{"id":373725,"date":"2017-02-25T18:12:03","date_gmt":"2017-02-25T17:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=373725"},"modified":"2021-12-19T11:35:42","modified_gmt":"2021-12-19T10:35:42","slug":"la-scoperta-del-nuovo-sistema-solare-di-trappist-1-dimostra-che-siamo-stupidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=373725","title":{"rendered":"LA SCOPERTA DEL NUOVO SISTEMA SOLARE DI TRAPPIST-1 DIMOSTRA CHE SIAMO STUPIDI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 3, Anno IV, Marzo 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comitato di Redazione e il direttore della rivista l&#8217;Italia, l&#8217;Uomo, l&#8217;Ambiente salutano il nuovo amico e collaboratore Carlo Menzinger di Preussenthal ringraziandolo per il suo bellissimo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA SCOPERTA DEL NUOVO SISTEMA SOLARE DI TRAPPIST-1 DIMOSTRA CHE SIAMO STUPIDI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di Carlo Menzinger di Preussenthal<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373726\" rel=\"attachment wp-att-373726\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-373726\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/75ee26d6842e69d453acea60a391b545-U430605845971204zH-U43290177145823jUE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/75ee26d6842e69d453acea60a391b545-U430605845971204zH-U43290177145823jUE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/75ee26d6842e69d453acea60a391b545-U430605845971204zH-U43290177145823jUE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-201x150.jpg 201w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/75ee26d6842e69d453acea60a391b545-U430605845971204zH-U43290177145823jUE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-150x112.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/75ee26d6842e69d453acea60a391b545-U430605845971204zH-U43290177145823jUE-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La scoperta del sistema solare di Trappist-1 ha generato in me, come in molti altri, innanzitutto un senso di felicit\u00e0 e soddisfazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione antica di una Terra come unico luogo abitabile, al giorno d\u2019oggi, infatti, \u00e8 drammaticamente desolante e triste. Quando credevamo che questo pianetucolo su cui viviamo fosse il centro dell\u2019universo e, anzi, la sola e unica terra in cui vivere poteva forse ancora sembraci grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, per\u00f2, sappiamo tutti che \u00e8 solo un granello infinitesimale nel sistema solare, nella galassia e nell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questo fosse il solo mondo abitabile tra miliardi e miliardi di galassie, vorrebbe dire che siamo solo un errore della natura, che la vita \u00e8 qualcosa di ancor pi\u00f9 fragile di quanto gi\u00e0 sappiamo, qualcosa che se finisse qui non si ripeterebbe mai pi\u00f9 altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta della piccola nana rossa e del suo codazzo di pianeti con dimensioni e composizione simile al nostro, con ben tre di loro in una fascia di temperatura in cui l\u2019acqua non gela e non evapora, in cui dunque i medesimi meccanismi che hanno dato origine alla vita da noi potrebbero duplicarsi apre nuove prospettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373727\" rel=\"attachment wp-att-373727\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373727 alignleft\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-300x195.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-300x195.png 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-768x500.png 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-800x521.png 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-230x150.png 230w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/A-DNA_B-DNA_and_Z-DNA-150x98.png 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La speranza, dunque. \u00c8 di poter un giorno avere notizia di altre forme di vita. Come saranno? Simili a noi o del tutto diverse? Si baseranno sulla stessa biochimica o su altre? Quesiti affascinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno scorso, per\u00f2, avevo anche fatto delle considerazioni in senso opposto, che questa scoperta mi pare possano corroborare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi ero chiesto, infatti, come mai, se i pianeti sono cos\u00ec tanti, non riusciamo a entrare in contatto con civilt\u00e0 aliene. La risposta che mi ero dato era qualcosa che non mi piaceva affatto: non riusciamo a trovare altre civilt\u00e0 tecnologiche, perch\u00e9 queste sono errori dell\u2019evoluzione, qualcosa