{"id":478880,"date":"2023-01-04T10:07:41","date_gmt":"2023-01-04T09:07:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=478880"},"modified":"2023-01-04T10:07:51","modified_gmt":"2023-01-04T09:07:51","slug":"storia-della-sardegna-e-gli-aragonesi-arrivarono-in-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=478880","title":{"rendered":"Storia della Sardegna &#8211; E gli Aragonesi arrivarono in Sardegna"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 1, anno X, Gennaio 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel 1266 e 1268 con le battaglie di Benevento e Tagliacozzo in cui aveva trionfato il guelfismo, Pisa per il suo ghibellinismo aveva avuto la peggio, sormontata dalle citt\u00e0 guelfe di Firenze e Lucca. Nonostante avesse aiutato il papato per le crociate e la lotta per le investiture, in questo periodo lo stesso papato le si tramut\u00f2 in nemico accanito. Cos\u00ec nel 1267 il papa pens\u00f2 di concedere l\u2019investitura per la Sardegna a un principe straniero. Aspiravano a ci\u00f2 Carlo d\u2019Angi\u00f2, Giacomo d\u2019Aragona ed Enrico di Castiglia, a discapito di Pisa che avrebbe perso la maggior parte dei suoi redditi di provenienza sarda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Con i Vespri Siciliani del 1282 i Siciliani, ribellandosi agli Angioini (capi dei Guelfi in Italia), offrirono la propria isola a Pietro III d\u2019Aragona e questo fu un duro colpo per i guelfi e per gli Angi\u00f2 in Italia. La casa Aragonese stava dalla parte dei Ghibellini e, mentre Alfonso III figlio di Pietro III si riconciliava con il papato, non cos\u00ec i fratelli Giacomo e Federico che gli successero nel governo d\u2019Aragona e di Sicilia. Federico divenne emblema del ghibellinismo italiano. Il papa Bonifacio VIII volle staccare a questo punto gli Aragonesi dai Ghibellini e strappare loro la Sicilia. Pietro III mor\u00ec nel 1285, gli successe il figlio Alfonso chiamato \u201cIl Liberale\u201d che lasci\u00f2 il regno di Sicilia al figlio minore Giacomo II.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:28% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"152\" height=\"383\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Senza-titolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-478881 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Senza-titolo.jpg 152w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Senza-titolo-119x300.jpg 119w\" sizes=\"(max-width: 152px) 100vw, 152px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Il 20 gennaio del 1296 il papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) nomin\u00f2 Giacomo II d\u2019Aragona Grande Ammiraglio della Chiesa, staccandolo dai Ghibellini, e nel 1297 gli concesse l\u2019investitura della Sardegna e della Corsica in cambio della rinuncia alla Sicilia, da consegnare a Carlo II d\u2019Angi\u00f2, e del non intervento contro il fratello Federico. Lo scambio risult\u00f2 subito conveniente per entrambe le parti. In virt\u00f9 degli accordi di Anagni (12 giugno 1295: Trattato di Anagni tra Giacomo II d\u2019Aragona e Carlo II d\u2019Angi\u00f2 per cui Giacomo II ricevette dal Papa il permesso della conquista della Sardegna e Corsica dando cos\u00ec origine al <em>Regnum Sardiniae et Corsicae<\/em>) Giacomo II e la Corona lasciarono la Sicilia e occuparono la Sardegna, in posizione strategica nel Mediterraneo. La Sardegna in questo periodo era occupata dai Pisani che, oltre alla Gallura, possedevano parte dell\u2019ex giudicato di Calari compreso il <em>\u201cCastrum Calari<\/em>\u201d (Castello) di Cagliari, citt\u00e0 fortificata. Quando Pisa seppe dell\u2019investitura di Giacomo II d\u2019 Aragona, preoccupata, gli mand\u00f2 ambasciatori per chiedere amicizia e alleanza. Per ragioni politiche il re non si decideva ad intervenire militarmente, nonostante le varie pressioni dai nemici di Pisa, cio\u00e8 Lucca, Firenze, Genova, i Malaspina, i Doria e i prelati sardi. Pisa tent\u00f2 varie vie diplomatiche e offerse anche s\u00e9 stessa pur di salvare l\u2019isola. Intanto fortificava i castelli di Iglesias (dominavano i Gherardesca) e di Cagliari, costru\u00ec nuove mura nel quartiere di Stampace e tra il 1305 e 1307 eresse le torri di S. Pancrazio, dell\u2019Elefante e dell\u2019Aquila, presidiando rocche e castelli con armati. Pensando di poter resistere al re d\u2019 Aragona alla fine ruppe le trattative. Questo diede impulso agli Aragonesi, re di diritto ma non di fatto dell\u2019isola, ad entrarne in effettivo possesso stringendo alleanze con gli Arborea, i Doria e i Malaspina avversari dei Pisani, che diventarono i nemici da sconfiggere.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Bonifacio VIII determin\u00f2, in sintesi, i destini sardi, sbarazzandosi dei Pisani e impedendo l\u2019espansione arborense. Infatti tolse all\u2019arcivescovo di Pisa il controllo sul clero sardo e nomin\u00f2 prelati e vescovi ad essa ostili, favoreggianti gli Aragonesi. In Sardegna, in quel periodo, i Pisani monopolizzavano il commercio, le miniere e le industrie, esercitavano gravami fiscali e costituivano una minaccia per il Giudicato di Arborea. L\u2019infante Alfonso ebbe l\u2019incarico della conquista della Sardegna e organizz\u00f2 una flotta al comando di Francesco Carroz.