{"id":215,"date":"2014-04-17T14:40:38","date_gmt":"2014-04-17T12:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=215"},"modified":"2021-12-30T12:29:11","modified_gmt":"2021-12-30T11:29:11","slug":"marche-tre-abbazie-in-riva-al-chienti-e-un-cadavere-da-identificare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=215","title":{"rendered":"Marche: Tre Abbazie in riva al Chienti&#8230; e un cadavere da identificare"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/abbazia-di-chiaravalle-di-fiastra1-300x225-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-457699\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\">Articolo pubblicato su IUA n\u00b0 1, Anno II, Gennaio 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il Metauro, il fiume che vide la sconfitta e la morte del cartaginese Asdrubale, fratello di Annibale, ad opera dei Romani, durante la seconda guerra punica, il Chienti \u00e8 il corso d&#8217;acqua pi\u00f9 importante delle Marche. Anche presso le sue rive avvenne uno storico scontro, quando, nel 1815, Giacchino Murat, sconfitto a Tolentino\u00a0 dalle truppe austriache, fall\u00ec nel suo tentativo di mantenere il proprio Regno anche dopo la deb\u00e0cle di suo cognato Napoleone Bonaparte. Ma lasciamo da parte la storia antica, e quella moderna, per concentrarci sul Medio Evo, quando il Chienti, allora ricco di acque (che oggi gli sono sottratte da vari bacini e impianti Enel), costituiva una risorsa preziosissima sia per le popolazioni residenti che per i mercanti che, lungo il suo corso, discendevano (o risalivano) dai valichi appenninici di Colfiorito e del Cornello, che collegavano, e tuttora collegano, la Valle del Tevere con il Maceratese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-457700 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/abbazia-di-chiaravalle-di-fiastra2-300x225-1-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tratti pianeggianti, vicini al fiume e ai suoi affluenti, erano prevalentemente paludosi e soggetti ad alluvioni, come attestano le cronache: perci\u00f2 adatti ad ospitare abbazie e monasteri che, se da una parte vedevano assicurata la necessaria tranquillit\u00e0 ai religiosi,\u00a0 dall&#8217;altra potevano, con il lavoro assiduo di\u00a0 bonifica <i>(ora et labora),<\/i> riconquistare alla produttivit\u00e0 agricola quei campi. Naturalmente, poi, la presenza di un&#8217;arteria commerciale apportava mutui benefici ai monaci (che ricevevano consistenti offerte) e ai viandanti (che si avvalevano dell&#8217;ospitalit\u00e0 dei primi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, nel giro di un paio di secoli a cavallo dell&#8217;anno Mille, e su siti dove comunque preesistevano edifici di culto pi\u00f9 modesti, sorsero qui tre notevolissime abbazie o monasteri: S. Maria al pie&#8217; di Chienti, San Claudio al Chienti, e, infine, nella valle dell&#8217;affluente Fiastra, l&#8217;Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo dall&#8217;Adriatico, cio\u00e8 da Civitanova Marche, si incontra per primo il Monastero di S. Maria al pie&#8217; di Chienti, il cui nome intende significare (\u201cal pie&#8217; \u201c) che ci troviamo presso la foce del fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del complesso monacale si \u00e8 oggi conservata solo la chiesa, che sorge isolata nel piano E&#8217; senza dubbio uno dei monumenti pi\u00f9 belli e pi\u00f9 suggestivi della regione: fu eretta in forme romaniche nel sec. IX (ma c&#8217;\u00e8 chi la fa risalire addirittura a un&#8217;iniziativa di Carlo Magno che, come vedremo, da queste parti \u00e8 considerato di casa), poi pi\u00f9 volte rimaneggiata. La semplice facciata risale al sec. XVII, e bisogna proprio dire grazie all&#8217;architetto, che l&#8217;ha progettata, in pieno Barocco, rispettando l&#8217;essenza del Romanico. Esternamente, comunque, \u00e8 la parte absidale, tripartita in absidiole, a richiamare l&#8217;attenzione, poich\u00e9 segue uno schema \u201cnordico\u201d. Si entra nell&#8217;interno e si rimane immediatamente impressionati, incuriositi, estasiati: la basilica \u00e8 a tre navate\u00a0 e su due piani: un po&#8217;, per fare un esempio conosciuto da molti, come la chiesa di San Miniato al Monte, a Firenze. Questa sopraelevazione \u00e8 da attribuirsi probabilmente a un rifacimento quattrocentesco, ma il fascino della costruzione\u00a0 senz&#8217;altro ne beneficia. La