che la natura cancella nel giro di pochi secoli. Insomma, civilt\u00e0 come la nostra finiscono per autodistruggersi o per infettare l\u2019ambiente in cui vivono annientandolo e cos\u00ec perendo esse stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riporto, allora le considerazioni che avevo fatto in tal senso, aggiungendo che la presenza di un intero sistema planetario forse abitabile, per giunta attorno a una stella tanto diversa dalla nostra, fa pensare che le opportunit\u00e0 per sviluppare civilt\u00e0 tecnologiche siano persino maggiori (e di molto) rispetto a quelle che avevo ipotizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione dell\u2019universo, negli ultimi anni, grazie all\u2019uso di telescopi sempre pi\u00f9 potenti, \u00e8 radicalmente cambiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo ora che nella nostra galassia, la Via Lattea, ci sono dai 200 miliardi ai 400 miliardi di stelle. Sappiamo anche che nell\u2019universo c\u2019\u00e8 un numero almeno altrettanto sconfinato di galassie, dai 300 ai 500 miliardi o, secondo stime ancora pi\u00f9 recenti, 2.000 miliardi, ma qui la stima \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile, anche perch\u00e9 sembrerebbe che di queste stelle noi si riesca a vedere solo il 10%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non m\u2019interessa qui stabilire un numero esatto e neppure un ordine di grandezza preciso, mi basta sapere che di sicuro, le stelle nell\u2019universo sono migliaia di miliardi di miliardi ovvero un numero sterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373728\" rel=\"attachment wp-att-373728\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373728 alignright\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-768x503.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-800x524.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-229x150.jpg 229w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti-150x98.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/scoperti-nuovi-pianeti.jpg 959w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stiamo ora scoprendo anche un gran numero di pianeti, sia giganti, sia delle dimensioni del nostro. Sembrerebbe quindi che la formazione di un sistema planetario attorno a una stella sia pi\u00f9 la norma, che non l\u2019eccezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, i meccanismi con cui si forma la vita non sembrerebbero poi cos\u00ec irripetibili e rari, anche se non abbiamo ancora prove concrete e sperimentali di questo. Forse questo \u00e8 il punto debole dell\u2019intero ragionamento che segue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un cos\u00ec gran numero di mondi, parrebbe, anzi, strano che su molti di loro la vita non si sia sviluppata. Vogliamo immaginare che nella nostra galassia possano esserci, per esempio, 50 miliardi di pianeti simili al nostro? Probabilmente, anche alla luce della scoperta del sistema di Trappist-1, sono molti di pi\u00f9, ma accontentiamoci di questa stima. Possibile che a parit\u00e0 di condizioni di elementi, temperatura e atmosfera, la vita non si sia sviluppata almeno sull\u20191% ovvero su mezzo miliardo di pianeti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i processi evoluti seguono le stesse regole che conosciamo qui, su almeno l\u20191% di questi mondi, non potremmo aspettarci, che, in un dato periodo, si sviluppi una razza con un\u2019intelligenza confrontabile con la nostra? Sarebbero 5 milioni di mondi e sono stime al ribasso. 5 milioni solo nella nostra galassia. Da moltiplicarsi per il numero delle galassie, per 2.000 miliardi, magari. Ovvero 10 miliardi di miliardi di civilt\u00e0 aliene!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, sembrerebbe che l\u2019universo sia alquanto affollato di razze intelligenti. Perch\u00e9 non le abbiamo ancora incontrate? Forse semplicemente perch\u00e9 il limite della velocit\u00e0 della luce \u00e8 davvero insuperabile e per raggiungere la stella pi\u00f9 vicina a questa tecnologicamente improbabile velocit\u00e0 ci vogliono 4,367 anni. Figuriamoci le stelle pi\u00f9 lontane o altre galassie. Da Andromeda, la pi\u00f9 vicina, ci separano 2.537.000 anni luce. Tornando indietro di tanto tempo, ancora eravamo poco pi\u00f9 che scimmie!