&nbsp; Le truppe Arborensi, guidate da Ugone II di Bas-Serra, con lo scopo di impossessarsi dell\u2019isola e rendere reale il \u201cRegno di Sardegna e Corsica\u201d assalirono i Pisani, ricevendo oltremodo dagli Aragonesi tre galere (remiere da combattimento basse e sottili molto veloci), cariche di armati. L\u2019ammiraglio Francesco Carroz part\u00ec il 31 maggio 1323 da Port Fangos in Tarragona, con una potente flotta di 300 navi. (di cui 60 galere, 24 navi a vela, cocche &#8211; nave grossa d\u2019alto bordo a tre alberi &#8211; e <em>usciere<\/em> &#8211; dotate di un portellone per far salire gli animali &#8211; per il trasporto dei cavalli). Approdarono nel Golfo di Palmas (nel Sulcis) il 13 giugno, dopo una sosta a Minorca, su consiglio di Ugone II. Aragonesi e Arborensi, insieme, assediarono Villa di Chiesa (Iglesias) che si arrese dopo sette mesi. Successivamente le truppe si diressero verso Castel di Castro di Calari. Nei dintorni di Elmas, in localit\u00e0 Lucocisterna (o Lutocisterna da lutus = fango, luogo fangoso) i Catalano-Aragonesi sconfissero i Pisani-Sardi distruggendone tutte le navi. A capo dei due eserciti c\u2019erano da una parte Manfredi della Gherardesca, conte di Donoratico, con 200 cavalieri tedeschi, 200 pisani, 500 fanti e balestrieri, 200 cavalieri Sardi della citt\u00e0 di Terranova (Olbia). Dall\u2019altra l\u2019infante Alfonso con 500 cavalieri e 1000 fanti. E fu subito battaglia con diversi assalti in cui furono feriti sia Manfredi che Alfonso, l\u2019ambiente paludoso in cui si svolse la battaglia e le pesanti armature fecero s\u00ec che molti guerrieri perissero nello stagno. La vittoria di Lutocisterna apr\u00ec le porte agli Aragonesi. Fu firmata una pace (19 giugno 1324) per la quale i Pisani cedevano i territori del Cagliaritano e di Gallura tenendo solo Castrum Calari (Cagliari).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\"><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i piani di Ugone II di Bas-Serra, sovrano del Giudicato di Arborea (1321-1335, figlio di Mariano III e Padulesa de Serra), Giacomo II d\u2019Aragona avrebbe avuto interesse a lasciargli amministrare indisturbato il suo giudicato e conseguentemente sottomettere tutta la Sardegna in nome del re d\u2019Aragona, cosicch\u00e9 sarebbe rimasto sovrano, pur pagando tributo e giurando fedelt\u00e0 al re. Ma i disegni di Giacomo II erano ben diversi da quelli di Ugone. Le mire aragonesi consideravano la Sardegna come pilastro indispensabile per eliminare la concorrenza delle marinerie italiane. (<em>Nella fotografia a destra: Torre aragonese di Ghilarza<\/em>).<\/p>\n<\/div><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"213\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Ghilarza1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-478882 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Ghilarza1.jpg 320w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Ghilarza1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Le superbe torri e mura di Cagliari elevate intorno al <em>castrum<\/em> resistettero agli assalti, ma la fame costrinse gli assediati ad accettare le condizioni di resa imposte dai vincitori. Il 19 giugno 1324 si tratt\u00f2 la resa per cui i Pisani sarebbero potuti restare in Sardegna a condizione che prestassero giuramento di fedelt\u00e0 agli Aragonesi: Pisa avrebbe continuato ad avere il Castello e i rispettivi borghi di Cagliari, ma come feudo del re e dietro pagamento di un tributo annuo. Le saline sarebbero passate alla corona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Intanto Ugone di Arborea, che mirava all\u2019espansione del suo territorio, consigliava il re di fiaccare la potenza dei Doria smantellando Castelgenovese (attuale Castelsardo) e Alghero. Fu ripresa la guerra, Genova cap\u00ec troppo tardi l\u2019errore di aver favorito Giacomo II. I Genovesi attaccarono Cagliari ma inutilmente (29 Dicembre 1325).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Porto-Torres1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-478883\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Porto-Torres1.jpg 240w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-aragonese-di-Porto-Torres1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Torre aragonese di Porto Torres<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Ma i Doria non si rassegnarono e strinsero alleanza coi Pisani, di conseguenza il re esili\u00f2 da Cagliari anche i frati predicatori e quelli di S. Francesco che stavano dalla parte di Pisa e avrebbero voluto il loro reinsediamento in castello. Diventati nemici degli Aragonesi, i Doria assieme ai pisani lottarono contro la durezza dell\u2019amministrazione regia, una loro flotta affront\u00f2 quella degli Aragonesi, guidati da Ramon de Peralta (gennaio 1326) che per\u00f2 ebbero la meglio, conquistando le mura