{"id":373849,"date":"2017-04-11T09:30:26","date_gmt":"2017-04-11T07:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=373849"},"modified":"2021-12-18T16:12:55","modified_gmt":"2021-12-18T15:12:55","slug":"cosa-fare-quando-scopriamo-che-il-nostro-miglior-amico-e-un-serial-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=373849","title":{"rendered":"COSA FARE QUANDO SCOPRIAMO CHE IL NOSTRO MIGLIOR AMICO \u00c8 UN SERIAL KILLER?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 5, Anno IV, Maggio 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I media e i politici <a href=\"https:\/\/pianeta3.wordpress.com\/2016\/07\/27\/perche-il-terrorismo-non-ci-deve-preoccupare\/?iframe=true&amp;theme_preview=true\">cercano sempre di distrarci<\/a> da un cancro che mina la nostra societ\u00e0 e la sopravvivenza della razza umana e dello stesso pianeta: l\u2019automobile.<\/p>\n<figure id=\"attachment_373850\" aria-describedby=\"caption-attachment-373850\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373850\" rel=\"attachment wp-att-373850\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373850\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-300x104.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-768x267.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-800x278.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-250x87.jpg 250w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot-150x52.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/1.-Carro-di-Cugnot.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373850\" class=\"wp-caption-text\">1. Carro di Cugnot<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che sia tempo di iniziare un\u2019attivit\u00e0 di sensibilizzazione contro questa piaga che ci mina ormai da quasi 250 anni. L\u2019antesignano dell\u2019automobile fu, infatti, il progetto del 1769 di Carro di Cugnot, di cui presto decorrer\u00e0 il funesto 250 anniversario. Si trattava di una macchina a vapore con due cilindri e una cilindrata di 64.000 cmq. Era detto \u201cMacchina Azionata da Fuoco\u201d e non raggiungeva i 10 Km orari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1802 abbiamo la prima auto con motore a combustione interna, dovuta a Isaac de Rivaz. La prima auto elettrica, opera di Robert Anderson, \u00e8 del 1839. Nel 1883 si pass\u00f2 dai prototipi alle prime fabbriche di automobili. Nel 1908, con la produzione della Ford Modello T, parte la produzione in grande serie di autoveicoli e nel 1913 viene applicata la catena di montaggio. Forse tale data, ancor pi\u00f9 del 1769, pu\u00f2 davvero considerarsi l\u2019avvio, ormai plurisecolare, del disastro automobilistico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_373851\" aria-describedby=\"caption-attachment-373851\" style=\"width: 272px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373851\" rel=\"attachment wp-att-373851\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373851\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz-272x300.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz-272x300.jpg 272w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz-768x848.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz-544x600.jpg 544w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz-136x150.jpg 136w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/2.-Isaac-de-Rivaz.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373851\" class=\"wp-caption-text\">2. Isaac de Rivaz<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autovetture sono nocive sotto vari aspetti, ma soprattutto per i seguenti tre:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>incidenti stradali;<\/li>\n<li>inquinamento;<\/li>\n<li>qualit\u00e0 della vita.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne il primo punto, leggo su wikipedia\u00a0che in Europa gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte, con pi\u00f9 di 120.000 vittime all\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u00a0articolo de La Stampa\u00a0dichiara che nel 2015 nell\u2019Unione Europea le vittime registrate sono state 26.000, come nel 2014 (fonte\u00a0<em>Eurostat<\/em>) per una media di 51 morti per milione di abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il sito dell\u2019ASAPS (Portale della Sicurezza Stradale), nel 2015 sulle strade della UE, 26.300 persone hanno perso la vita (in media 70 al giorno): l\u20191,3% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Epicentro, il portale dell\u2019epidemiologia per la salute pubblica, scrive che gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma ancora troppo trascurato e che per l\u2019Oms sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilit\u00e0. Il peso di questo problema non \u00e8 distribuito in maniera uniforme ed \u00e8 fonte di una crescente disuguaglianza tra i diversi Paesi, con svantaggi socioeconomici delle categorie di persone pi\u00f9 a rischio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_373852\" aria-describedby=\"caption-attachment-373852\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373852\" rel=\"attachment wp-att-373852\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373852\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-300x253.