{"id":765,"date":"2014-05-21T15:34:58","date_gmt":"2014-05-21T13:34:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=765"},"modified":"2022-01-01T17:12:37","modified_gmt":"2022-01-01T16:12:37","slug":"le-masche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=765","title":{"rendered":"Le Masche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Racconto pubblicato su IUA n\u00b0 4, Anno I, Giugno 2014<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Cairo Montenotte 1630-31 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bufera di neve m&#8217;investe. Violenta, freddissima. Mulinelli taglienti di spine di ghiaccio. Il vento non mi fa camminare. Ma io devo scappare! Scappare! Mi hanno inseguito gridando:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> &#8211; U diavu! U diavu!!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo mi bastonava. La donna tremava di paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Son riuscito a scappare. Sono ferito. Un grumo di sangue rappreso mi pende dal naso. Un dolore violento mi strazia la gamba sinistra; l\u00e0 dove ho preso l&#8217;ultimo colpo. Ma, qui, nascosto nella foresta, non mi cercheranno. Rimango, al riparo di quest&#8217;albero cavo. Qui c&#8217;\u00e8 pace. Mi rannicchio e chiudo gli occhi. Forse morir\u00f2 questa notte. Non sento e non vedo pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sveglio. E&#8217; mattino. E son vivo! Non nevica pi\u00f9, anzi, c&#8217;\u00e8 un poco di sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La foresta \u00e8 imbiancata e brillante. La gamba ferita \u00e8 intirizzita dal freddo. Ma si muove!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Odore di latte. Odore di legna bruciata. Ho fame\u2026 Se seguo gli odori, finir\u00f2 di nuovo vicino alle case. No, non posso\u2026 Ho paura! Resto nascosto e ruber\u00f2 qualcosa di notte. Senza essere visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=768\" rel=\"attachment wp-att-768\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-768\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_10.jpg\" alt=\"streghe_10\" width=\"181\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_10.jpg 181w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_10-108x150.jpg 108w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a>E&#8217; quasi sera\u2026 Ecco, una casa isolata nel bosco. Mi avvicino da dietro. Non mi vedranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sento rumori. Mi avvicino ancora. Provo a guardare all&#8217;interno, sporgendomi appena. C&#8217;\u00e8 fumo. Il vetro \u00e8 appannato. Non vedo nessuno. Aspetto ancora \u2026 Nessuno. Mi sporgo a guardare: un grande camino, una pentola al fuoco che bolle. Ho fame! Mi faccio coraggio. La porta \u00e8 socchiusa, m&#8217;affaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> &#8211; Vieni, vieni pure\u2026-<\/em> E&#8217; una voce di donna. Diffido. Scappo, ho paura. La paura dei vagabondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211; Lascio aperta la porta, entra\u2026 se vuoi\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; ancora lei. Sta sulla porta. La posso vedere. E&#8217; alta, un po&#8217; curva. N\u00e9 vecchia, n\u00e9 giovane. Ha strani vestiti, uno sull&#8217;altro, forse, per coprirsi dal freddo. Ha una piccola cuffia sui rossi capelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Puoi venire, se vuoi\u2026-<\/em> ripete pi\u00f9 forte scrutando i cespugli vicini dove sono nascosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una trappola? Se un uomo ci fosse, l&#8217;avrei gi\u00e0 sentito\u2026 Risento l&#8217;odore del cibo. La fame mi lacera, mi morde. Coraggio! Devo avere coraggio! Avanzo esitando. Dentro c&#8217;\u00e8 fumo. C&#8217;\u00e8 una tazza di latte\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Vuoi bere del latte?- <\/em>Non vedo la donna, forse sta dietro alla catasta di legna, di l\u00e0, in fondo alla stanza. Non resisto. Bevo di corsa, guardandomi intorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026Cos\u00ec \u00e8 andata. Ormai son passati tre mesi. E, da allora, io vivo con lei. La neve si \u00e8 sciolta. Lei \u00e8 dolce, tranquilla e mi parla\u2026 Parla, parla, parla tanto. Io ascolto. Forse \u00e8 sola da tempo. Abbiamo una pecora, una capra e qualche gallina. Abbiamo del latte. Uova e formaggio non mancano mai. Le porto ci\u00f2 che caccio nel bosco. Piccole cose che lei cuoce nel pentolone appeso nel grande camino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho passato l&#8217;inverno con lei. Una notte pi\u00f9 fredda mi ha accolto sotto la coperta di velli di lana. Da allora, io dormo con lei sul materasso di foglie di meliga. E sono felice. Un giorno mi ha detto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Grazie, non sono pi\u00f9 sola. Non andartene via quando arriva la bella stagione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec son rimasto. Qui, mi sento sicuro. La casa \u00e8 ben nascosta nel bosco. Il mattino, andiamo a cercare le erbe. Lei le conosce; mi parla e mi spiega ogni cosa. Mi spiega; ma non sempre capisco!