di Stampace e facendo strage di Pisani. Cos\u00ec che Pisa nel giugno 1326 cedette definitivamente Castel di Castro al Regno di Sardegna e mantenne le curatorie di Trexenta e Gippi con l\u2019alternativa di andarsene o rimanere come sudditi del re. Il 9 giugno 1326 le armate iberiche entrarono dalla porta Pisana di San Pancrazio, trionfanti, rinominando la citt\u00e0 <em>Castel de Caller<\/em> nuova capitale del Regno. Le case abitate dai Pisani espulsi vennero assegnate ai sudditi della Corona d\u2019Aragona. Occupata la rocca dai nuovi vincitori, col decreto del <em>Ceterum<\/em> (1327) si ordinava agli abitanti del nuovo quartiere di Bonaria (voluto dagli Aragonesi per bloccare il porto cagliaritano e allontanare i Pisani) di abbandonarlo e chiudere il porto per invogliare tutti gli Iberici a stabilirsi nel castello e godere degli stessi privilegi di Barcellona, concedendo esenzioni e l\u2019approvvigionamento gratuito del sale. Monopoli commerciali e diritti vari seguirono a vantaggio di Catalani e Aragonesi abitanti nel castello, facendo di esso l\u2019unico mercato di tutto il Regno di Cagliari. (<em>Totius regni Callaris<\/em>). Nel 1333 si proib\u00ec ai Sardi (come gi\u00e0 avevano fatto i Pisani) di pernottare nel castello, a meno che non fossero sposati con donna catalana. Al tramonto suonava la trombetta a \u201c<em>fora Sarts<\/em>\u201d(fuori i Sardi) e chi fosse stato trovato nel castello sarebbe stato gettato gi\u00f9 dalle mura. Questo stesso trattamento si estese nel 1455 anche ai Sardi con consorte catalana: il castello di Cagliari divenne roccaforte esclusivamente aragonese. Nel 1481 venne concesso il diritto di abitare in castello ai catalani sposati con donna sarda e solo nel Cinquecento, sotto Carlo V, caddero tutte le restrizioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-di-Longonsardo-presso-Santa-Teresa-di-Gallura-agosto-2005.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-478884\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-di-Longonsardo-presso-Santa-Teresa-di-Gallura-agosto-2005.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-di-Longonsardo-presso-Santa-Teresa-di-Gallura-agosto-2005-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Torre-di-Longonsardo-presso-Santa-Teresa-di-Gallura-agosto-2005-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Torre di Longonsardo presso Santa Teresa di Gallura &#8211; fotografia di Alberto Pestelli, agosto 2005<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Malumori e contrasti furono il risultato del governo degli Aragonesi in Sardegna. Mentre Pisa e Genova nella loro organizzazione militare non erano state dispendiose, avevano rispettato la libert\u00e0 dei territori conquistati e avevano contenuto\u00a0 le tassazioni entro limiti tali da non impedire lo sviluppo economico, non cos\u00ec fu per l\u2019Aragona, il cui governo monarchico accentratore fu ulteriormente dispendioso dal punto di vista militare; tutto ci\u00f2 si riflesse rovinosamente sui Sardi, sempre pi\u00f9 poveri. Repressioni, saccheggi ed esilio furono i metodi spietati, con conseguente annullamento di ogni autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Natale Sanna <em>Il cammino dei sardi<\/em> 2003 Sestu Cagliari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Cesare Casula <em>La Sardegna Aragonese<\/em> SS 1990<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagini: Digital library; Catalogo beni culturali.it; leggende e tradizioni di Sardegna Contus Antigus; Alberto Pestelli: Torre di Longonsardo presso Santa Teresa di Gallura (agosto 2005)<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Storia%20della%20Sardegna%20-%20E%20gli%20Aragonesi%20arrivarono%20in%20Sardegna\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 1, anno X, Gennaio 2023 Gi\u00e0 nel 1266 e 1268 con le battaglie di Benevento e Tagliacozzo in cui aveva trionfato il guelfismo, Pisa per il suo ghibellinismo aveva avuto la peggio, sormontata dalle citt\u00e0 guelfe di Firenze e Lucca. Nonostante avesse aiutato il papato per le crociate e la [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Storia%20della%20Sardegna%20-%20E%20gli%20Aragonesi%20arrivarono%20in%20Sardegna\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":8,"featured_media":478885,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[113,37],"tags":[],"class_list":["post-478880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-litalia","category-sardegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/478880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=478880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/478880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":478886,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/478880\/revisions\/478886"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/478885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=478880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=478880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=478880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}