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-768x647.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-713x600.jpg 713w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-178x150.jpg 178w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T-150x126.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/3.-Ford-Modello-T.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373852\" class=\"wp-caption-text\">3. Ford Modello T<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Epicentro\u00a0riporta che Secondo il\u00a0rapporto 2009 \u201cEuropean status report on road safety. Towards safer roads and healthier transport\u201d\u00a0dell\u2019Oms Europa, ogni anno circa 120.000 persone muoiono a causa di incidenti stradali nella Regione europea dell\u2019Oms, mentre 2,4 milioni rimangono infortunate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono circa il 39% delle vittime della strada e, mediamente, i Paesi a basso e medio reddito hanno un numero complessivo di incidenti pari al doppio di quello dei Paesi industrializzati. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei giovani di et\u00e0 compresa tra i 5 e i 29 anni e hanno un impatto sulle economie dei singoli Paesi superiore al 3% del prodotto interno lordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 70% degli incidenti mortali avviene nei Paesi pi\u00f9 poveri e, all\u2019interno dei Paesi dell\u2019ex Unione sovietica, il tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 circa quattro volte superiore a quello dei Paesi nordici. I Paesi dell\u2019Est europeo sono quelli con la pi\u00f9 alta proporzione di incidenti mortali per i pedoni, mentre Italia, Grecia, Malta, Cipro e Francia sono gli Stati con il pi\u00f9 elevato numero di decessi per incidenti mortali in moto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza tra i 120.000 morti dell\u2019Europa OMS e i 26.000 dell\u2019Unione Europea sembrano un segnale di una maggior attenzione e di maggiori norme di sicurezza dell\u2019area UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le stime pubblicate\u00a0nel 2009 dall\u2019Oms nel \u201c<em>Global status report on road safety<\/em>\u201d, ogni anno i morti sulle strade sono circa 1,3 milioni e le persone che subiscono incidenti non mortali sono tra i 20 e i 50 milioni. Il numero totale delle vittime della Seconda Guerra Mondiale fu di quasi 55 milioni. Tra cui 6 milioni di ebrei. <a href=\"http:\/\/www.webalice.it\/arttrem\/LA%20BELVA%20UMANA\/DATI%20TABELLE.htm#PERDITE UMANE IN ALCUNE GUERRE\">Nessun altra guerra<\/a> ne ha provocati tanti. La Prima Guerra Mondiale ne ha contati 26 milioni. La rivoluzione francese assieme alle guerre napoleoniche non raggiunse i 5 milioni di morti. La Guerra dei Trent\u2019anni nel XVII secolo ne fece 4 milioni. Ogni 5 anni le automobili provocano qualcosa di simile, per numeri, a un nuovo olocausto e peggiore della Guerra dei Trent\u2019anni o delle guerre napoleoniche! Cinque anni di traffico sarebbero al terzo posto nella storia tra i grandi conflitti! E la Guerra dell\u2019Auto \u00e8 iniziata, seppure in sordina, ben 250 anni fa. Cento da quando Ford ha avviato le catene di montaggio! Quale guerra \u00e8 mai durata tanto?<\/p>\n<figure id=\"attachment_373853\" aria-describedby=\"caption-attachment-373853\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373853\" rel=\"attachment wp-att-373853\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373853\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/4.-Incidente-stradale-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/4.-Incidente-stradale-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/4.-Incidente-stradale-250x129.jpg 250w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/4.-Incidente-stradale-150x77.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/4.-Incidente-stradale.