navata centrale si apre fino al tetto a capriate, per poi interrompersi in un basso presbiterio a quattro navate , attorno al quale gira un deambulatorio con tre cappelle radiali absidate. Per salire al piano superiore, s&#8217;apre a destra una stretta scala . Sopra ci sono il presbiterio e gli ambulacri riservati ai monaci. Qui, nell&#8217;abside vera e propria, le pareti erano coperte di affreschi, alcuni dei quali sopravvissuti: nel catino della parte absidale, un imponente Cristo Pantocrator ci osserva, inserito in una \u201cmandorla\u201d e affiancato da Giovanni Battista e dalla Madonna della Misericordia. La quasi assenza di prospettiva e la struttura degli affreschi ci fanno pensare a un periodo prerinascimentale (sec. XIII-XIV), ma pi\u00f9 recenti studi sono propensi a spostare la data di esecuzione al &#8216;400. Tutto \u00e8 possibile; certamente l&#8217;impressione \u00e8 quella di trovarsi dinanzi a una testimonianza di spiritualit\u00e0 ancora medievale. Ridiscendendo al piano inferiore, ammiriamo un grande crocifisso ligneo del Quattrocento. Usciamo: ci attende, a pochi chilometri, l&#8217;altrettanto originale Abbazia di San Claudio al Chienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-457701 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/abbazia-di-chiaravalle-di-fiastra3-300x225-1-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;architettura di San Claudio estremizza ci\u00f2 che abbiamo appena osservato in Santa Maria: qui ci troviamo di fronte a <i>due<\/i> chiese\u00a0 interamente sovrapposte di uguali dimensioni, ognuna con facciata e portale suoi propri. Il complesso, romanico, a pianta centrale, si pu\u00f2 ben dire molto antico, almeno nelle sue origini. Nel luogo dove sorgeva la romana Pausulae, che fu distrutta dalle invasioni barbariche, sorse questo singolare edificio religioso, che fu modificato intorno al sec. XI \u2013 XII e restaurato nel &#8216;900. La facciata \u00e8 stretta da due torri cilindriche, che ricordano quelle di San Vitale a Ravenna.\u00a0 La chiesa inferiore, che ha ancora funzioni religiose,\u00a0 presenta alcuni affreschi risalenti al sec. XV. Si sale alla chiesa superiore sia per un ampia scalinata esterna che per le due scalette a chiocciola all&#8217;interno delle torri. L&#8217;interno, che doveva verosimilmente servire per le funzioni vescovili o comunque dell&#8217;alto clero, \u00e8 ora pressoch\u00e8 vuoto e destinato a un ruolo culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p>San Claudio ci riserva per\u00f2 una sorpresa. Di fianco all&#8217;entrata della chiesa inferiore vi \u00e8 una cappella, dove una grande lapide, all&#8217;apparenza nuovissima, reca una scritta in latino. Con stupore traduco che questo \u00e8 il luogo dove \u00e8 stato sepolto nientemeno che Carlo Magno! Ma come! E la tomba monumentale nella Cappella Palatina di Acquisgrana, di chi custodisce i resti? Mi destreggio tra fascicoli vari e Internet per risolvere l&#8217;enigma. Apprendo che alcuni decenni fa fu rinvenuto, sepolto presso l&#8217;altare di San Claudio, il corpo di un uomo che, dallo spadino che portava al fianco e da altri indizi, poteva essere di stirpe regale. Alcuni hanno avanzato l&#8217;ipotesi che si tratti delle spoglie dell&#8217;Imperatore Ottone III, altri, sulla base di una teoria ancor pi\u00f9 recente, non solo suppongono che qui sia stato sepolto il fondatore del Sacro Romano Impero, ma addirittura che <i>questa<\/i> sia la vera Acquisgrana! Non ho letto il libro che sostiene tale, se mi consentite, un po&#8217; singolare teoria, e quindi non mi pronuncio. Certo \u00e8 che Carlo Magno, come prima sostenevo, da queste parti \u00e8 molto popolare! (Per\u00a0 saperne di pi\u00f9 sul &#8220;caso Carlo Magno&#8221;, leggi l&#8217;approfondimento: &#8220;<a href=\"http:\/\/www.italiauomoambiente.it\/?p=229\">Una precisazione su Carlo Magno, Acquisgrana e la Chiesa di San Claudio di Chienti<\/a>&#8221; di Gianni Marucelli).