Articolo pubblicato su IUA n° 11, anno IX, Dicembre 2022

In una galleria d’arte contemporanea di Firenze, si è tenuta nei mesi scorsi la prima mostra di un ciclo intitolato SuperNatural, nome che richiama quello dell’omonima e nota serie televisiva americana, alla quale per certi versi viene naturale accostare questa proposta espositiva.

La serie statunitense del genere paranormale e fantastico, o meglio fantasy horror, ha narrato per ben quindici stagioni le peripezie di due fratelli in viaggio attraverso l’America a bordo di una vecchia auto.  A causa di intricate vicissitudini familiari, questi si trovano ad affrontare eventi paranormali e straordinari, combattono dure battaglie per salvare la terra da angeli e demoni, vampiri, lupi mannari e quant’altro, diventando loro stessi cacciatori di creature soprannaturali.

Lo spazio fiorentino presentava, invece, lungo le pareti di un ex rifugio antiaereo del 1943, una selezione di scatti fotografici realizzati da Luca Locatelli, collaboratore del National Geographic e tra i più premiati nel contesto internazionale come fotografo ambientale.

Al di là del titolo, il parallelismo che si instaura tra la trasmissione televisiva e l’iniziativa della galleria forse non è poi così casuale. Nel testo introduttivo, i curatori scrivono infatti che le mostre in programma intendono aprire “una riflessione sulla capacità di superare i limiti dell’umano per cercare una connessione più organica con il pianeta”. Una sfida non facile da ingaggiare contro il demone climatico ed energetico, la cui ombra sempre più minacciosa ci richiede uno sforzo globale per trovare soluzioni che possano conciliare uomo, natura e tecnologia.

La personale di Locatelli dal titolo Future Studies: visioni da un possibile domani, che ha dato l’avvio al ciclo, presentava con immagini potenti alcuni luoghi sparsi in tutto il mondo, dove si testano e vengono messe in pratica soluzioni innovative e futuristiche; dove la scienza e la tecnologia si pongono in stretta correlazione con la consapevolezza ambientale dell’uomo e l’ambiente stesso.

Le vedute fotografiche, proiettate insieme a qualche video su grandi schermi, mostravano una ventina di siti con le sperimentazioni in atto, documentate con un linguaggio rigoroso e nitido. Con un punto di vista originale ed esteticamente piacevole, il fotografo ci restituiva situazioni reali, come in un reportage giornalistico, ma che suscitavano allo stesso tempo lo stupore di un contesto fantascientifico.  

In prima battuta si poteva apprezzare la suggestione delle vedute, realizzate con grande capacità tecnica; poi, dopo aver fatto scorrere l’occhio lungo distese sconfinate, serre imponenti, enormi impianti tecnologici, alla ricerca di qualche indizio per individuare il luogo, ecco che apparivano sullo schermo le didascalie che spiegavano, per esempio, come la giostra dove stavano ruotando alcuni bambini, altro non era che una torre di raffreddamento di un’ex centrale nucleare, oggi trasformata in un parco di divertimenti a Kalkar (foto 1, copertina), in Germania; e che il ripido tappeto verde sulla copertura di un alto edificio, sul quale era possibile fare trekking o scivolare giù con gli sci, era il tetto di un termovalorizzatore nel comprensorio di CopenHill (foto 2, a sinistra), a Copenaghen. Questo impianto, progettato dall’architetto Bjarke Ingels, può bruciare 70 tonnellate di rifiuti ogni ora, producendo acqua calda ed energia per 120.000 famiglie, con un sistema di filtraggio che elimina le sostanze inquinanti dalle tubature di scarico.

L’impressionante cimitero per aerei nel deserto dell’Arizona a Tucson, ubicato presso il 309th Aerospace Maintenance and Regeneration Group (foto 3, a destra), ospita circa 4.400 apparecchi dismessi. Grazie al clima secco è possibile prevenire la corrosione e i danni causati dagli agenti atmosferici così da poter smantellare gli aeroplani per recuperarne i pezzi oppure per assemblarli di nuovo. I componenti più preziosi vengono smontati e riutilizzati per la flotta dell’Aeronautica Militare, mentre l’intero aeromobile può essere ricomposto e rimesso in servizio. Al termine del loro ciclo di vita, possono essere rottamati per il riciclaggio di acciaio e alluminio.

