{"id":479273,"date":"2023-02-15T11:17:32","date_gmt":"2023-02-15T10:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=479273"},"modified":"2023-02-15T11:17:39","modified_gmt":"2023-02-15T10:17:39","slug":"su-carrasegare-o-karrasegare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=479273","title":{"rendered":"Su Carrasegare o Karrasegare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-x-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>ovvero Il carnevale di Sardegna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">articolo pubblicato in anteprima per IUA n\u00b0 3 anno X, Marzo 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Febbraio \u00e8 il mese dei tanti Carnevali di Sardegna. L\u2019inizio viene segnato dall\u2019accensione dei fuochi il 17 gennaio per Sant\u2019Antonio Abate, quando si hanno le prime uscite delle maschere tradizionali, mentre il mercoled\u00ec delle ceneri pone fine a queste feste euforiche che, se anche per un breve periodo, cambiano l\u2019atmosfera di diverse localit\u00e0 sarde come Mamoiada, Ottana, Orotelli, Gavoi, Lula, Orani, Fonni, Ovodda, Lodine, Austis, Samugheo, Ula Tirso, Ghilarza, Bosa, Oristano, Santulussurgiu ecc. Giusto per citare localit\u00e0 con le maschere pi\u00f9 caratteristiche. Sono le maschere \u201c<em>de su connottu<\/em>\u201d (maschere tradizionali) legate ai riti agro pastorali e segnano ed esprimono l\u2019antica antitesi tra sacro e profano, ripercorrono percorsi identitari e passionali legati alla terra, al ciclo delle stagioni, ai raccolti e al clima. Ed ecco che diversi paesi della Barbagia si animano in festa, proprio nel cuore della Sardegna. Rimbombano passi cadenzati, ritmi ancestrali e slanci impetuosi accompagnati dai suoni dei campanacci.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"133\" height=\"200\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479274 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Per le strade di Mamoiada l\u2019ultima domenica e il marted\u00ec grasso, escono i <strong><em>Mamuthones<\/em><\/strong> o <strong>Maimone (<\/strong>dal greco <em>mainomai<\/em> il posseduto, il furioso). Si ipotizza che in periodo precristiano ci fosse in Sardegna il culto di Dioniso, il dio bambino, celebrato nella maggior parte delle societ\u00e0 agricole del Mediterraneo fin dal XV se. a.C. Dioniso era il dio della natura e della fertilit\u00e0 che moriva e rinasceva ogni anno come la natura. Attraverso la musica la danza il vino, Dioniso si trasform\u00f2 in dio dell\u2019ebbrezza e dell\u2019estasi. Era conosciuto come \u201cil Delirante\u201d \u201cIl Selvaggio\u201d con chiaro riferimento alle orge sacre. I suoi devoti bramavano ad annientare se stessi per ottenere da lui la certezza della vita dopo la morte. Secondo alcuni studiosi il suo culto in Sardegna penetr\u00f2 con i Micenei e i Greci. Anche nel Carnevale sardo si esibisce una vittima. Ed ecco il significato della parola carre\u2019 e segare (carne viva da lacerare) dove la vittima \u00e8 l\u2019animale (in alcune localit\u00e0 viene sostituito dal fantoccio portato al rogo). L\u2019animale con le corna era la rappresentazione di Dioniso.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Le maschere sfilano\u2026 ricoperte di pelli, sonagli, campanacci, i volti neri di fuliggine o con sopra una maschera lignea zoomorfa: le vittime <strong>(<em>Sos Maimones<\/em><\/strong>) sono tenute alla fune da un guardiano che impedisce loro la fuga. Suscitano emozione e paura i <strong>Mamuthones<\/strong> di Mamoiada, vestiti di velluto e sopra la giacca <strong><em>la mastruca<\/em><\/strong> o soprabito, ricavato dalla pelle di pecora nera, dal quale pendono i campanacci di buoi, pi\u00f9 altri campanelli appesi al collo. Il volto \u00e8 coperto da orrende maschere di legno scuro che li caratterizza. Insieme ai <strong><em>Mamuthones <\/em><\/strong>ci sono gli <strong><em>Issocadores, <\/em><\/strong>che aprono e chiudono la sfilata, indossano un corpetto rosso e tengono in mano <strong><em>sa soca<\/em><\/strong>, una lunga corda che usano come un lazzo per \u201ccatturare gli spettatori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"271\" height=\"271\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479275\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2-1.jpg 271w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479276\" height=\"274\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">I <em>Mamuthones<\/em> si muovono all\u2019unisono, con gli stessi tempi e ritmi, sollevano le spalle appesantite dai tanti campanacci (30Kg) e l\u2019intero corpo salta, scampanellando sordamente, tre salti danno fine a questa danza ipnotica che si ripeter\u00e0 a intervalli di tempo. Che significato avrebbe questo rito? \u00c8 sicuramente una rievocazione di storia sarda, qualcuno ha lasciato scritto: a memoria dei Mori, acerrimi nemici dei sardi. Si dice che alcuni di questi Mori, condotti prigionieri a Mamoiada, furono svestiti e ricoperti non solo dalla <em>mastruca <\/em>sarda, ma da maschere nel volto e legati ai campanacci in segno di assoggettamento e giogo. Secondo questa traduzione storica gli <em>Issocadores<\/em> rappresenterebbero i sardi vittoriosi, a conferma del loro status. Qualunque interpretazione libera \u00e8 quella espressa dall\u2019emozione dei tanti turisti che arrivano da tutta la Sardegna e l\u2019Europa e non mancano a questo rito antico che richiama un po\u2019 di adrenalina per tutti, ma invita soprattutto al rispetto di ci\u00f2 che \u00e8 sacro per storia e tradizione e di ci\u00f2 che \u00e8 profano che trascina alla festa e al bicchiere di vino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 31%\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Il Carnevale barbaricino, nella sua austerit\u00e0, ha simboli come le maschere lignee, le vesti di pelli crude, i sonagli, onde rappresentare l\u2019uomo \u201cprigioniero\u201d che si trasforma in uomo bue, senza appartenenza perch\u00e9 soggiogato, vuoi per colpa, vuoi per mali che incombono su di lui, quindi con sonagli, per identificarlo in qualsiasi luogo. L\u2019uomo vaga nella notte alla ricerca della sua umanit\u00e0 perduta. In questo vagare urla e si lamenta si butta per terra disperato: vuole guarire, vuole la sua redenzione. Le maschere sono dure e nere di dolore, senza riso, \u201cil diverso\u201d \u00e8 il pericolo da tenere legato, da allontanare. Il \u201cvalente\u201d lo tiene a bada avvalendosi di regole che purtroppo ancora ad oggi si perpetrano nelle societ\u00e0, perch\u00e9 tutto resti \u201cin ordine\u201d rispettando quel potere di chi tiene sempre le funi a svantaggio di chi invece \u00e8 tenuto strettamente legato e la fune la subisce, a volte a caro prezzo. Ed ecco che il <em>Mamuthones<\/em> viene ridotto all\u2019obbedienza controllato dagli <em>Issocadores<\/em>, uomini \u201cnormali\u201d e liberi. Ma \u00e8 Carnevale anche a Mamoiada, il rito diventa festa, diventa gioco e cos\u00ec gli <em>Issocadores <\/em>prendono al laccio il loro pubblico e il sorriso abbonda.  Una maschera misteriosa anch\u2019essa proveniente probabilmente dal mondo Egeo \u00e8 <strong><em>Sa Filonzana <\/em><\/strong>(la filatrice) rappresentante una delle Moire greche, probabilmente Cloto, quella della morte. Spesso rappresentata in tante sfilate specie ad Ottana, a riportare a memoria la morte che accompagna sempre la vita. Avanza piano, con una canocchia di fili di lana grezza, mentre un piatto di bronzo viene fatto risuonare insieme a un tamburo di sughero ricoperto da una membrana di pelle, legata a uno spago, che tirato, fa risuonare un lugubre lamento. Nel Carnevale di Ottana sono presenti <strong><em>Merdules e Boes<\/em><\/strong>. <em>Il Merdule<\/em> indossa bianche pelli di pecora e porta sul capo un fazzoletto femminile nero (<strong>su muccadore<\/strong>), sul viso una maschera antropomorfa (<strong>sa carazza<\/strong>) in legno di pero selvatico. In mano ha un bastone (<strong>su mazzuccu<\/strong>) e sa soca, frusta di cuoio. Non ha campanacci ma gambali in cuoio e scarpe da pastore. Probabilmente il nome di <em>merdules<\/em> deriva da <strong>\u201cmere\u201d (<\/strong>padrone, dal sardo antico) e <strong>\u201cule\u201d(<\/strong>bue) equivale a padrone del bue. <strong>Su merdule<\/strong> nervoso e tirannico <strong>su boe<\/strong> un ribelle verso il padrone. Qui primeggia il culto del bove praticato sin dall\u2019et\u00e0 neolitica nelle societ\u00e0 agro pastorali, visto come simbolo di forza e fertilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"234\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/4-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479277 size-full\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"261\" height=\"267\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/5-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479278\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479279\" width=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6-1.jpg 303w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6-1-300x133.