{"id":456840,"date":"2021-10-25T09:03:24","date_gmt":"2021-10-25T07:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=456840"},"modified":"2021-10-30T18:06:31","modified_gmt":"2021-10-30T16:06:31","slug":"1289-la-battaglia-di-campaldino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=456840","title":{"rendered":"1289: LA BATTAGLIA DI CAMPALDINO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cronaca dello storico evento cui partecip\u00f2, in prima linea, il giovane Dante<\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\">Di Gianni Marucelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella mattina di tarda primavera, si era all&#8217;11 di giugno, gli spalti del castello di Poppi erano insolitamente affollati. Oltre ai soldati di guarnigione, molti servi, che in genere a quell&#8217;ora attendevano alle loro incombenze all&#8217;interno, e alcuni ospiti osservavano con attenzione ci\u00f2 che accadeva nella vallata, verso occidente. Ma ci\u00f2 che riuscivano a scorgere era solo un gran polverone, suscitato da migliaia di uomini e di cavalli che lottavano strenuamente per restare in vita, in primo luogo, e per sconfiggere un nemico agguerrito.<\/p>\n<figure id=\"attachment_456841\" aria-describedby=\"caption-attachment-456841\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456841\" rel=\"attachment wp-att-456841\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456841 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45-450x600.jpeg 450w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.11.45.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456841\" class=\"wp-caption-text\">Il Castello di Poppi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla sinistra di quella nuvola di polvere, a stento si riuscivano a scorgere le rive dell&#8217;Arno, fitte di vegetazione. Sulla destra, oltre ad alcuni casolari, l&#8217;edificio recente della chiesa e del monastero di Certomondo, a meno di un miglio dal castello, dove erano visibili le insegne del castellano Conte Guido Novello, immobile alla testa dei suoi cavalieri e dei suoi fanti, che costituivano la riserva dell&#8217;esercito ghibellino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno in cuor suo era consapevole che si stavano decidendo le sorti di due citt\u00e0, Firenze ed Arezzo, in lotta per l&#8217;egemonia sulla Toscana, ma anche delle due antiche fazioni contrapposte dei Guelfi, che nella citt\u00e0 del Fiore detenevano ora il potere, e dei Ghibellini, che lo avevano in pugno in Casentino come nella media vallata dell&#8217;Arno, l\u00e0 dove il fiume cambia direzione e scorre verso il Tirreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera innanzi, la sala del castello aveva ospitato la cena dei maggiorenti ghibellini. Si era bevuto molto e si era discusso accesamente, ma le decisioni erano gi\u00e0 state prese, anche se non tutti i comandanti erano stati d&#8217;accordo sulla tattica da tenere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_456842\" aria-describedby=\"caption-attachment-456842\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456842\" rel=\"attachment wp-att-456842\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456842 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.13.33-1.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456842\" class=\"wp-caption-text\">Plastico con lo schieramento dei due esercito<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa era apparsa comunque evidente: gli aretini erano inferiori di numero, sia come cavalieri che come fanti. Lo aveva ribadito soprattutto Bonconte di Montefeltro, che era stato in ricognizione il giorno precedente e si era ben reso conto della precariet\u00e0 della situazione. Quando aveva proposto di non accettare il guanto di sfida lanciato dai fiorentini, l&#8217;anziano e burbero vescovo Guglielmino degli Ubaldini, che maneggiava meglio la mazza ferrata dell&#8217;aspersorio, lo aveva quasi tacciato di essere un contafrottole, se non un vigliacco, anche se era consapevole che Bonconte era il pi\u00f9 valente tra i guerrieri aretini.<\/p>\n<p>Il giovane Montefeltro aveva risposto laconicamente: \u201c<em>Se voi verrete l\u00e0 dov&#8217;io son stato, non tornerete pi\u00f9 indietro.