Recensione a cura di Gianni Marucelli

MARCO FABBRINI, I due che salvarono il Natale, Graphe.it edizioni, 2018, Euro 10,90

Giocata tra lo spirito dickensiano di Christmas’ Carol e l’ispirazione del romanzo sociale, la bella storia creata dalla penna dell’amico Marco Fabbrini punta dritta alla sensibilità del lettore, con una scrittura stilisticamente attenta anche a veicolare i lessemi tipici della località dove essa è ambientata.

Che, poi, è Abbadia San Salvatore, borgo storico del Monte Amiata e paese natale dell’autore, descritto nella sua realtà e nelle sue suggestioni di centro minerario qual fu ai primi del secolo ventesimo, con i boscaioli trasformati in minatori, economicamente più agiati, ma sottoposti a un duro sfruttamento padronale.

Così, l’imperiosa richiesta del Direttore, il tedesco Strege, di lavorare anche la vigilia della festa più sentita dell’anno, giorno dedicato alla rifinitura e accensione delle tradizionali “fiaccole”, sorta di pire che ancora oggi illuminano, strada per strada, le vie del borgo la sera del 24 dicembre, innesca una rivolta operaia che forse era già nell’aria.

Marco Fabbrini

Soltanto l’amicizia nata tra due ragazzini, Mino e Adele, estremamente diversi tra loro, la figlia del Capo e il figlio del minatore Sabbatini, riuscirà a riportare la ragionevolezza e la pace tra le parti avverse, e a far sì che il Natale sia salvo, nonostante il prezzo di sangue pagato dai lavoratori.

La lettura scorre piacevole e intrigante dall’inizio alla fine, e può essere facilmente fruita anche dai bambini, visto che proprio loro sono i protagonisti della vicenda.

Il romanzo, nel momento in cui scriviamo, ha già ricevuto positivi attestati dalla critica, cui volentieri uniamo il nostro parere, invitando all’acquisto e alla lettura.

Share Button
Please follow and like us:

CC BY-NC-ND 4.0 “I due che salvarono il Natale” di Marco Fabbrini by L'Italia, l'Uomo, l'Ambiente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.