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=767\" rel=\"attachment wp-att-767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-767 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_01-180x300.jpg\" alt=\"streghe_01\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_01-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_01-90x150.jpg 90w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/streghe_01.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Questa \u00e8 la belladonna che toglie li spasmi malefici<\/em> &#8211; mi dice<em> &#8211; Questa, la digitale contro li mali cardiaci. Questa la serpentaria: posta la polvere sul capo prima di coricarsi si pu\u00f2 veder, nel sonno, il futuro\u2026 Questo \u00e8 il rosmarino che dispone li animi alla giocondit\u00e0, questa \u00e8 la betonica che custodisce le anime e i corpi dai malefici; difende i cimiteri dalle visioni che inducono timori e <a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=766\" rel=\"attachment wp-att-766\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-766\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cardo-santo_O2-300x225.jpg\" alt=\"cardo-santo_O2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cardo-santo_O2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cardo-santo_O2-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cardo-santo_O2-150x112.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/cardo-santo_O2.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>protegge i viaggi notturni dai pericoli. Questo \u00e8 l&#8217;elleboro; muore chi lo coglie se \u00e8 visto dall&#8217;aquila! Questo \u00e8 l&#8217;aspleno; che legato con milza di mulo alla cinta delle donne, le fa diventar sterili. Questa \u00e8 la malva che giova ai rodimenti delle budella e del sedere; chi beve il suo succo star\u00e0 senza mali per tutto il giorno. Questo \u00e8 il Cardo Santo: \u00e8 santo perch\u00e9 ha molte virt\u00f9: libera dal dolore degli occhi, recupera la perduta memoria, ridona l&#8217;udito, purga il sangue, rompe la pietra, provoca i mestrui. Bevuta col vino, vale contro i veleni e il mal franzese. Si dice che un putto, dormendo alla campagna con la bocca aperta, gli entr\u00f2 un serpe nel corpo e bevuto ch&#8217;ebbe la pozione di Cardo santo, subito il serpe se ne usc\u00ec per le parti da basso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando si \u00e8 sciolta la neve, vengono a trovarla delle persone per curarsi con le erbe. Son donne con i loro bambini. Io resto nascosto dietro alla legna. Nessuno mi deve vedere. Lei fa decotti, impiastri, pomate, fumenti e dice oscure parole. Chi viene a trovarla le porta un po&#8217; d&#8217;olio, della farina, del sale. Son doloranti all&#8217;arrivo, se ne vanno guariti e contenti. Insomma, tutto va bene e siam quasi felici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altra notte siamo andati nella radura, dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;albero di noce, a cercare la pianta mandragola. Va raccolta quando c&#8217;\u00e8 luna piena, facendo tre giri intorno alla pianta, se no, non fa effetto. C&#8217;erano gi\u00e0 tre amiche e la sorella Lucia a coglier radici. Era una bella serata, han cantato e ballato al chiaro di luna. Io, son rimasto nascosto perch\u00e9 ho ancora paura. Mi son divertito a guardarle. Erano allegre e festose. Solo all&#8217;alba siam tornati alla casa nel bosco. Credo che proprio che rester\u00f2 tutta l&#8217;estate con lei. E s\u00ec, forse, anche il prossimo inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono arrivati tre uomini, all&#8217;improvviso. Uno era vestito di nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211; Nasconditi!<\/em> \u2013 lei mi ha gridato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora sto qua dietro alla legna ammucchiata con il cuore che mi pulsa alla gola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Strega! Che ti accompagni col diavolo ormai lo sappiamo! Ti han visto con lui di primo mattino! Strega ! Con tutte le masche hai ballato &#8216;sta notte! Avete preparato la polvere per far venire la peste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li sento gridare. Mi sporgo pochissimo per non essere visto. Lei si dibatte. Non vuole lasciare la casa. Ma la picchiano e le strappano le povere vesti. La trascinano fuori e la portano via. Li seguo a distanza per non essere visto. Solo &#8216;sta notte potr\u00f2 fare qualcosa. Quando dormono tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La portano gi\u00f9 nella valle. Molta gente arriva a vederla. Tutti gridano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>A morte la stria! Bruciatela! Bruciatela! Con la sorella ha portato la peste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sputano addosso. La spingono a terra. La prendono a calci. La portano in piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Fatele bere l&#8217;elleboro nero, se \u00e8 strega, non sente il veleno! Fatele bere l&#8217;elleboro nero!