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse pochi sapevano, allora, che nelle settimane precedenti Guglielmino aveva cercato di comprare la pace dai Fiorentini, offrendo in cambio vasti possedimenti di sua propriet\u00e0. Se quella voce si fosse diffusa, probabilmente il vescovo avrebbe rischiato il linciaggio. Era perci\u00f2 necessario, per lui, giocare il tutto per tutto sul campo, mettendo a tacere ogni chiacchiera, o con la vittoria o con una morte da valoroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni modo, il vescovo non era poi tanto arrogante da contare unicamente sulla sua mazza (le armi da taglio erano precluse agli ecclesiastici dal divieto di spargere sangue cristiano). Si era messo d&#8217;accordo col suo amico e omonimo Guglielmino de&#8217; Pazzi, con cui si sarebbe scambiato armatura e insegne, per sviare le \u201cattenzioni\u201d che certo il nemico gli avrebbe prodigato, in quanto capo riconosciuto dei Ghibellini. Non per niente, quarant&#8217;anni prima, era stato l&#8217;Imperatore stesso ad assicurargli la carica di vescovo&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_456847\" aria-describedby=\"caption-attachment-456847\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456847\" rel=\"attachment wp-att-456847\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456847 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52-450x600.jpeg 450w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.14.52.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456847\" class=\"wp-caption-text\">L abbazia di Certomondo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso momento, la sera della vigilia, i capi dell&#8217;esercito fiorentino, tra cui si segnalavano due capitani francesi, Aimeric di Narbona e Guglielmo di Durfort, gentile prestito ai Guelfi del re Carlo d&#8217;Angi\u00f2, si erano accordati sullo schieramento da tenere. Nonostante le vivissime rimostranze, a quella testa calda di Corso Donati, denominato \u201cil Barone\u201d per la sua superbia, era stato imposto di comandare la riserva, schierata sulla sinistra, composta da cavalieri e fanti provenienti da Pistoia, citt\u00e0 di cui era governatore, e di non muoversi senza un ordine specifico. Ma al Barone ancor pi\u00f9 rodeva il fatto che il suo nemico mortale, Vieri de&#8217; Cerchi, nonostante l&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 giovanile, fosse a capo dei \u201cfeditori\u201d, le truppe d&#8217;assalto in primissima linea. Poco lo consolava, e anzi nemmeno pi\u00f9 ci pensava, che il marito di sua cugina Gemma, quella nullit\u00e0 di Durante degli Alighieri (che tutti chiamavano Dante), fosse anche lui tra i feditori. Un pivellino, al suo primo combattimento&#8230; Il podest\u00e0 di Firenze, Ugolino de&#8217; Rossi, nominalmente comandava l&#8217;esercito, ma anche lui non aveva una grande esperienza militare. Per il momento \u2013 ragion\u00f2 Corso \u2013 era meglio ubbidire. Quando fosse venuto il momento di menare le mani, avrebbe deciso cosa fare.<\/p>\n<p>\u201cVoglio vedere chi mi verr\u00e0 ad accusare di insubordinazione, l\u00e0 tra le mura di Pistoia, dove comando io. Soprattutto se vinciamo!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco dopo l&#8217;alba, i due eserciti si erano schierati in quel vasto pianoro, in leggero declivio verso oriente, che ha nome Campaldino. I fiorentini avrebbero combattuto col sole negli occhi, e questa non era una buona cosa per gli arcieri e i balestrieri, ma avrebbero avuto il vantaggio del terreno in discesa. Inoltre, avrebbero avuto il lato destro, quello non coperto dallo scudo, dalla parte dell&#8217;Arno, e dal fiume non potevano provenire pericoli. Gli aretini, invece, oltre che essere in svantaggio numerico, avevano il fianco destro scoperto, vulnerabile a un attacco delle riserve avversarie. A loro vantaggio, invece, l&#8217;esperienza di combattimento. Tra loro, infatti, molti erano i professionisti della guerra, come Bonconte e suo fratello Paoloccio, detto Loccio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_456843\" aria-describedby=\"caption-attachment-456843\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456843\" rel=\"attachment wp-att-456843\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456843 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08-450x600.jpeg 450w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.16.08.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456843\" class=\"wp-caption-text\">La stele commemorativa della.battaglia, a Campaldino<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esercito guelfo assunse una posizione prudente, con carri e masserizie come estrema linea di difesa, davanti alla quale vi erano fanti e balestrieri al riparo di grandi scudi bianchi, i palvesi, e innanzi ad essi i cavalieri, armati di lancia e coperti di maglia di ferro. Ai fianchi, le fanterie d&#8217;assalto ed in prima linea i feditori a cavallo guidati da Vieri de&#8217; Cerchi. Tra di essi, e ce lo immaginiamo sudato gi\u00e0 di primo mattino, il ventiquattrenne Dante Alighieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, in una citt\u00e0 di mercanti si sapevano far bene i conti: appariva chiaro che il ruolo di feditore, se era conveniente per l&#8217;onore della famiglia, non lo era per niente per il diretto interessato. E, infatti, i volontari non erano stati molti, finch\u00e9 Vieri de&#8217; Cerchi, sdegnato, aveva gridato che lui, nonostante l&#8217;et\u00e0 e gli acciacchi, insieme a suo figlio, avrebbe combattuto in prima linea. A quel punto, nessuno aveva pi\u00f9 potuto tirarsi indietro, ed in ogni sestiere di Firenze erano stati prescelti alcuni giovani, di buona