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">A Orotelli riempiono la sfilata <strong><em>Sos Thurpos<\/em><\/strong> ( ciechi e storpi) con abito di velluto, gambali (<strong>sos gambales<\/strong>) di cuoio e un lungo pastrano (<strong>su gabbanu<\/strong>) di orbace nero, usato dal pastore d\u2019inverno. A tracolla una bandoliera di campanacci. Neri di fuliggine e un capuccio che scende fino al naso, Sos Thurpos, a gruppi di tre, inscenano diversi mestieri: <strong>su thurpu pastore<\/strong> pungola i prepotenti, i <strong>thurpos boes<\/strong> legati alla fune, poi sfilano i <strong>thurpu massaiu<\/strong> (contadini) poi i seminatori che spargono crusca nelle strade, i maniscalchi che mimano la ferratura del boe e tutti, a causa della loro cecit\u00e0, sbandano sul pubblico che sta al loro gioco. Tutti i personaggi fanno parte del rito propiziatorio per il raccolto, metafora quindi della vita contadina, del rapporto uomo- animale ma anche rappresentazione sociale della lotta contro i proprietari dei pascoli che si costringono poi ad offrire da bere ai pastori. L\u2019abito del <em>su thurpu<\/em> rappresenterebbe quello del vedovo, reso cieco dal dolore per la non riproduzione e per la mancata fecondit\u00e0 della terra, pronto ora ad espiare la sua sterilit\u00e0. A Gavoi <strong><em>Sos Tumbarinos<\/em><\/strong> (i tamburi) la fanno da padroni. \u00c8 un carnevale allegro dove \u00e8 presente la vittima da sacrificare (<strong>Zizzarrone) <\/strong>diminutivo di Tiu Zarrone, un fantoccio. I musicanti( <strong>Sos sonadores<\/strong>) sfilano\u00a0 con abiti di velluto, gambali e <strong>su bonette<\/strong> (coppola). Suonano strumenti di origine arcaica come<strong> su triangulu <\/strong>un pezzo di ferro a triangolo le cui punte sono ripiegate all\u2019esterno e <strong>su tumbarinu<\/strong> ricavato da pelle di capra o di cane realizzato a mano e vengono percossi con (<strong>sos mazzuccos) <\/strong>le bacchette. Inoltre compare anche un flauto arcaico in canna <strong>Su Pipiolu <\/strong>che viene suonato nei giorni di festa. Altro strumento arcaico <strong>su tumborro, <\/strong>una canna palustre di un metro e mezzo a cui e\u2019 fissata una vescica di maiale che fa da cassa di risonanza alla corda di crine di cavallo poggiata alla vescica,la corda viene sfregata da un pezzo di legno I festeggiamenti iniziano il giovedi grasso. Da tutti i rioni scendono i suonatori e si radunano nella piazza\u00a0 della parrocchia: i tamburi suonano all\u2019unisono alternandosi al suono degli altri strumenti e prende inizio la processione che attraversa tutto il centro storico. La festa proseguir\u00e0 per quasi tutta la notte insaporita da zippulas e vino rosso nuovo. A conclusione del Carnevale il martedi grasso si conclude con il rogo di Zizzarrone trasportato per il paese o sopra un asino o in spalle a qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479280\" height=\"163\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479281\" width=\"163\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/8.jpg 159w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/8-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 159px) 100vw, 159px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479282\" width=\"326\" height=\"163\"\/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">E cos\u00ec si susseguono le molteplici tradizioni carnevalesche nei nostri paesi come <strong>Su battileddu<\/strong> di Lula, <strong>Su Bundu<\/strong> di Orani, <strong>Sos butudos<\/strong> e <strong>S\u2019Urthu <\/strong>a Fonni, <strong>Don Conte<\/strong> a Ovodda, Lodine, <strong>Sos Colonganos<\/strong> ad Austis, <strong>Mautzones<\/strong> e <strong>Urzu<\/strong> a Samugheo, <strong>S\u2019Urtzu<\/strong> a Ula Tirso, <strong>Su Carruzu<\/strong> <strong>a s\u2019antiga <\/strong>a Ghilarza, a Bosa con <strong>Giogia l\u2019Aldagiolu e s\u2019Attittidu<\/strong> e poi Santulussurgiu con <strong>Sa Carrela \u2018e nanti <\/strong>e poi i pi\u00f9 variegati e diversi Carnevalidi Cagliari, di Nuoro, di Ollolai, di Olzai, di Oniferi, di