{"id":464997,"date":"2022-03-03T10:02:09","date_gmt":"2022-03-03T09:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=464997"},"modified":"2022-03-03T10:06:45","modified_gmt":"2022-03-03T09:06:45","slug":"la-pieve-di-san-cresci-in-valcava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=464997","title":{"rendered":"La pieve di San Cresci in Valcava"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>In una nascosta valle del Mugello un\u2019antica Pieve custodisce un tesoro di arte e di storia. L\u2019antichissima tradizione di San Cresci e dei martiri del Mugello, risalente al III secolo, \u00e8 mantenuta viva dal recente ciclo di affreschi del Maestro David Mayernik<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 3, Anno IX, Marzo 2022<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:33% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"399\" height=\"600\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1-399x600.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-464998 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1-399x600.jpg 399w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1-768x1156.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1-1020x1536.jpg 1020w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_1.jpg 1063w\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel&nbsp; 249 d.C. l\u2019imperatore Decio eman\u00f2 un editto in cui chiedeva a tutti i cittadini romani di dimostrare la propria lealt\u00e0 al culto dell\u2019imperatore e delle divinit\u00e0 della tradizione romana, con un atto di devozione alla presenza di una commissione locale istituita per questo scopo. Il rito poteva prevedere l\u2019incenso, la libagione o la consumazione della carne della vittima sacrificata. La commissione avrebbe rilasciato una certificazione, il \u201clibellus\u201d, che avrebbe attestato la fedelt\u00e0 della persona ai culti romani. Chi non acconsentiva era sottoposto al carcere o anche alla morte. L\u2019editto colp\u00ec duramente la comunit\u00e0 cristiana di allora. Papa Fabiano fu messo in carcere, dove scrisse alla chiesa di Cartagine come aiutare e perdonare coloro che, per la loro fragilit\u00e0, avessero ceduto al ricatto. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Florentia molti vennero arrestati. Tra loro due uomini di cui la tradizione ci ha tramandato le storie: Miniato e Acrisio. Di Acrisio, poi divenuto San Cresci, andremo a cercare alcune tracce in queste note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mia guida \u00e8 il Canonico Antonio de\u2019 Mozzi che nel 1710, su commissione di Cosimo III, scrisse un appassionato libro dedicato alla storia di San Cresci; un importante parte del volume \u00e8 dedicata alla chiesa dedicata al Santo posta in Valcava, nel Mugello, costruita nel luogo del martirio di San Cresci e dei suoi compagni.&nbsp;&nbsp; Il de\u2019 Mozzi trova le informazioni in antichi manoscritti: il primo ritrovato presso l\u2019Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze; il secondo nella libreria di Carlo Tommaso Strozzi; infine il terzo un lezionario, anch\u2019esso manoscritto, che si trova nella biblioteca Mediceo-laurenziana. L\u2019autore cita anche un ulteriore codice della Badia Fiorentina andato disperso, una cui copia \u00e8 venuta in suo possesso. Il libro del de\u2019 Mozzi, di non facile lettura in quanto utilizza una forma agiografica spesso difficilmente leggibile, \u00e8 comunque un tentativo di precisione storica e archeologica, per quanto potessero permettere gli strumenti di allora. <em>(Fotografia a fianco: Pieve di San Cresci in Valcava, 2014. Di Gabriele Antonacci)<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripercorriamo, in poche righe, il racconto del de\u2019 Mozzi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Acrisio, divenuto amico del responsabile della prigione Onione a cui aveva guarito la figlia malata, era riuscito a fuggire dal carcere e, con lo stesso Onione, aveva raggiunto un luogo nascosto nelle montagne a nord di Fiesole, allora Faesulae: qui, accolto da Panfila e da suo figlio Serapione \u2013 poi battezzato Cerbone &#8211;&nbsp; &nbsp;aveva costituito una comunit\u00e0 di cristiani. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma era stato trovato dai legionari di Decio che, dopo il suo rifiuto di sacrificare agli dei, lo avevano ucciso a frustate e decapitato al tempio di Esculapio insieme con Onione e a un altro membro della comunit\u00e0, Enzio. &nbsp;L\u2019orrore non si era fermato qui: i legionari erano tornati, catturando Panfila, Cerbone e ulteriori compagni di Acrisio, chiudendoli in una fossa e lasciandoli l\u00ec a morire. Chi era veramente Acrisio?