi (ma non più di una l’anno), esige aria pulita, salubre,  un fisico sano, ma soprattutto palestrato; poi si caccia, a bordo di SUV o fuoristrada, dentro le strade della Firenze medievale, che sopporterebbero a mala pena il transito di due ciuchi appaiati. Guai ad andare a piedi da una porta all’altra delle mura (non più di venti minuti), eppure gioverebbe alla nostra salute talvolta crearci autonomamente dei percorsi salute, ed evitare, quando possibile, l’utilizzo degli ormai mitici status symbol “fuori strada”, dominio incontrastato di persone che abitano ovunque, meno che in campagna!

La cupola del Duomo di Firenze vista dalla Biblioteca delle Oblate

Alle Oblate, dove il raccoglimento, il silenzio, la pace, la cultura sono evidenti e palpabili, sono presenti anche moderne postazioni Internet (gratuite) per controllare la posta elettronica, spaziare e fare ricerche… ma cosa vuol dire ricerca? E anche questo termine lo mettiamo nel cestino: da bandire insieme a libro, biblioteca, conoscenza, apprendimento, e, last but not least, studio, che comporta anche impegno, concentrazione, e fatica.
Meglio dunque tutti in massa ai centri commerciali, possibilmente tutti alla stessa ora, l’inquinamento ne beneficia, e anche noi di conseguenza. Da evitare quindi i servizi a misura di uomo e di cittadino, merce rara e, ai più, sconosciuta. La scelta sembra dunque di voler evitare un tranquillo relax nel centro della città, fuori confusionaria e schiamazzante, un riparo avvolto da un quasi magico silenzio dove, al secondo piano, dove è possibile rifocillarsi con cibi e bevande (questi però a pagamento) di fronte al Duomo che, nonostante i secoli, fa sempre la sua egregia figura. Bando dunque all’ironia e invece andiamo, troviamoci alle Oblate, aperte ora fino alle 24: saranno occasioni di piacevoli incontri, anche per chiacchiere amene e leggere, e salutari confronti di idee e non solo.

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Fonte delle fotografie:

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Una risposta a Ikea e Gigli, impari lotta… la Biblioteca delle Oblate

  1. Nicoletta Barsantini dice:

    Cara Paola,
    non sai quanto sono d’accordo con te!
    Anche qui a Bologna le cose non sono molto diverse, purtroppo!
    Bisogna abituare i bambini fin da piccoli alla lettura, altrimenti diverranno degli adulti da Ikea…
    Un abbraccio.

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