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque la nostra tecnologia \u00e8 ancora ben lontana da queste velocit\u00e0. Lo Space Shuttle viaggiava a 29.000 km orari. New Horizon, nel suo viaggio verso Plutone ha toccato 58.338 km orari e la sonda Juno ha viaggiato a 265.000 km orari. Velocissime, eppure la luce viaggia a 299.792.458 metri al secondo ovvero 1.079.252.848,8 km orari. Insomma, siamo ancora piuttosto lenti ed \u00e8 probabile che questo valga anche per altre civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373729\" rel=\"attachment wp-att-373729\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-373729 alignleft\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/th-1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/th-1.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/th-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci sono, per\u00f2, le trasmissioni radio, televisive e altri tipi di onde che il nostro pianeta emette ormai da vari decenni. Si pensa che lo stesso dovrebbero fare varie altre civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo cercando questi segnali. Per esempio, il SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, \u00e8 un programma, iniziato negli anni \u201960 del secolo scorso, dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo. Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza a eventuali altre civilt\u00e0 in grado di captarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A eccezione del \u201csegnale Wow!\u201d del 1977, gli esperimenti SETI condotti fino ad ora non hanno rilevato nulla che possa somigliare a un segnale di comunicazione interstellare. Per dirla con le parole di Frank Drake, del SETI Institute: &#8220;Ci\u00f2 di cui siamo certi \u00e8 che il cielo non \u00e8 ingombro di potenti trasmettitori a microonde&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gennaio e febbraio 2011, il SETI segnala per\u00f2 la ricezione di 2 segnali &#8220;non naturali&#8221; e &#8220;di probabile origine extraterrestre&#8221;, puntando le antenne su 50 candidati pianeti scoperti pochi mesi prima dalla Missione Kepler. Non essendosi pi\u00f9 ripetuti i segnali, si suppone che fossero dovuti a interferenze terrestri. Tuttavia il SETI continuer\u00e0 a osservare quella regione di cielo su altre frequenze radio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fisico Enrico Fermi osserv\u00f2 nel 1950 che se ci fosse una civilt\u00e0 interstellare, la sua presenza ci sarebbe evidente. Ci\u00f2 \u00e8 noto come il paradosso di Fermi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui vengo al punto: forse Fermi aveva ragione. Se ci fosse una civilt\u00e0 \u201ctecnologica\u201d, dovremmo gi\u00e0 aver colto segnali della sua esistenza. Forse non ci sono altre civilt\u00e0 \u201ctecnologiche\u201d. Forse altre razze intelligenti hanno capito che la tecnologia non \u00e8 la strada corretta per il bene della propria specie e del proprio mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8, per\u00f2, un altro fattore da considerare: il tempo. Da quanto l\u2019uomo \u00e8 in grado di trasmettere e ricevere segnali radio? In termini di vita dell\u2019universo, da un istante appena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se immaginiamo che l\u2019intera esistenza dell\u2019universo dall\u2019inizio a oggi sia racchiusa in un anno terrestre, vedremmo che le prime forme di vita sono comparse solo qualche giorno dopo l&#8217;equinozio di primavera e che il sistema di calcolo occidentale che si basa su ci\u00f2 che avvenne prima e dopo la presunta nascita di Cristo prevede come anno 1 qualcosa che \u00e8 accaduto un paio di minuti prima del nuovo anno (ore 23,59,54 del 31 dicembre). Dunque 2016 anni reali terrestri corrispondono agli ultimi 6 secondi di vita dell\u2019universo in questa scala che la ricomprende tutta in un solo anno. Da quanto tempo c\u2019\u00e8 la radio? Gli esperimenti di Tesla e di Marconi sono del 1891 e 1895. Nel 1901, Marconi rivendic\u00f2 di aver ricevuto segnali transatlantici in radiofrequenza. In quel periodo, certo non stavamo inondando il cosmo di segnali, ma immaginiamo il 1901 come momento iniziale. 115 anni su 2016 ovvero il 5,70% di tale periodo, cio\u00e8 il 5,70% dei 6 secondi finali del nostro anno cosmico immaginario, dunque 0,34 secondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373731\" rel=\"attachment wp-att-373731\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-373731\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/aaaa.jpeg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/aaaa.jpeg 222w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/aaaa-199x150.jpeg 199w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/aaaa-150x113.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a>Bene. Provate a telefonare, sul fisso, a qualcuno che sta in casa sua solo 0,34 secondi all\u2019anno! Che probabilit\u00e0 avreste che vi risponda?