Sarule, di Tempio, ecc.ecc. Non basterebbe un articolo ma ci vorrebbe una piccola enciclopedia per abbracciare l\u2019intero Carnevale della Sardegna per cui, nel tempo, svolger\u00f2 ancora altri temi carnevaleschi tra i pi\u00f9 significativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Vorrei soffermarmi di pi\u00f9, invece, sul Carnevale di Oristano proprio perch\u00e9 risale al periodo in cui la citt\u00e0 costituiva la capitale del Giudicato di Arborea e cio\u2019 che si celebra l\u2019ultima domenica e il martedi grasso, si rif\u00e0 ad un torneo medioevale. Una corsa all\u2019anello, una delle poche in Europa, una vera e propria giostra equestre. \u00c8 <strong><em>SA SARTIGLIA<\/em><\/strong> ( deriva dallo spagnolo \u201c<em>sortija<\/em>\u201d che a sua volta viene dal latino \u201c<em>sorticula<\/em>\u201d anello, anche diminutivo di \u201c<em>sors<\/em>\u201d fortuna che dipender\u00e0 dai cavalieri che infilzeranno o no la stella). Ha inizio dalla Candelora, giorno delle benedizioni delle candele che come da tradizione \u00e8 propiziatoria per tutto l\u2019anno. In questo giorno i Gremi, o Corporazioni scelgono il proprio campione o <em>su cumponidori <\/em>o capocorsa, per il torneo. Il membro pi\u00f9 anziano della corporazione lo saluta con le parole. \u201cChe San Giovanni ti aiuti\u201d tenendo in mano la candela pi\u00f9 bella, decorata con cera e nastri colorati.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479283\" width=\"519\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/10.jpg 482w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/10-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:36% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"287\" height=\"183\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479284 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Una specie di investitura che in quel momento omette qualsiasi altro attributo o titolo, ma solo <em>su componidori <\/em>\u00e8 il titolo che conta per l\u2019intera comunit\u00e0. Come Parsifal, forte puro e impavido, alla vigilia de torneo va a confessarsi e riceve la Santa Comunione. \u00c8 il re della giostra con tutte le attenzioni a lui rivolte a partire dalla vestizione. Il suo abbigliamento \u00e8 maschile e femminile insieme, includendo elementi dei diversi dominatori della Sardegna. Giovani donne <em>is massaieddas, <\/em>in abito tradizionale, capeggiate da <em>massaia manna, <\/em>o matrona (moglie del presidente del gremio) hanno il compito importante di prepararlo. E fra squilli di trombe e rulli di tamburi, inizia il rituale della vestizione. <em>Su componidori <\/em>sale su una pedana ricoperta da un prezioso tappeto, viene abbigliato con una camicia ricamata e ornata di pizzo, con le maniche sbuffanti legate da nastri del colore del gremio di appartenenza, sopra la camicia porta su <strong>cojettu o collettu<\/strong>, casacca di pelle senza maniche, una cintura di pelle. Sul viso una maschera androgina: ocra scura quella del gremio dei contadini, bianca quella del gremio dei falegnami. Sul capo tre fazzoletti cuciti insieme, intorno alle spalle una mantella (<strong>Sa Mantiglia<\/strong>) un velo da donna ricamato di stile spagnolo e in testa un cappello cilindrico di stile ottocentesco. Stivali con speroni, guanti bianchi e una camelia rossa spillata sul petto, completano la vestizione. La maschera misteriosa \u00e8 pronta! \u00c8 avvenuta la trasfigurazione da essere umano a divino\u2026<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Il presidente del gremio (<strong>s\u2019Oberaju Majore<\/strong>) gli consegna un mazzo di pervinche e violette tenute da un bendaggio di tessuto verde (<em>Sa pippia de maju <\/em>la bambina di maggio), simbolo di invocazione alla terra per un buon raccolto, sar\u00e0 lo scettro che porter\u00e0 sino alla piazza della Cattedrale. A questo punto viene fatto avanzare un cavallo e senza scendere dalla pedana e senza toccare terra lui salta in sella, \u00e8 divino e come tale non scender\u00e0 da cavallo fino alla fine della giostra, perch\u00e9 la sua sacralit\u00e0 si mantenga pura. L\u2019uscita avviene in posizione supina, poi benedice la folla con <strong>sa Pippia<\/strong> in posizione eretta, accompagnato dalla musica delle trombe e dei tamburi. La folla lo accoglie con una pioggia di grano e fiori e il corteo cavalleresco ha inizio con i tamburini e i