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373853\" class=\"wp-caption-text\">4. Incidenti stradali<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2004 gli incidenti stradali si collocavano al quarto posto nella classifica delle cause pi\u00f9 importanti di morte della popolazione mondiale, ma per il 2030 si prevede che raggiungano la quinta posizione. I Paesi a basso e medio reddito hanno un tasso di incidenti mortali maggiore rispetto ai Paesi pi\u00f9 ricchi: rispettivamente 21,5; 19,5; 10,3 ogni 100 mila persone. Pur avendo solo il 48% del totale dei veicoli registrati, nei Paesi pi\u00f9 poveri si verifica il 90% degli incidenti globali. Malgrado nei Paesi industrializzati negli ultimi 40-50 anni il tasso di mortalit\u00e0 per incidente stradale sia diminuito, l\u2019incidente stradale rimane una delle pi\u00f9 importanti cause di morte e disabilit\u00e0. Dunque, si pu\u00f2 intervenire per ridurre il fenomeno, per arginarlo. Si potrebbe per\u00f2 anche combatterlo seriamente. Perch\u00e9 permettiamo che si ripeta ogni anni questo \u201colocausto\u201d? Come possiamo restare tanto indifferenti davanti a tanta morte, a tante famiglie distrutte, giacch\u00e9 ogni milione di morti si porta dietro un milione di famiglie spezzate. Quanta gente? Non \u00e8 qualcosa che riguarda e tocca tutti noi da vicino? Non \u00e8 una maledetta guerra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un milione e trecentomila morti all\u2019anno sulle strade del mondo non vi sembrano degni di attenzione? Non vi sembra un tema che dovrebbe stare nelle prime pagine dei giornali ogni giorno? Non dovrebbe trovarsi al primo posto nei programmi politici di ogni partito? Non dovremmo parlarne con foga ogni giorno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure le malefatte della nostra amata amica a quattro ruote non sono finite. Ci sono gli altri due punti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo al secondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo su\u00a0Terra Nuova\u00a0che nel 2012 circa 7 milioni di persone sono morte a causa dell\u2019inquinamento atmosferico. Sarebbe la sentenza glaciale dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (Oms) che ha pubblicato uno studio ricco di dati e statistiche sugli effetti dell\u2019urbanizzazione sulla salute umana. Le aree geografiche pi\u00f9 interessate con 5,9 milioni di decessi sono in Asia e nelle regioni del Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere pi\u00f9 precisi, per\u00f2, il rapporto distingue tra decessi derivati da inquinamento atmosferico outdoor e inquinamento indoor. La cattiva aria che respiriamo negli spazi chiusi provoca addirittura pi\u00f9 decessi: circa 4,3 milioni contro i 3,7 milioni negli spazi aperti. Insomma, la colpa non \u00e8 certo solo delle auto, dir\u00e0 qualcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se un tale si scopre che \u00e8 un serial killer, che cosa gli si fa? Lo si lascia in libert\u00e0 dicendo, per esempio, che ha ucciso \u201csolo\u201d dieci persone mentre la guerra in un tale Paese ha fatto migliaia di morti o piuttosto lo si processa e chiude in galera, sperando che si perda la chiave per farlo uscire? Vogliamo lasciare un serial killer come l\u2019automobile libero di colpire affumicandoci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri generali sono raddoppiati. Nello studio precedente, datato 2008, l\u2019OMS aveva parlato di 3,2 milioni di morti totali, di cui 1,3 per l\u2019inquinamento esterno e 1,9 per quello domestico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati rivelano uno stretto collegamento tra inquinamento in aree confinate e inquinamento esterno, con una diffusa incidenza su malattie cardiocircolatorie, infarti, ischemie, tumori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello schema\u00a0(Fonte OMS) seguente si riassumono le percentuali di incidenza delle singole malattie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inquinamento atmosferico esterno<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">40% \u2013 ischemie cardiache<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">40% \u2013 ictus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11% \u2013 malattia polmonare ostruttiva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6% \u2013 cancro al polmone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3% \u2013 infezioni respiratorie acute nei bambini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inquinamento indoor:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">34% \u2013 ictus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">26% \u2013 ischemie cardiache<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">22% \u2013 malattia polmonare ostruttiva ..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12% \u2013 infezioni respiratorie acute nei bambini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6% \u2013 cancro al polmone<\/p>\n<figure id=\"attachment_373854\" aria-describedby=\"caption-attachment-373854\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373854\" rel=\"attachment wp-att-373854\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373854\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/5.Inquinamento-atmosferico-300x155.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/5.Inquinamento-atmosferico-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/5.Inquinamento-atmosferico-250x129.jpg 250w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/5.Inquinamento-atmosferico-150x78.