&nbsp; La tradizione ci dice che era un ufficiale dell\u2019esercito romano di origine tedesca, poi venuto a Florentia. Ma la lettura della sua passione fa scaturire un\u2019ulteriore ipotesi: che fosse un ex ufficiale medico. Il racconto parla di due guarigioni, la figlia di Onione e Serapione; \u00e8 plausibile che l\u2019antica narrazione abbia trasformato in miracoli gli effetti delle sue cure sui due giovani. Inoltre il tempio nel Mugello dove fu ucciso era intestato a Esculapio, divinit\u00e0 protettrice della medicina: \u00e8 significativo che nel racconto i soldati vogliano imporgli di sacrificare a colui che secondo loro avrebbe dovuto essere il suo protettore, e che il nostro Cresci\/Acrisio laicamente riteneva un idolo di pietra. C\u2019\u00e8 un\u2019altra importante chiesa dedicata a San Cresci, nelle vicinanze di Greve nel Chianti: la dedicazione proviene probabilmente da antichissime tradizioni. Viene da pensare che Cresci, in quel di Greve, non ci venisse solo per raccogliere i frutti di qualche campicello, ma per esercitare l\u2019arte medica in una zona di antica tradizione germanica qual era l\u2019area grevigiana.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 46%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"425\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-464999 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_2.jpg 640w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_2-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"text-align: justify;\">2014 ottobre. La chiesa di San Cresci in Valcava \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 straordinari dei dintorni fiorentini. \u00c8 un contatto diretto con la chiesa dei primi secoli, con le sue testimonianze pi\u00f9 drammatiche. Il culto inizi\u00f2 subito dopo la morte dei martiri; si ignora l\u2019esatta epoca di costruzione della chiesa, fermo restando che il luogo probabilmente era anche sede di un tempio pagano, dove appunto Cresci e compagni furono portati per sacrificare agli idoli; probabilmente l\u2019edificio attuale risale all\u2019XI secolo, periodo al quale risalgono gli atti dello scritto latino. (<em>Fotografia a destra: Interno della chiesa. Di Gabriele Antonacci 2014<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1200 ed il 1500 la chiesa fu un santuario importante, meta di pellegrinaggi; nel 1516 visitava la chiesa l\u2019arcivescovo Giulio de\u2019 Medici, futuro pontefice Clemente VII. Nel 1613 furono ritrovati i resti dei martiri, evento a cui presenzi\u00f2 l\u2019arcivescovo Alessandro Marzi-Medici. Quanto fu trovato corrispondeva al racconto della tradizione: per esempio il cranio di Cresci separato dal resto del corpo, e furono trovate monete di origine germanica, coerenti con le ipotesi della sua origine. Notevoli restauri furono ordinati all\u2019inizio del 1700 da Cosimo III. La pieve fu severamente danneggiata da terremoti, e nel XX ed all\u2019inizio del XXI secolo ha avuto consistenti restauri; in tale occasione furono realizzate varie pitture da parte del Maestro David Mayernik, architetto, pittore, urbanista, professore universitario, che narrano la storia di San Cresci; il luogo oggi splende per il &nbsp;tesoro di arte e storia che racchiude.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:41% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465000 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_6.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi reco a visitare la pieve un sabato mattina di ottobre: la giornata \u00e8 gradevole, sull\u2019autostrada non c\u2019\u00e8 traffico e con rapidit\u00e0 raggiungo il Mugello: dopo il Lago del Bilancino passo vicino a San Piero a Sieve ed a Borgo San Lorenzo: arrivato nella zona Sagginale svolto per una strada che si incunea in una valle nascosta, la Valcava. Arrivo alla pieve, che risalta nella sua semplicit\u00e0 e cura: la chiesa \u00e8 stata restaurata con arte, e al suo patrimonio storico sono state aggiunte anche opere d\u2019arte recenti; sulle lunette delle porte di ingresso sono rappresentati da Mayernik san Cresci ed i suoi compagni, con figure assolutamente attuali che sembrano accogliere e parlare al visitatore. Entro all\u2019interno del luogo sacro, in cui si impone l\u2019altare settecentesco del Foggini, fatto costruire da Cosimo III per contenere le reliquie dei martiri. Accanto all\u2019altare una lapida ricorda il luogo dove Cerbone, la madre Panfila ed i loro compagni furono sepolti vivi. (<em>Fotografia a sinistra: La lapide che evidenzia il luogo di sepoltura dei martiri Panfila e del figlio Cerbone. Di Gabriele Antonacci 2014<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465001\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_3.