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io resto lontano. L&#8217;han chiusa da basso in una camera buia. Questa notte far\u00f2 qualche cosa. Poi torneremo nei boschi. Andremo in un&#8217;altra foresta. Noi vagabondi, le conosciamo tutte, anche quelle lontane. Attendo la notte. La finestra \u00e8 socchiusa. Riesco a spingermi dentro. Lei \u00e8 l\u00ec, rannicchiata in un angolo buio. E&#8217; tutta ferita, \u00e8 quasi senza vestiti. Gli occhi son gonfi, il sangue rappreso. Ha spasmi violenti; forse ha bevuto l&#8217;elleboro nero. E&#8217; legata, non posso farla scappare. Mi avvicino e lei allunga una mano. E&#8217; una carezza tremante. Mi corico accanto. Lei sente il mio respiro e si calma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grido ci sveglia alle prime luci dell&#8217;alba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Il diavolo! Il diavolo! Ha dormito con lei ! Satana nero \u00e8 venuto a dormire con lei!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivano in tanti gridando. Ecco i bastoni! Ecco le forche e le pale! Come l&#8217;altra volta. Iniziano i colpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lei allora si alza, si butta per terra e mi copre col corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Uccidetela! Uccidetela! \u2013<\/em>urla una donna<em>. &#8211; No! Non ammazzatela adesso! Deve bruciare! Solo col fuoco Satana muore! Deve bruciare anche Satana insieme alla strega!-<\/em>grida un uomo elegante<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lei allora si alza. Come se fosse guarita. E&#8217; bella, ritta e superba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>S\u00ec, bruciateci insieme! Bruciateci insieme<\/em>!- ripete sicura- Usciamo all&#8217;aperto. Tutti si allontanano un poco. Si direbbe che faccio paura. Lei cammina diritta, solenne. Io la seguo altrettanto sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A testa alta e a coda diritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una catasta di legna in mezzo alla piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>Il diavolo! Satana! Ecco il diavolo nero! Il fuoco! Il fuoco!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi \u00e8 questo diavolo? Ma chi \u00e8 mai questo Satana nero? Forse son io perch\u00e9 son gatto e son nero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fanno salire sulla catasta e la legano in cima. Io la seguo. Non l&#8217;abbandono. Voglion legare anche me. Ma non serve, io non me ne vado! Non la lascio! Fra le sue gambe, io resto, deciso, ostinato, strofinandomi a lei, ancora una volta. Adesso sento l&#8217;odore del fumo. Qualche fiamma la vedo salire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci guardiamo ancora una volta. Siamo insieme. Siamo vicini. Sar\u00e0 caldo come il nostro camino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le sorelle Lucia e Maria Larghero furono torturate e poi bruciate nel 1631 nella piazza di Cairo Montenotte perch\u00e9 streghe e perch\u00e9 accusate di aver portato la polvere della peste nella valle Val Bormida. Nel dialetto locale le streghe vengono chiamate &#8220;Masche&#8221;. La Storia delle due sventurate sorelle, in parte documentata, \u00e8 divenuta oggetto di leggende orali ancor oggi raccontate nella valle. Un tragico episodio da tramandare per riflettere sul pericolo che ignoranza e superstizione possono arrecare a una comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Maria Ivana Trevisani Bach<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9 copyright Maria Ivana Trevisani Back 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:ivana3@fastwebnet.it\">ivana3@fastwebnet.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ivanatrevisani.altervista.org\">www.ivanatrevisani.altervista.org<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ecopoems.altervista.org\">www.ecopoems.altervista.org<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/deed.it\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"http:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-nc-nd\/4.0\/88x31.png\" alt=\"Licenza Creative Commons\" \/><\/a><br \/>\nQuest&#8217;opera \u00e8 distribuita con Licenza <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/deed.it\" rel=\"license\">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Non opere derivate 4.0 Internazionale<\/a>.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Le%20Masche\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto pubblicato su IUA n\u00b0 4, Anno I, Giugno 2014 Cairo Montenotte 1630-31 La bufera di neve m&#8217;investe. 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