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/5.Inquinamento-atmosferico.jpg 564w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373854\" class=\"wp-caption-text\">5. Inquinamento atmosferico<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u00a0post su QualEnergia\u00a0di marzo 2016 riporta che una morte su quattro a livello mondiale \u00e8 causata da fattori di rischio ambientale. Secondo quest\u2019articolo sarebbero ben 12,6 milioni le morti attribuibili all\u2019inquinamento ambientale. In Europa nel 2012 l\u2019inquinamento ha provocato 1,4 milioni decessi prematuri. Siano 7 o 13 milioni i morti da inquinamento, sono comunque una percentuale rilevante. Un morto su quattro, se possiamo considerare vera tale informazione, sarebbe ancor pi\u00f9 impressionante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo le fabbriche e il riscaldamento incidono di pi\u00f9 delle automobili sull\u2019inquinamento atmosferico esterno, ma, di nuovo, vogliamo perdonare il nostro serial killer solo perch\u00e9 ci accompagna al lavoro e scorrazza i nostri figli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fonti antropiche dell\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inquinamento_atmosferico\">inquinamento atmosferico<\/a> sarebbero: traffico veicolare, riscaldamento domestico, industrie e attivit\u00e0 artigianali, veicoli off road (treni, trattori, veicoli da cava ecc.), agricoltura e altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/temi\/inquinamento\/inquinamento-atmosferico\">Legambiente<\/a> definisce l&#8217;inquinamento atmosferico come l\u2019alterazione delle condizioni naturali dell\u2019aria, dovuta alle emissioni dei gas di scarico di autoveicoli, caldaie, centrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento. Le sostanze inquinanti pi\u00f9 diffuse in atmosfera sono il biossido di zolfo (So2), gli ossidi di azoto(Nox), il monossido di carbonio (CO), l&#8217;ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri (soprattutto il particolato di diametro inferiore a 10 milionesimi di metro, il Pm10) e il piombo. Il problema dell\u2019inquinamento atmosferico si concentra soprattutto nelle aree metropolitane, dove il traffico, gli impianti industriali e il riscaldamento degli edifici hanno effetti dannosi sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria e sulla salute degli abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli inquinanti pi\u00f9 pericolosi per l\u2019uomo e pi\u00f9 diffusi nelle citt\u00e0, continua <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/temi\/inquinamento\/inquinamento-atmosferico\">Legambiente<\/a>, \u00e8 il Pm10: uno studio realizzato dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha stimato che nei grandi centri italiani, a causa delle concentrazioni di particolato sottile superiori ai 20 microg\/m3, muoiono oltre 8.000 persone ogni anno. E uno dei principali responsabili dell\u2019inquinamento da Pm10 \u00e8 il traffico urbano: i trasporti stradali, infatti, producono pi\u00f9 di un quarto del totale delle emissioni. E la met\u00e0 circa degli ossidi di azoto, del monossido di carbonio e del benzene presenti nell\u2019aria delle citt\u00e0. Per gli ossidi di zolfo, invece, la fonte primaria \u00e8 il settore industriale, e soprattutto la produzione di energia, cui si devono i 3\/4 del totale delle emissioni. Se il traffico urbano \u00e8 il grande nemico dell\u2019aria delle citt\u00e0, i maggiori responsabili sono soprattutto le automobili, che contribuiscono, sul totale emesso dal trasporto stradale, a un terzo del Pm10, al 40% circa degli NOx, a due terzi del benzene e della CO2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scusate per l\u2019eccesso di dati e formule, ma vi prego di tornare a fare attenzione a un numero che ho scritto poco pi\u00f9 sopra: 8.000 persone ogni anno! Sono quelle che muoiono a causa del particolato sottile. Dove? Nel mondo? No. Tornate indietro. Rileggete. <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/temi\/inquinamento\/inquinamento-atmosferico\">Legambiente<\/a> riferisce che 8.000 persone muoiono ogni anno (tutti gli anni!) nei grandi centri italiani. A Roma, a Milano, a Palermo, a Napoli, a Firenze! Conoscete qualcuno che ci abita? E avete letto che cos\u2019\u00e8 a provocare la presenza di Pm10 nell\u2019aria? L\u2019automobile, il nostro caro amico serial killer con cui andiamo a fare la spesa e la gita del fine settimana. Non sar\u00e0 il caso di guardarlo con occhi nuovi e un tantino di diffidenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, direte voi (e anche io magari un po\u2019 lo pensavo) quelli di <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/temi\/inquinamento\/inquinamento-atmosferico\">Legambiente<\/a> (e anche tu che scrivi) sono di parte, sono catastrofisti, vedono mostri nel buio della camera da letto. Forse. Forse \u00e8 cos\u00ec. Forse questi dati sono sbagliati, andrebbero cercate altre fonti. Fatelo. Fatemi sapere. Non sono un esperto. Sono sbagliati del tutto? I morti non sono 8.000 ma 800? Bene. Allora non c\u2019\u00e8 da preoccuparsi! Ma siamo scemi? Credo proprio di s\u00ec. Stupidi opportunisti, a dir il vero, cui fa piacere avere per amico un serial killer e che magari lo giustificano e perdonano perch\u00e9 in giro ci sono assassini peggiori di lui!