famiglia, per fungere da feditori. Tra questi, Dante Alighieri. All&#8217;estrema sinistra dello schieramento guelfo, dove il terreno inizia a salire per le prime balze d&#8217;Appennino, Messer Corso Donati mordeva il freno e attendeva con le sue riserve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Speculare a quello fiorentino, ma non del tutto uguale, lo schieramento degli aretini. Essi non avevano n\u00e9 carri n\u00e9 masserizie; si erano mossi dalla citt\u00e0 in tutta fretta non appena era pervenuta la notizia che i nemici stavano arrivando, non dalla via pi\u00f9 diretta e agevole, cio\u00e8 la valle dell&#8217;Arno, ma valicando il Passo della Consuma e passando sotto il naso ai ben muniti presidi ghibellini del Castello di Romena e di quello di Porciano in Casentino. Il conte Guido Novello li aveva accolti e aveva stabilito il punto di raccolta delle truppe presso il Monastero di Certomondo, a circa un miglio dalla piana di Campaldino, un gesto forse beneaugurante, in quanto il complesso monastico era stato fondato dalla sua famigla quasi trent&#8217;anni prima, per ringraziamento della vittoria conseguita a Montaperti sui guelfi fiorentini. Quasi a sfidare il nemico \u201cmercante e bottegaio\u201d, i feditori aretini erano preceduti da<\/p>\n<figure id=\"attachment_456844\" aria-describedby=\"caption-attachment-456844\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456844\" rel=\"attachment wp-att-456844\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456844 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.18.31.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456844\" class=\"wp-caption-text\">Particolare del plastico. Schieramento dei fiorentini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">un gruppo di dodici cavalieri, la cr\u00e8me de la cr\u00e8me delle milizie ghibelline, di cui facevano parte Bonconte da Montefeltro, il vescovo Guglielmino degli Ubaldini, l&#8217;altro Guglielmino, dei Pazzi (che indossava le insegne del vescovo, come abbiamo visto), Guidarello di Alessandro da Orvieto e altri. Il Conte era rimasto con le riserve presso la chiesa di Certomondo, non proprio a un tiro di freccia, mi verrebbe da commentare. Forse, come Bonconte, non era del tutto convinto delle possibilit\u00e0 ghibelline: i fatti gli daranno ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carica dei dodici paladini, e dei circa quattrocento cavalieri che li seguivano, con gli stendardi al vento, dovette costituire uno degli ultimi spettacolari assalti della cavalleria medievale. Belli e terribili nei loro sgargianti costumi, le lance in resta, percorsero al galoppo il breve tratto che li separava dalla schiera di Vieri de&#8217; Cerchi. Come era prevedibile, nonostante fossero coraggiosi, i feditori fiorentini furono travolti da quella prima ondata. Gran parte di essi fu disarcionata e dovette continuare il combattimento da terra. Furono forse i balestrieri, protetti dai grandi palvesi da cui spuntavano le lance dei fanti, a salvare la situazione. La balestra era un&#8217;arma terribile, la pi\u00f9 moderna di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le corte frecce, i quadrelli, scagliati da breve distanza, perforavano le armature meglio di una pallottola. I cavalieri aretini caddero anch&#8217;essi, si accesero zuffe individuali, la fanteria dei fiorentini resse l&#8217;assalto. Pian piano, secondo un disegno preordinato e seguendo la stessa tattica usata 1500 anni prima da Annibale per distruggere le legioni romane a Canne, da destra e da sinistra i fanti cominciarono un&#8217;azione di avvolgimento, mirando a tagliar fuori la fanteria nemica e a circondare la cavalleria. Tuttavia la situazione rimase incerta. I pi\u00f9 forti cavalieri aretini si slanciarono verso il portastendardo della Repubblica fiorentina, Gherardo Ventraia Tornaquinci, che recava il vessillo donato dal re Carlo di Napoli. L&#8217;impadronirsi della bandiera del nemico avrebbe provocato forse il cedimento delle linee fiorentine per semplice scoramento; ma ci\u00f2 fu evitato. Intanto erano caduti i due capitani francesi, l&#8217;uno ucciso e l&#8217;altro ferito, ma pure dalla parte avversa le perdite erano gravi. Non si sa in qual momento, anche Bonconte cadde nella mischia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A decidere le sorti della battaglia fu un atto di insubordinazione. Nessuno \u00e8 in grado di stabilire se spinto dal suo carattere turbolento oppure da una precisa intuizione militare, Corso Donati ordin\u00f2 ai suoi cavalieri di attaccare. Port\u00f2 cos\u00ec a compimento il tentativo che le fanterie stavano facendo, di tagliar fuori i fanti nemici accerchiandone la cavalleria. A quanto sembra, Guglielmino degli Ubertini, ormai allo scoperto perch\u00e9, perduto l&#8217;elmo, il suo capo mostrava la tonsura da chierico, tent\u00f2 una disperata azione guidando i suoi fanti, ma cadde coi suoi uomini. Cos\u00ec anche Guglielmo de&#8217; Pazzi. Il Conte Guido Novello aveva notevole esperienza bellica, e quando vide la carica di Corso Donati, fece i suoi calcoli e decise che la partita era perduta. Le sue riserve non entrarono in azione, anzi, tornarono intatte tra le mura amiche del castello. A questo punto, la battaglia si trasform\u00f2 in qualcosa di ancor meno nobile: una caccia spietata per catturare bottino e prigionieri, da restituire in caso di riscatto da parte delle famiglie.