trombettieri. Appresso seguiranno <em>i Majorales<\/em> o autorit\u00e0 con lo stocco e la spada, infine, in fila per tre, i cavalieri con costumi coloratissimi. <em>Su Componidori <\/em>\u00e8 accompagnato da <em>Sottocomponidori, su primu e su secundu cumponi, <\/em>i migliori cavalieri. Il corteo raggiunger\u00e0 la piazza dove una stella a mezz\u2019aria pende da un nastro di seta verde. Uno dei <em>Majorales<\/em> prende in custodia <em>sa pippia de maju<\/em> mentre <em>su componidori<\/em> riceve lo spadino col quale dovr\u00e0 infilzare la stella. La partenza avverr\u00e0 da Piazza Manno dove allo squillo di trombe il campione lancia il cavallo al galoppo e si concentra sulla stella per infilzarla con lo stocco. Se riesce, la folla esulta, \u00e8 segno di buon auspicio per tutti. La corsa si fermer\u00e0 alla chiesa di S.Antonio abate dove lo spadino viene scambiato con <em>sa pippia de maju<\/em>. Poi concede la scena anche agli altri cavalieri che si esibiranno in abilit\u00e0 equestri stando in piedi sulle selle dei cavalli al galoppo, fianco a fianco, formano una piramide umana sulle loro spalle, con acrobazie spericolate. La <em>Sartiglia<\/em> avr\u00e0 termine quando <em>su componidori<\/em> sdraiato sul dorso e le redini in una mano sola, il cavallo al galoppo con <em>sa pippia de maju<\/em> traccer\u00e0 un segno di croce nell\u2019aria, dando la sua benedizione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-479285\" height=\"358\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">In Sardegna il tempo della Comunit\u00e0 \u00e8 sempre stato scandito da balli, sfilate e banchetti. Gli stessi ritmi della festa portavano alla ricerca delle risorse per tutte le manifestazioni. E c\u2019erano frittelle per tutti (<em>zippulas<\/em> nel Campidano, <em>cattas<\/em> in Logudoro e Barbagia, <em>frisgioli <\/em>nel Sassarese e Gallurese). \u00c8 obbligo che queste tradizioni vengano tramandate, per proteggerne la memoria, aldil\u00e0 dell\u2019aspetto turistico. Ci sono specificit\u00e0 di tradizioni, ancorate all\u2019identit\u00e0, ma soprattutto allo spirito comunitario che non sar\u00e0 mai profano e che nonostante spopolamenti, globalizzazione, industrializzazione, emigrazione \u00e8 tenuto saldo, fa corpo, fa carne, fa anima e tutto questo ha innegabilmente qualcosa di sacro da proteggere sempre e mai disperdere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Unione Sarda <em>Sagre riti e feste popolari di Sardegna 1997 <\/em>Cagliari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Franco Stefano Ruiu <em>Maschere e Carnevale in Sardegna <\/em>2020 Nuoro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Immagini prese da Internet<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wattpad; Sardegna Cultura; Sardegna Toujours; Ilturista.info; Informati Sardegna; iteNovas.com<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Moondo; Sa Sartiglia; Italive.it<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Su%20Carrasegare%20o%20Karrasegare\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero Il carnevale di Sardegna articolo pubblicato in anteprima per IUA n\u00b0 3 anno X, Marzo 2023 Febbraio \u00e8 il mese dei tanti Carnevali di Sardegna. L\u2019inizio viene segnato dall\u2019accensione dei fuochi il 17 gennaio per Sant\u2019Antonio Abate, quando si hanno le prime uscite delle maschere tradizionali, mentre il mercoled\u00ec delle ceneri pone fine a [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Su%20Carrasegare%20o%20Karrasegare\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":8,"featured_media":479284,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[113,37],"tags":[],"class_list":["post-479273","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-litalia","category-sardegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/479273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=479273"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/479273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":479286,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/479273\/revisions\/479286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/479284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=479273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=479273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=479273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}