{"id":465952,"date":"2022-11-04T09:20:28","date_gmt":"2022-11-04T08:20:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=465952"},"modified":"2022-11-04T09:21:13","modified_gmt":"2022-11-04T08:21:13","slug":"arcipelago-toscano-il-ritorno-della-foca-monaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=465952","title":{"rendered":"ARCIPELAGO TOSCANO: Il ritorno della foca monaca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 10, anno IX, Novembre 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Il Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, ai primi di settembre scorso, ha allietato gli amanti della natura con un&#8217;ottima notizia: la conferma, testimoniata da un breve video realizzato a infrarossi, del ritorno della rarissima Foca monaca (<em>Monachus Monachus)<\/em> all&#8217;Isola di Capraia, proprio nella grotta che da essa prende il nome.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:40% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"240\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3097-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465957 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3097-1.jpg 320w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3097-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Situata sul versante occidentale, il pi\u00f9 aspro, e quindi impossibile da raggiungere via terra, la cavit\u00e0 ha costituito nei secoli un rifugio sicuro per questo pinnipede, non tanto per\u00f2 da metterlo al riparo dalle incursioni dell&#8217;uomo, che lo ha perseguitato sia in quanto \u201cconcorrente\u201d dei pescatori locali, sia in ragione della sua appetibilit\u00e0 come animale \u201cda circo\u201d, facilmente addestrabile. Se la Foca monaca era ormai assente da vari decenni dalle isole dell&#8217;Arcipelago Toscano, pur tuttavia gli avvistamenti in anni recenti non mancavano: presso l&#8217;Isola del Giglio, ad esempio. Ma, almeno da due anni, essi riguardavano principalmente Capraia; la presenza dell&#8217;animale \u00e8 stata prima accertata dalla visita di una ricercatrice alla Grotta, poi dall&#8217;analisi del materiale biologico reperito, naturalmente \u201cin assenza\u201d dell&#8217;inquilino, e infine dal posizionamento di una telecamera agli infrarossi nell&#8217;oscurit\u00e0 dell&#8217;anfratto, che ha permesso le eccezionali riprese senza interferire con la tranquillit\u00e0 dell&#8217;animale (le immagini sono facilmente reperibili su Internet). Il tratto di costa era comunque gi\u00e0 stato inibito a qualsiasi natante, con provvedimento del Parco.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">La Foca monaca, un tempo, era diffusa in tutto il Mediterraneo: deve il suo nome al colore bruno del mantello, assai simile a quello del saio di un monaco. Come tutte le Foche, \u00e8 agilissima in acqua quanto impacciata nei movimenti a terra; tuttavia, ha bisogno di luoghi tranquilli a riva per mettere al mondo e allattare i suoi cuccioli. Di dimensioni notevoli, il maschio pu\u00f2 raggiungere e superare i 300 kg. di peso con una lunghezza di oltre i due metri, \u00e8 una creatura che nel mare trova il suo habitat ideale. \u00c8 in grado di immergersi a 90 metri e oltre di profondit\u00e0, non solo per cacciare le sue prede, ma anche per riposare a lungo in apnea. In Italia la si trovava non solo in Sardegna e presso le isole minori, ma pi\u00f9 o meno su tutta la costiera, sia tirrenica che adriatica, dove ancora oggi ogni tanto si segnalano avvistamenti. La specie, secondo la UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), \u00e8 ad alto rischio di estinzione: si calcola che gli individui presenti nel bacino del Mediterraneo (soprattutto nelle isole greche e sulle coste della Turchia) non superino le settecento unit\u00e0; la situazione \u00e8 resa ancor pi\u00f9 critica dal fatto che non esistono pi\u00f9 colonie vere e proprie, ma solo gruppi familiari in cui i giovani, raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, vanno poi \u201cin dispersione\u201d con scarse possibilit\u00e0 di trovare nuovi gruppi ai quali aggregarsi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 38%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"240\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3065.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465953 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3065.jpg 320w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSCF3065-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">La compromissione degli habitat, marini e ancor pi\u00f9 terrestri, \u00e8 tra le cause fondamentali della rarefazione della specie; verso la fine degli anni &#8217;70 del secolo scorso, si supponeva che l&#8217;estinzione della Foca monaca fosse prossima, da prevedere all&#8217;inizio del nuovo millennio. Fortunatamente, cos\u00ec non \u00e8 stato. \u00c8 probabile che i calcoli relativi alla consistenza numerica della specie fossero errati, ma \u00e8 anche vero che l&#8217;attenzione della comunit\u00e0 scientifica verso questi mammiferi marini e la loro tutela si \u00e8 di molto accresciuta. Certamente, episodi come quello riportato dalla Gazzetta Patria di Firenze, uscita sabato 13 dicembre 1766, che narrava come un <em>Vitello di mare<\/em> fosse stato catturato nei pressi di Capraia e portato in dono al Granduca (ma mor\u00ec prima di raggiungere la capitale), non avvengono pi\u00f9. Cos\u00ec come nelle isole toscane non esistono pi\u00f9 \u201ccacciatori specializzati nella cattura di foche\u201d, che comunque hanno operato nella prima met\u00e0 del &#8216;900 e ci hanno lasciato tra l\u2019altro la descrizione della cattura di una \u201cmamma foca\u201d col suo piccolo, da commuovere anche il cuore pi\u00f9 indurito&#8230; Le foche partoriscono in autunno: sarebbe meraviglioso se, prima o poi, la \u201cnostra\u201d foca capraiese ci facesse una bella sorpresa!<\/p>\n<\/div><\/div>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"ARCIPELAGO%20TOSCANO%3A%20Il%20ritorno%20della%20foca%20monaca\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 10, anno IX, Novembre 2022 Il Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, ai primi di settembre scorso, ha allietato gli amanti della natura con un&#8217;ottima notizia: la conferma, testimoniata da un breve video realizzato a infrarossi, del ritorno della rarissima Foca monaca (Monachus Monachus) all&#8217;Isola di Capraia, proprio nella grotta che da [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"ARCIPELAGO%20TOSCANO%3A%20Il%20ritorno%20della%20foca%20monaca\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":465955,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[113,34],"tags":[],"class_list":["post-465952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-litalia","category-toscana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/465952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=465952"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/465952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":465959,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/465952\/revisions\/465959"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/465955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=465952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=465952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=465952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}