<\/p>\n<figure id=\"attachment_456845\" aria-describedby=\"caption-attachment-456845\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456845\" rel=\"attachment wp-att-456845\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456845 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.21.23.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-456845\" class=\"wp-caption-text\">Piana di Campaldino dal castello di Poppi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dante narra che a un certo punto fu preso da terrore e cerc\u00f2 riparo oltre le salmerie. Ma per un ragazzo alla sua prima esperienza, probabilmente si comport\u00f2 con decoro, reggendo la prima devastante carica dei dodici paladini guidati da Bonconte. Del quale, come sappiamo dal Canto V del Purgatorio, si persero le tracce. Il corpo del pi\u00f9 valoroso cavaliere ghibellino non fu mai ritrovato. Le spoglie del vescovo Guglielmino, invece, furono portate nella chiesa di Certomondo ed ivi seppellite insieme alla sua spada, che non aveva comunque usato. Lo sappiamo con certezza solo da pochi anni, perch\u00e9 all&#8217;inizio del nuovo millennio nell&#8217;edificio sacro sono stati esumate le ossa di alcuni caduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le perizie medico-legali hanno stabilito con ragionevole certezza che il corpo di uno di essi \u00e8 proprio quello del vescovo-guerriero. I suoi resti e la sua spada sono stati trasportati con tutti gli onori nella cattedrale di Arezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine peggiore tocc\u00f2 alla maggior parte dei prigionieri. Gettati nelle sordide prigioni di Firenze, solo parte di loro fu riscattata dalle famiglie o, comunque, rimessa in libert\u00e0. I pi\u00f9 morirono e furono sepolti in quel luogo, alla periferia della citt\u00e0, che ancor oggi porta il nome di Canto degli aretini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_456846\" aria-describedby=\"caption-attachment-456846\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=456846\" rel=\"attachment wp-att-456846\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-456846 size-medium\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/WhatsApp-Image-2021-10-22-at-15.22.36-300x225.jpeg\" alt=\"Castello di Poppi. 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Scale interne<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La battaglia ricostruita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bellissimo castello dei Conti Guidi, a Poppi, che da solo vale una visita, in alcune sale \u00e8 predisposta una mostra permanente, \u201cL\u2019Inferno di Campaldino\u201d, il cui pezzo forte \u00e8 costituito dal grande plastico che ricostruisce, fin nei minimi particolari, i due schieramenti contrapposti, quali erano schierati nella piana all\u2019inizio della battaglia. Con lo stesso biglietto, il cui prezzo \u00e8 piuttosto modesto, potrete accedere al maniero ed alla mostra.<\/p><div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"1289%3A%20LA%20BATTAGLIA%20DI%20CAMPALDINO\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronaca dello storico evento cui partecip\u00f2, in prima linea, il giovane Dante Di Gianni Marucelli Quella mattina di tarda primavera, si era all&#8217;11 di giugno, gli spalti del castello di Poppi erano insolitamente affollati. Oltre ai soldati di guarnigione, molti servi, che in genere a quell&#8217;ora attendevano alle loro incombenze all&#8217;interno, e alcuni ospiti osservavano [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"1289%3A%20LA%20BATTAGLIA%20DI%20CAMPALDINO\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":456842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[53,51,55,52,54,50],"class_list":["post-456840","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-toscana","tag-bonconte-di-montefeltro","tag-campaldino","tag-conti-guidi","tag-dante","tag-guido-novello","tag-poppi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/456840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=456840"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/456840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":456880,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/456840\/revisions\/456880"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/456842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=456840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=456840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=456840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}