Serre imponenti e ultra tecnologiche, come se ne trovano molte nei Paesi Bassi, potrebbero offrire una soluzione ai bisogni futuri dell’umanità, cresciuta negli ultimi decenni in maniera esponenziale. È il caso del vivaio olandese dove vengono coltivate senza pesticidi insalate di diversi tipi con una resa dieci volte maggiore rispetto all’agricoltura tradizionale, utilizzando il 95% di acqua in meno. L’energia geotermica, un’altra rilevante risorsa di energia pulita, è quella che riscalda una serra nei campi di lava di Grindavik (foto 6, sotto il testo), in Islanda. L’orzo coltivato su pomice vulcanica inerte viene geneticamente modificato per produrre il fattore di crescita epidermica (EGF), una proteina che stimola la crescita cellulare. L’EGF, utilizzato nei cosmetici di lusso, come spiega la didascalia, ha un valore di mercato di 10.000 dollari al grammo.  

Così i parchi eolicinel Mar Baltico e nel Mare del Nord (foto 5, sotto il testo), si pongono come una forte spinta della Germania verso le energie rinnovabili al fine di eliminare gradualmente il carbone come principale fonte energetica del paese, arrivando a produrne una quantità utile per 320.000 famiglie tedesche, Nelle città ‘sostenibili’ degli Emirati Arabi, costruite dal nulla e progettate a tavolino, si mettono in atto soluzioni tecnologiche avanzatissime.

Come a Masdar (foto 4, a sinistra), pianificata anche nel nome che significa città “sorgente”, dove energie alternative permettono alla città di autoalimentarsi e di rendere la produzione dei rifiuti quasi zero. La città ha una temperatura di 10° inferiore rispetto al deserto circostante grazie a una grande torre del vento in grado di incanalare per le vie cittadine le correnti d’aria fresca. A pochi chilometri da Dubai un esperimento residenziale ha fornito cinquecento ville di pannelli solari. Il luogo è attraversato in tutta la sua lunghezza da un parco che ospita serre per l’agricoltura urbana, mentre i parcheggi solari forniscono l’elettricità necessaria per alimentare l’illuminazione stradale, la ricarica dei veicoli elettrici e la depurazione delle acque.

Per restare vicino a casa, un’azienda tessile di Prato si è imposta all’attenzione come modello di sostenibilità col mettere nuovamente in pratica, attraverso tecniche innovative, la secolare tradizione pratese nel campo del riciclo dei tessuti, ai quali viene data nuova vita. Questi sono soltanto alcuni esempi di economia circolare e di riutilizzo di fonti energetiche per molteplici e svariati impieghi: finestre aperte sul mondo che danno speranza per il nostro futuro. Queste storie ci dicono tuttavia quanta strada ci sia ancora da percorrere, rimarcando la necessità sempre più impellente di un cambiamento di abitudini e di stile di vita. Ci testimoniano come la scienza e la tecnologia possano trovare soluzioni ancora più avanzate e, nel contempo, ci fanno riflettere sul cambiamento in corso della nostra percezione visiva della realtà e delle trasformazioni che il paesaggio inevitabilmente subirà nei prossimi anni. Come riferisce Locatelli durante un’intervista, è interessante osservare quanto le giovani generazioni abbiano “una percezione molto meno conservatrice di quella che abbiamo noi per cui la tecnologia applicata ai landscapes la reputiamo brutta da vedere, invece loro la sentono bellissima. Per noi sono belle le colline toscane, per loro le serre automatizzate che producono pomodori in Olanda”.

Riferimenti

https://rifugiodigitale.it

https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/rifugio-digitale

https://magazine.discorsifotografici.it/luca-locatelli

Fonte delle immagini

  1. https://leganerd.com/wp-content/uploads/2011/06/wunderlandcentralericonvertita1.jpg
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Amager_Bakke#/media/File:Amager_Bakke_2017-09-16_(38350458872).jpgGuillaume Baviere from Uppsala, Sweden – 2017-09-16CC BY-SA 2.0
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Aerospace_Maintenance_and_Regeneration_Center#/media/File:AMARC_at_Davis-Monthan_Air_Force_Base-cropped.jpgPubblico dominio
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Eolico_offshore#/media/File:Alpha_Ventus_Windmills.JPGSteKrueBe – Opera propria – Die drei südlichen Alpha-Ventus-Windmühlen mit der Umspannstation – CC BY-SA 3.0 – File:Alpha Ventus Windmills.JPG
  5. https://en.wikipedia.org/wiki/Hellishei%C3%B0i_Power_Station#/media/File:HellisheidiPowerStation01.jpg – ThinkGeoEnergy – CC BY 2.0 – File:HellisheidiPowerStation01.jpg
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CC BY-NC-ND 4.0 Una mostra d’arte ci porta a lezione di futuro by L'Italia, l'Uomo, l'Ambiente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.