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>L\u2019altare dedicato da Cosimo III ai martiri Enzio, Cresci, Panfila, il giovane Cerbone e Onione nella Pieve di San Cresci in Valcava. Fotografia di Gabriele Antonacci (2014)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 45%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465002 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_4.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"text-align: justify;\">La chiesa \u00e8 ricca di informazioni: una serie di poster racconta la storia della Pieve, dei terremoti e delle sue ricostruzioni. Ci sono fotografie del busto-reliquiario argenteo di S. Cresci, in cui il santo \u00e8 rappresentato nella sua armatura da ufficiale romano, ma non \u00e8 pi\u00f9 conservato nella pieve. Il busto fu realizzato in argento da Bernardo Holzman, su commissione di Cosimo III, ed \u00e8 considerato un capolavoro. Un tempo era conservato nel Museo d\u2019arte sacra di S. Stefano in Pane in Firenze. (<em>Fotografia a destra: L\u2019interno della pieve dopo il terremoto del 29 giugno 1919<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465003\" width=\"600\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_5.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption>Una foto durante lontani lavori di ristrutturazione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:47% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465004 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_8.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri poster spiegano il ciclo di affreschi di Mayernik nella cappellina, in quel momento purtroppo chiusa: ma esco dalla chiesa, e incontro una delle persone a cui la pieve \u00e8 affidata per la custodia e la sua quotidianit\u00e0. Con grande gentilezza soddisfa la mia richiesta di vedere la cappellina affrescata. Gli affreschi rappresentano un Crocefisso e gli episodi della storia di S. Cresci e dei suoi compagni, rendendo visibile con vive immagini la storia del Mozzi: sull\u2019altare una teca contiene il cranio di San Cresci, concreta testimonianza dell\u2019antico episodio. Dietro l\u2019altare un bellissimo affresco di epoca barocca di Domenico Bamberini, che rappresenta l\u2019Annunciazione. &nbsp;La cappellina \u00e8 un magistrale esempio di arte moderna inserita in un contesto antico: vi propongo una sintesi di alcune spiegazioni del Maestro David Mayernik riportate nei poster. (<em>Fotografia a sinistra: La cappellina di San Cresci adiacente alla chiesa, con i suoi affreschi. Di Gabriele Antonacci 2014<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7-800x532.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465005\" width=\"800\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7-1536x1020.jpg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_7.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Annunciazione,&nbsp; opera settecentesca del pittore Anton Domenico Bamberini. Fotografia di Gabriele Antonacci (2014)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:auto 45%\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"232\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465006 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_9.jpg 350w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_9-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\" style=\"text-align: justify;\">Originariamente nella cappellina era prevista la realizzazione del grande affresco con la crocefissione sulla parete prospicente l\u2019altare, con accanto una scena dedicata al martirio di San Cresci e dei suoi compagni. Ma, durante i lavori preparatori della parete, viene scoperto il bellissimo affresco settecentesco dell\u2019annunciazione e cambiano cos\u00ec i programmi: la crocefissione viene realizzata sul muro laterale, e l\u2019artista decide di realizzare in affresco una serie di cinque scene lungo i lati della cappellina, dedicate alla storia di San Cresci. Cos\u00ec prendono vita le scene della liberazione dalla prigionia, del battesimo di Onione e della figlia, l\u2019incontro con Panfila e la liberazione dalla malattia di Cerbone, il rifiuto di sacrificare agli idoli da parte di Cresci, Onione ed Ezio, la riunione della prima chiesa da parte di Cerbone. Le storie di San Cresci sono state