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su\u00a0Epicentro\u00a0si legge che nel documento \u201c<em>Country profiles of the environmental burden of disease<\/em>\u201d dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (il primo rapporto sull\u2019impatto delle condizioni ambientali sulla salute Paese per Paese, presentato in un convegno a Vienna\u00a0 il 13-15 giugno 2007) i rischi ambientali considerati sono l\u2019inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l\u2019edilizia, l\u2019agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati indicano che in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare molto riducendo i rischi ambientali: in tutto il mondo si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni anno. Lasciarli morire si pu\u00f2 considerare \u201comissione di soccorso sociale\u201d? Nessun Paese \u00e8 immune dal fenomeno, ma i dati mostrano anche enormi diseguaglianze: nei Paesi a basso reddito gli anni di vita in buona salute persi a causa di disabilit\u00e0 (Daly) sono venti volte quelli dei Paesi ricchi. Tra i pi\u00f9 colpiti ci sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni Paesi, addirittura un terzo delle malattie potrebbero essere prevenute con miglioramenti ambientali. In 23 Paesi pi\u00f9 del 10% delle morti sono dovute alla cattiva qualit\u00e0 dell\u2019acqua e all\u2019inquinamento nei luoghi chiusi causato dall\u2019uso di combustibili per cucinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, l\u2019inquinamento non provoca solo milioni di morti ogni anno (mica una volta e via, \u00e8 qualcosa che si ripete senza fine, fintanto che non vorremmo mettere noi la parola fine a questa storia), ma provoca, soprattutto, malattie, le acuisce, ci rende pi\u00f9 predisposti ad ammalarci. S\u00ec ma qui si parla di inquinamento in genere, mica solo di quello provocato dalle nostre autovetture. Perch\u00e9 prendersela con loro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciate in pace la nostra cara vecchia macchina!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E due. Abbiamo parlato di incidenti stradali e inquinamento e nell\u2019aprire la porta del garage (se ne abbiamo uno) dovremmo gi\u00e0 provare un senso di orrore, come se dentro ci attendesse il peggior mostro da film di paura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_373855\" aria-describedby=\"caption-attachment-373855\" style=\"width: 257px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373855\" rel=\"attachment wp-att-373855\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373855\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita-257x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita-257x300.jpg 257w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita-768x898.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita-513x600.jpg 513w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita-128x150.jpg 128w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/6.-Qualita\u0300-della-vita.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373855\" class=\"wp-caption-text\">6. Qualit\u00e0 della vita<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure c\u2019\u00e8 ancora il terzo punto: la qualit\u00e0 della nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui che cosa ci potr\u00e0 mai essere da dire? Il nostro amico a quattro ruote sar\u00e0 pure un serial killer, anzi un genocida, ma con noi \u00e8 tanto gentile e carino e ci aiuta ogni giorno mettendosi al nostro servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma davvero? Sicuri, sicuri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vivete in citt\u00e0? Vi piace cos\u00ec tanto starvene bloccati nel traffico o semplicemente fermi al semaforo? Quanto tempo passate chiusi in quella scatola di latta? Quanto tempo perdete per cercare un parcheggio? A volte vorreste scendere, ma non potete perch\u00e9 siete imbottigliati tra altre auto e non c\u2019\u00e8 modo di lasciare la vostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <a href=\"http:\/\/www.autoblog.it\/post\/827589\/la-nostra-seconda-casa-e-lauto\">Autoblog<\/a>, si calcola che in media un cittadino europeo trascorra in auto circa 4 anni e 1 mese, mentre un Italiano addirittura 5 anni e 7 mesi, di cui 3 anni e 6 mesi come passeggero. I risultati mostrano chiaramente che l&#8217;auto viene percepita come la nostra seconda casa. Una seconda casa? Dico! Ci hanno sbattuto per 4 