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beh, per\u00f2, a noi non interessa parlare proprio con quel dato signore. A noi basterebbe parlare con uno dei 5 milioni di individui (le presunte civilt\u00e0 della nostra galassia di cui sopra). Anche cos\u00ec, per\u00f2, le nostre probabilit\u00e0 sarebbero piuttosto ridotte: 19,81 giorni all\u2019anno. Ammesso che ogni civilt\u00e0 abbia trasmesso per gli ultimi 0,34 secondi di questo anno immaginario e che ciascuna l\u2019abbia fatto in momenti diversi, avremmo solo una ventina di giorni su 365 in cui trovare qualcuno, uno chiunque dei nostri 5 milioni di vicini della galassia, in casa! Magari per\u00f2 molti erano a casa nello stesso momento, in un periodo in cui noi non li stiamo cercando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 per questo che ancora non abbiamo colto segnali della loro presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373730\" rel=\"attachment wp-att-373730\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373730 alignright\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ufo-05-300x234.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ufo-05-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ufo-05-192x150.jpg 192w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ufo-05-150x117.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ufo-05.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma scusa, direte voi, ti stai sbagliando del tutto. \u00c8 vero che abbiamo la radio solo da poco pi\u00f9 di un secolo, ma probabilmente continueremo a trasmettere ancora per centinaia e centinaia di anni, magari per migliaia o milioni di anni. Se anche le altre civilt\u00e0 lo fanno, allora sarebbe assai pi\u00f9 facile sentirli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avete ragione. Dovrebbe essere cos\u00ec. Ma perch\u00e9 non li sentiamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse la risposta \u00e8 molto semplice. Il conteggio di prima non \u00e8 poi cos\u00ec sbagliato. Magari i \u201cgiorni cosmici\u201d non saranno 20, ma 40, ma pi\u00f9 o meno \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In che senso? Nel senso che la nostra civilt\u00e0 magari ha davanti a s\u00e9 solo un altro secolo prima di collassare e che lo stesso vale per le altre civilt\u00e0 che hanno fatto l\u2019<em>errore evolutivo <\/em>di creare una civilt\u00e0 tecnologica. Insomma, su questi 5 milioni di mondi, le civilt\u00e0 tecnologiche non durano a lungo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente amo la scienza e la tecnologia e sono affascinato dai loro risultati, ma siamo sicuri che non ci stiano portando in una via senza uscita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avere reso la vita pi\u00f9 facile e lunga a tanti miliardi di persone parrebbe un bene, ma che effetti ha sul pianeta? Che effetti ha sulle risorse grazie alle quali la nostra razza (e le altre della Terra) si sostentano? Non sar\u00e0 che tanta tecnologia sta esaurendo il nostro pianeta e che ci sta scavando un baratro sotto i piedi? Non pu\u00f2 essere che presto la civilt\u00e0 tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi due secoli della nostra storia si esaurisca?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segnali in tal senso non mancherebbero solo guardando il nostro mondo, ma non \u00e8 di questi che voglio parlare ora. La conclusione che la nostra civilt\u00e0 possa essere prossima alla fine, potrebbe derivare proprio dalla risposta al quesito: se ci sono tante stelle e tanti pianeti nell\u2019universo e, probabilmente, tante razze evolute, perch\u00e9 non ne scorgiamo le tracce? La risposta \u00e8, magari, che forse<\/p>\n<figure id=\"attachment_373732\" aria-describedby=\"caption-attachment-373732\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?attachment_id=373732\" rel=\"attachment wp-att-373732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373732\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-226x150.jpg 226w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Arecibo_66.75261W_18.34607N.jpg 1165w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373732\" class=\"wp-caption-text\">Radiotelescopio di Arecibo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">l\u2019anomalia della Terra esiste davvero. Per secoli abbiamo creduto nella centralit\u00e0 del nostro pianeta e nella nostra superiorit\u00e0. Forse ragionando cos\u00ec commetto, al contrario lo stesso errore di geocentrismo, ma il quesito che mi pongo \u00e8: non sar\u00e0 che la nostra \u00e8 una delle razze \u201cevolute\u201d pi\u00f9 stupide della galassia? Non \u00e8 che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 