rappresentate secondo le fasi del giorno: cos\u00ec la liberazione dalla prigione avviene all\u2019alba, l\u2019ultima scena al tramonto. (<em>Fotografia a destra: La guarigione del figlio di Panfila,&nbsp; affresco di David Mayernik. Di Gabriele Antonacci 2014<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465007\" width=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_10.jpg 350w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_10-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption>Cresci nella sua divisa da ufficiale romano, ritratto sull\u2019ingresso della pieve, affresco di David Mayernik. Di Gabriele Antonacci 2014<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"263\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-465008 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_11.jpg 350w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/FOTO_11-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;Il grande affresco del Crocefisso \u00e8 stato pensato per \u201ccompletare\u201d due tele seicentesche, rappresentanti Maria e Giovanni ai piedi della croce. L\u2019affresco stabilisce un complesso rapporto con i personaggi delle due tele e il visitatore. La croce \u00e8 realizzata con semplici tronchi d\u2019albero, crescendo materialmente dalla terra del Golgotha: rappresentazione che collega la simbologia biblica alla bellezza naturale del Mugello. La visita si conclude, saluto la mia guida, esco dalla chiesa e ritorno alla mia auto, a casa mi aspettano. Desidero infine ringraziare il Parroco Don Luciano Marchetti per aver concesso l\u2019autorizzazione alla pubblicazione delle fotografie. (<em>Fotografia a sinistra: I martiri di Valcava: Panfila, Enzio, Cerbone, Onione affresco di David Mayernik. Fotografia di Gabriele Antonacci 2014<\/em>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><em><u>\u00c8 vietato riutilizzare tutte le immagini riprodotte al di fuori della presente pubblicazione<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Potete consultare l&#8217;articolo anche nella rivista in formato PDF cliccando sul sottostante pulsante<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-3e41869c wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-75 is-style-fill\"><a class=\"wp-block-button__link has-vivid-red-background-color has-background\" href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/IUA-n\u00b0-3-Anno-IX-Marzo-2022c.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">IUA n\u00b0 3, anno IX, Marzo 2022<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-3e41869c wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button is-style-fill\"><a class=\"wp-block-button__link has-vivid-red-background-color has-background\" href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?page_id=458367\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><span style=\"background-color:#cf2e2e\" class=\"tadv-background-color\">Per consultare le opere di Gabriele Antonacci clicca sul pulsante<\/span><span style=\"background-color:#cf2e2e\" class=\"tadv-background-color\"><\/span><\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"La%20pieve%20di%20San%20Cresci%20in%20Valcava\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una nascosta valle del Mugello un\u2019antica Pieve custodisce un tesoro di arte e di storia. L\u2019antichissima tradizione di San Cresci e dei martiri del Mugello, risalente al III secolo, \u00e8 mantenuta viva dal recente ciclo di affreschi del Maestro David Mayernik Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 3, Anno IX, Marzo 2022 Ripercorriamo, in poche [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"La%20pieve%20di%20San%20Cresci%20in%20Valcava\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":5,"featured_media":464998,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[113,34],"tags":[],"class_list":["post-464997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-litalia","category-toscana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/464997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=464997"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/464997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":465010,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/464997\/revisions\/465010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/464998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=464997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=464997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=464997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}