o 5 anni della nostra vita in una prigione di pochi centimetri cubi, dove non possiamo n\u00e9 metterci in piedi, n\u00e9 sdraiarci e la consideriamo una seconda casa? Chi ci ha fritto il cervello? La pubblicit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E paghiamo pure! Paghiamo per essere imprigionati in una bara mortale? Certo, per\u00f2, la mia cara automobile mi porta dove voglio io e quando voglio io, non sono costretto a seguire gli orari dei treni e dei pullman, mi porta da casa a qualunque destinazione! Peccato spesso non ci riesca, per colpa delle altre sue amichette a quattro ruote che glielo impediscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quanto ci costa? Per acquistarla abbiamo speso diecimila euro? Quarantamila? Magari l\u2019abbiamo presa usata, ma in tal caso durer\u00e0 di meno. \u00c8 tutto in proporzione. Dipende da quanto vogliamo spendere, da quanto ci piace avere un serial killer personale a disposizione. Ma questo \u00e8 solo il costo per l\u2019acquisto. Poi ci sono l\u2019assicurazione, il bollo, il carburante, le revisioni, le manutenzioni. Dopo un po\u2019 diventa vecchia e non vale un solo euro di quelli che la avevamo pagata e dobbiamo cercarne una sostitutiva, sempre che non si sia schiantata prima da qualche parte, magari mandandoci in ospedale o all\u2019altro mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E voi quanto guadagnate in un anno? Ventimila euro? Quarantamila? Siete cos\u00ec fortunati da superare i centomila netti? Cos\u2019\u00e8 il netto? Il guadagno senza le tasse, ma non senza le altre spese (casa, figli, vacanze, cure mediche e chiss\u00e0 che altro). Quanto vi rimane? Quanta parte di quello che guadagnate lo spendete per la vostra amichetta motorizzata? Immaginiamo di essere parsimoniosi e di tenere per dieci anni una macchina da 10.000 euro, di pagare 700 euro l\u2019anno di assicurazione, 300 euro di bollo, 1.000 euro di carburante, 200 euro di manutenzione e revisioni. I 10.000 euro per l\u2019acquisto di un auto che teniamo 10 anni e poi rottamiamo, sono 1.000 euro all\u2019anno. In tutto abbiamo 3.200 euro annui. Quanto guadagniamo? 1.600 euro netti al mese come tanti operai e impiegati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caspita! Vi eravate accorti che lavorate per due mesi l\u2019anno, un sesto dell\u2019anno per mantenere la vostra amica genocida?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo vi tiene ingabbiati in posizione simil-fetale per 5 anni della vostra vita, ma ogni anno vi ruba lo stipendio di due mesi! Nei suoi dieci anni di vita, la simpaticona vi ha rubato 20 mesi di vita! Se guidate 60 anni, avete lavorato per 120 mesi per mantenere la vostra automobile. Dieci anni della vostra amata o miserabile vita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complimenti! Davvero un grande amore! Storie d\u2019amore cos\u00ec commuovono! Ho le lacrime agli occhi! \u00c8 commozione o sono risate? Risate di isterica disperazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E avete mai pensato che se anzich\u00e9 fare due chilometri in auto, li faceste a piedi ci guadagnereste anche in salute e tonicit\u00e0 fisica. L\u2019automobile non vi priva anche di questi momenti di moto salutare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eh gi\u00e0, ma noi abbiamo fretta! Abbiamo diecimila impegni! Come faremmo ad andare qua e l\u00e0 in tempo? A volte \u00e8 vero. A volte l\u2019auto ci aiuta. Spostare valige e borse della spesa senza la nostra schiava-padrona \u00e8 un problema, ma a volte dobbiamo spostare solo noi stessi e per poche centinaia di metri. Vi siete cronometrati? Quanto tempo impiegate in auto? Quanto a piedi? Lo stesso? Fate prima in auto? Di quanto tempo? Minuti? Secondi? Con quanto stress in pi\u00f9? Con quanti rischi in pi\u00f9, con quanti effetti negativi in pi\u00f9 sul traffico e l\u2019ambiente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 ora di cambiare aria? Non \u00e8 ora di cambiare atteggiamento? Non \u00e8 ora di cambiare il mondo? Non \u00e8 ora di liberarci da questo amico genocida che si finge tanto gentile e servizievole e nel frattempo ci uccide un poco ogni giorno e magari domani ci dar\u00e0 la coltellata finale, trapassandoci lo sterno con il piantone dello sterzo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensateci. Personalmente sto cominciando solo ora a prenderne coscienza. Ancora ho l\u2019auto e ancora guido. Cerco, per\u00f2, gi\u00e0 di usare il treno sui viaggi pi\u00f9 lunghi, di andare a piedi in citt\u00e0, di usare l\u2019auto solo quando mi d\u00e0 un effettivo vantaggio, ma non \u00e8 cos\u00ec che si tratta un serial killer, tenendolo a bada e lasciando che uccida solo ogni tanto. Ognuno di noi pu\u00f2 adottare piccoli comportamenti che aiutano a ridurre il traffico e l\u2019inquinamento, ma \u00e8 tempo di cominciare a fare