Gentili lettori, innanzitutto tanti auguri per un sereno 2026 a voi ed alle vostre famiglie. La speranza è che questa rivista possa servire per destare il vostro interesse nei confronti della meteorologia oltre al fatto di consentirvi di poter avere delle idee il più possibile concrete rispetto alla tendenza del mese. Si ricorda infatti che questa pagina non ha la pretesa di fornire previsioni accurate ma solo tendenze ed alcune notizie o nozioni riguardanti la scienza meteorologica.
Vi diciamo subito che il mese di gennaio promette di essere più dinamico ed anche più freddo, di molti mesi analoghi degli anni precedenti. Del resto, anche se in un contesto di pressione piuttosto elevata, già la notte tra il 31 dicembre ed il 01 gennaio è stata molto fredda. Ciò è avvenuto non per un fattore di inversione termica (quello che definiamo “freddo finto”) ma bensì per una vera e propria discesa di aria fredda proveniente dal nord Europa. Se non vi sono state precipitazioni è dovuto alla traiettoria di tale perturbazione fredda che si è limitata a lambire la penisola scivolando sul suo bordo orientale. Se la colata di aria fredda fosse stata più centrale allora, con molta probabilità, avremmo assistito alla formazione di minimi depressionari.
Dopo un temporaneo e solo parziale rialzo delle temperature, è previsto l’arrivo di altra aria fredda a ridosso del primo fine settimana del mese ad iniziare dalle regioni alpine e pianura padana con la possibilità poi, che a ridosso dell’Epifania il freddo possa estendersi maggiormente lungo la penisola. In questa occasione non sono da escludere precipitazioni la cui esatta collocazione potrà essere valutata solo pochissimi giorni prima e che dipenderà sempre da dove si posizioneranno gli eventuali minimi depressionari.
Come abbiamo evidenziato nei mesi precedenti, quest’anno le chances invernali sono maggiori rispetto a molti degli anni precedenti per la sussistenza di molti fattori che non si riscontravano da diverso tempo e che stanno determinando la presenza di un vortice polare stratosferico non condizionante. Per essere più chiari gli anni passati il vortice era molto forte e compatto e questo non consentiva all’aria fredda di raggiungere con facilità le regioni più meridionali (in gergo tecnico, per chi è più avvezzo alla materia, si aveva uno sfondamento della soglia del NAM). Al contrario quest’inverno non è da escludere la possibilità di un fenomeno inverso, ovvero di un surriscaldamento della stratosfera (MMW), causato da forti flussi di calore a due onde, provenienti dalla troposfera. Se ciò si verificasse realmente, e ciò potrebbe avvenire tra la fine di gennaio e la metà di febbraio, allora aumenterebbero ulteriormente le occasioni per importanti irruzioni di aria fredda.
Tornando alla tendenza per il mese in corso, la previsione del post Epifania rimane molto incerta ma appare molto probabile come già verso la metà del mese si possa assistere ad altri impulsi perturbati freddi provenienti dal nord Europa. In sostanza il mese di gennaio dovrebbe risultare alquanto dinamico e spesso perturbato. Le temperature potrebbero risultare nella media del periodo con occasioni per scendere anche al di sotto.
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