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultima tappa del nostro itinerario, l&#8217;Abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Come indica chiaramente il nome, vennero a fondarla dei monaci benedettini, milanesi, forse guidati da quel San Bernardo che doveva essere davvero indaffarato, oltre che a edificare monasteri, a cercar di riformare la Chiesa, promuovere la riconquista e la difesa della Terrasanta e fondare, o almeno scrivere la Regola, dell&#8217;Ordine Templare. Comunque, si sa addirittura il giorno in cui giunsero i santi monaci: il 29 Novembre del 1142. In realt\u00e0, qui esisteva gi\u00e0 un monastero benedettino, risalente al IX secolo, ma la generosit\u00e0 di Guarnerio II, duca di Spoleto e marchese di Ancona, permise all&#8217;Ordine di rifarlo nuovo e ben pi\u00f9 imponente, in quello stile gotico cistercense che non ha molti altri esempi nell&#8217;Italia centrale (se si esclude l&#8217;Abbazia di San Galgano). Attorno, c&#8217;era una palude malsana che fu bonificata dal lavoro dei religiosi. Al giorno d&#8217;oggi, l&#8217;atmosfera mistica di quei tempi \u00e8 ben lontana: qua intorno pullulano le comitive, di ragazzi in gita scolastica, di turisti, di conferenzieri presso la Fondazione Giustiniani Bandini che ha qui sede. Questa apparenza \u201claica\u201d ha anche una ragione storica: per ben due secoli, dopo la soppressione dei Gesuiti che l&#8217;avevano ereditata dai benedettini, il complesso fu propriet\u00e0 di privati (i Bandini). Solo da qualche anno i monaci sono tornati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, a parte un po&#8217; di confusione, l&#8217;Abbazia \u00e8 veramente splendida. L&#8217;interno, spartito in tre navate, con archi a tutto sesto sorretti da capitelli scolpiti dagli stessi monaci su materiale tratto dalle rovine dell&#8217;antica Urbs Salvia, \u00e8 vastissimo Della decorazione ad affreschi,\u00a0 che un tempo doveva occupare gran parte delle pareti, residuano diversi dipinti, databili tra il sec. XIV e il XVI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altare \u00e8 costituito da un&#8217;antica ara pagana, \u201crisacralizzata\u201d scolpendovi una croce. Accanto alla chiesa, diversamente dagli altri edifici da noi presi in esame, esistono ancora le strutture del monastero. Particolarmente notevole \u00e8 il chiostro del Quattrocento, tutto in laterizio. Interessante la Sala delle oliere, dove\u00a0 si conservava l&#8217;olio e dove ora \u00e8 situato un piccolo <i>antiquarium<\/i>, che presenta reperti archeologici provenienti dalla romana Urbs Salvia, gi\u00e0 citata. Vi \u00e8 anche, presso l&#8217;antica foresteria, un Museo della civilt\u00e0 contadina. Intorno all&#8217;abbazia, \u00e8 stata istituita una Riserva naturale, circa cento ettari coperti da un bosco planiziale, relitto di quella che doveva essere la vegetazione arborea in un tempo lontano. Se non fosse per la pioggia battente, faremmo volentieri un giro per i suoi sentieri. Sar\u00e0 per un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Articolo e fotografie \u00a9 Copyright Gianni Marucelli 2014 &#8211; Articolo apparso su IUA n\u00b0 1, Anno II, Gennaio 2015<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/deed.it\" rel=\"license\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"http:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-nc-nd\/4.0\/88x31.png\" alt=\"Licenza Creative Commons\" \/><\/a><br \/>Quest&#8217;opera \u00e8 distribuita con Licenza <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/deed.it\" rel=\"license\">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale &#8211; Non opere derivate 4.0 Internazionale<\/a>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-5 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" 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Anche presso le sue rive avvenne uno storico [&hellip;]<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-medium.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Marche%3A%20Tre%20Abbazie%20in%20riva%20al%20Chienti...%20e%20un%20cadavere%20da%20identificare\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":463729,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[113,158],"tags":[159,161,127,160],"class_list":["post-215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-litalia","category-marche","tag-abbazie","tag-chienti","tag-gianni-marucelli","tag-marche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=215"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/215\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":463730,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/215\/revisions\/463730"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/463729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiauomoambiente.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}