riflessioni pi\u00f9 ampie e generali. Andrebbero messe delle scritte tipo \u201cChi guida avvelena anche te, digli di smettere\u201d! \u00c8 tempo di pensare alla societ\u00e0 nel suo insieme e al nostro modello di civilt\u00e0 e di sviluppo, che ha molte cose da cambiare, che non funzionano pi\u00f9 o che non hanno mai funzionato, anche se non ce ne rendevamo conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre cominciamo con il prenderne coscienza, con i piccoli cambiamenti di vita, prepariamoci a cambiare tutto, modi di vita e mentalit\u00e0, prima di restarci secchi, individualmente e socialmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARLO MENZINGER DI PREUSSENTHAL<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Menzinger di Preussenthal, nato a Roma il 3 gennaio 1964, vive a Firenze, dove lavora nel project finance. Ama scrivere storie e ha pubblicato varie opere tra cui i romanzi ucronici \u201cIl Colombo divergente\u201d, \u201cGiovanna e l\u2019angelo\u201d, i thriller \u201cLa bambina dei sogni\u201d e \u201cAnsia assassina\u201d, i romanzi di fantascienza del ciclo \u201cJacopo Flammer e i Guardiani dell\u2019Ucronia\u201d e il romanzo gotico \u2013 <em>gallery novel<\/em> \u201cIl Settimo Plenilunio\u201d. Ha curato alcune antologie, tra cui \u201cUcronie per il terzo millennio\u201d e pubblicato su riviste e siti web. Da marzo 2017 collabora anche a \u201cItalia Ambiente Uomo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo sito \u00e8 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.menzinger.it\">www.menzinger.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<a href=\"https:\/\/sites.google.com\/site\/carlomenzinger\/\">https:\/\/sites.google.com\/site\/carlomenzinger\/<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi blog sono \u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/carlomenzinger.wordpress.com\/\">https:\/\/carlomenzinger.wordpress.com\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/pianeta3.wordpress.com\/\">https:\/\/pianeta3.wordpress.com\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Legenda delle immagini<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Di u n k n o w n &#8211; scanned from pd-source, Pubblico dominio, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=26004\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=26004<\/a><\/li>\n<li>Di Antoine Hecht &#8211; Henri Michelet, Pierre de Rivaz, inventeur et historien, 1711-1772 : sa vie et ses occupations professionnelles, ses recherches techniques, ses travaux historique, Pubblico dominio, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=18176794\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=18176794<\/a><\/li>\n<li>By GPS 56 from New Zealand &#8211; 1912 Ford Model T, CC BY 2.0, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=57230902\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=57230902<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/campania\/notizie\/2014\/06\/22\">http:\/\/www.ansa.it\/campania\/notizie\/2014\/06\/22<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.greenme.it\/informarsi\/ambiente\/11592-inquinamento-qualita-dell-aria-2013\">https:\/\/www.greenme.it\/informarsi\/ambiente\/11592-inquinamento-qualita-dell-aria-2013<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cronaca\/2016\/11\/27\">http:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cronaca\/2016\/11\/27<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"COSA%20FARE%20QUANDO%20SCOPRIAMO%20CHE%20IL%20NOSTRO%20MIGLIOR%20AMICO%20%C3%88%20UN%20SERIAL%20KILLER%3F\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 5, Anno IV, Maggio 2017 I media e i politici cercano sempre di distrarci da un cancro che mina la nostra societ\u00e0 e la sopravvivenza della razza umana e dello stesso pianeta: l\u2019automobile. Credo che sia tempo di iniziare un\u2019attivit\u00e0 di sensibilizzazione contro questa piaga che ci mina ormai da [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"COSA%20FARE%20QUANDO%20SCOPRIAMO%20CHE%20IL%20NOSTRO%20MIGLIOR%20AMICO%20%C3%88%20UN%20SERIAL%20KILLER%3F\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":7,"featured_media":461868,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[43,83],"tags":[553],"class_list":["post-373849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimento","category-lambiente","tag-automobile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=373849"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":461869,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373849\/revisions\/461869"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/461868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=373849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=373849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=373849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}