davvero un errore evolutivo, un cancro di questo pianeta da cui la maggior parte degli altri mondi \u00e8 esente o che ha gi\u00e0 guarito. Non sar\u00e0 che sulla Terra l\u2019evoluzione ha preso la strada sbagliata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato, mi dicevo che il senso \u201cevolutivo\u201d di una razza tanto dannosa come la nostra, che ha depauperato e devastato l\u2019ambiente, ridotto la biodiversit\u00e0 assassinando intere specie animali e vegetali, portate all\u2019estinzione totale, fosse nella tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credevo, e vorrei poter credere ancora, che se l\u2019uomo esiste, secondo una logica evolutiva, \u00e8 per portare la vita dove ora non c\u2019\u00e8. Se la vita ha potuto tollerare che migliaia di specie fossero distrutte dalla nostra, deve essere perch\u00e9 cos\u00ec l\u2019evoluzione pu\u00f2 coprire nuovi spazi finora non raggiunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 il viaggio spaziale e la terraformazione di altri mondi, la trasformazione di pianeti sterili in mondi vitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo questo non \u00e8 un compito solo della nostra razza. Dovrebbe esserlo almeno per altri 5 milioni di razze nella galassia. Magari solo una minima parte di loro ci riuscir\u00e0, ma \u00e8 questo il senso della tecnologia e di razze come la nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure intorno a noi c\u2019\u00e8 solo il silenzio. Eppure sembra, ogni anno di pi\u00f9, che questa galassia sia priva d\u2019intelligenza tecnologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 lo spazio attorno a noi si riempie di stelle e di mondi, pi\u00f9 ci appare vuoto e pi\u00f9 sembriamo soli. Pi\u00f9 sembriamo un errore. Pi\u00f9 sembriamo la pi\u00f9 sciocca delle razze senzienti del cosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firenze, 04\/12\/2016- 25\/02\/2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARLO MENZINGER DI PREUSSENTHAL<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Menzinger di Preussenthal, nato a Roma il 3 gennaio 1964, vive a Firenze, dove lavora nel project finance. Ama scrivere storie e ha pubblicato varie opere tra cui i romanzi ucronici \u201cIl Colombo divergente\u201d, \u201cGiovanna e l\u2019angelo\u201d, i thriller \u201cLa bambina dei sogni\u201d e \u201cAnsia assassina\u201d, i romanzi di fantascienza del ciclo \u201cJacopo Flammer e i Guardiani dell\u2019Ucronia\u201d e il romanzo gotico \u2013 <em>gallery novel<\/em> \u201cIl Settimo Plenilunio\u201d. Ha curato alcune antologie, tra cui \u201cUcronie per il terzo millennio\u201d e pubblicato su riviste e siti web.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo sito \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.menzinger.it\">www.menzinger.it<\/a> (<a href=\"https:\/\/sites.google.com\/site\/carlomenzinger\/\">https:\/\/sites.google.com\/site\/carlomenzinger\/<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo blog \u00e8 <a href=\"https:\/\/carlomenzinger.wordpress.com\/\">https:\/\/carlomenzinger.wordpress.com\/<\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"LA%20SCOPERTA%20DEL%20NUOVO%20SISTEMA%20SOLARE%20DI%20TRAPPIST-1%20DIMOSTRA%20CHE%20SIAMO%20STUPIDI\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 3, Anno IV, Marzo 2017 Il comitato di Redazione e il direttore della rivista l&#8217;Italia, l&#8217;Uomo, l&#8217;Ambiente salutano il nuovo amico e collaboratore Carlo Menzinger di Preussenthal ringraziandolo per il suo bellissimo articolo. LA SCOPERTA DEL NUOVO SISTEMA SOLARE DI TRAPPIST-1 DIMOSTRA CHE SIAMO STUPIDI di Carlo Menzinger di Preussenthal [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"LA%20SCOPERTA%20DEL%20NUOVO%20SISTEMA%20SOLARE%20DI%20TRAPPIST-1%20DIMOSTRA%20CHE%20SIAMO%20STUPIDI\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":7,"featured_media":462011,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[43,87],"tags":[562],"class_list":["post-373725","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimento","category-luomo","tag-trappist-1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=373725"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373725\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":462012,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/373725\/revisions\/462012"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/462011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=373725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=373725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=373725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}