Sempre più persone vengono attratti da questa forma d’arte – per di arte, a mio avviso, si tratta – facendosi decorare la propria pelle con tatuaggi colorati. Tuttavia, dietro l’estetica, si cela una miscela chimica assai complessa che, nel tempo, può esporre l’organismo a molteplici rischi. Si parla quindi di un campo che parte dalla semplice intolleranza e passando dai rischi di allergia, fino ad arrivare a patologie più serie e pericolose legate alla cancerogenicità. La domanda che molte persone mi hanno fatto – compreso me stesso – è questa: Cosa contengono veramente gli inchiostri e come le istituzioni stanno cercando di tutelare i cittadini?

Ho sempre considerato il tatuaggio una forma d’arte. I tanti tatuatori sono veramente degli incomparabili artisti. Fin qui niente di strano, anzi. Tuttavia il tatuaggio è un atto che implica l’iniezione – o inoculazione tanto per dirla alla novax – di sostanze chimiche permanenti nel derma. Fino all’entrata in vigore all’inizio del 2022 del Regolamento REACH (UE) 2020/2081, nato per proteggere la salute pubblica, la composizione dei coloranti non era mai stata (in gran parte) non regolamentata. Questo comportava ad una preoccupante eterogeneità di tali inchiostri sul mercato. Il Regolamento si basa su tre punti specifici:
Obiettivo: I tatuaggi a colori non sono proibiti, ma si limita severamente o vieta l’uso di circa 4.000 sostanze chimiche ritenute pericolose negli inchiostri per tatuaggi (il regolamento comprende anche i trucchi estetici);
Contenuti dei coloranti: Le concentrazioni dei coloranti devono essere bassi per sostanze che sono essere cancerogene, sensibilizzanti e irritanti (spesso un massimo di 0,1%).
Trasparenza: I produttori e i tatuatori hanno l’obbligo di utilizzare solo inchiostri conformi, le cui etichette devono riportare informazioni chiare sulla composizione (inclusa la presenza di allergeni comuni come Nichel e Cromo) e sulla sterilità.
Detto questo diamo uno sguardo alle sostanze in causa che, in pratica, vanno a costituire un Cocktail chimico sotto la pelle…
I coloranti – li possiamo definire anche pigmenti – degli inchiostri vengono suddivisi in organici (composti a base di carbonio) che possono essere naturali ma molto spesso sono di origine sintetica e inorganici che sono a base di metalli e minerali. Nessuna delle due categorie sono immuni dal veicolare pericoli per la salute.
Sostanze Cancerogene e Tossiche – Il rischio più grave è legato alla presenza di composti classificati come Cancerogeni, Mutageni e Tossici per la Riproduzione (CMR). Vediamo queste sostanze un po’ più da vicino. Ammine Aromatiche (AA) e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA): sono la base di molti pigmenti organici che vengono usati per ottenere colori brillanti quali le varie tonalità dei rossi, dei gialli e degli arancioni. Sia le AA che gli IPA con il tempo tendono a degradarsi. Anche l’esposizione alla luce del sole (fotosensibilizzazione) tendono al processo sopra descritto. In entrambi i casi vengono rilasciate sostanze come la O-toluidina o il Benzopirene che hanno uno spiccato carattere cancerogeno.
I Metalli Pesanti: sono i pigmenti inorganici. Quest’ultimi se non vengono purificati in modo adeguato, possono contenere alcuni residui di metalli tossici come il Piombo, Arsenico, Cadmio e Mercurio che sono noti per i loro dannosi effetti su molti sistemi del nostro organismo in particolare il sistema nervoso sia periferico che centrale.
Patologie Cutanee e Reazioni Allergiche Immediate/Ritardate
Vediamo adesso quali sono le complicazioni più frequenti, causate dalla reazione del sistema immunitario ai pigmenti iniettati o inoculati:
• Dermatite Allergica da Contatto: Si tratta di una reazione di ipersensibilità ritardata ai componenti dell’inchiostro. Si manifesta con arrossamento, gonfiore, prurito intenso e desquamazione che possono comparire settimane, mesi o persino anni dopo il tatuaggio. È spesso associata al pigmento rosso (che può contenere solfuro di mercurio, adesso non molto usato, o coloranti azoici).
• Granulomi: Noduli persistenti che si formano nel derma come risposta del sistema immunitario, che tenta di isolare la sostanza estranea (il pigmento). Possono essere causati da vari pigmenti, in particolare dal rosso, dal blu cobalto o dal biossido di titanio (pigmento bianco).
• Reazioni Lichenoidi: Simili a una malattia cutanea cronica (il lichen planus), queste reazioni sono caratterizzate da papule e placche violacee, spesso accompagnate da prurito, e sono strettamente correlate ad alcuni pigmenti colorati, in particolare il rosso.
• Fotosensibilizzazione: Una reazione cutanea che si manifesta solo dopo l’esposizione al sole. Tipicamente causata da alcuni pigmenti gialli (come il solfuro di cadmio), che, se esposti ai raggi UV, possono decomporsi e causare gonfiore, prurito e rossore.
• Pseudolinfomi: Rare reazioni immunologiche che imitano un linfoma cutaneo (tumore dei linfociti), ma sono benigne. Sono spesso associate ai pigmenti verdi e blu.
Altre Reazioni e Rischi a Lungo Termine
Sebbene siano poco comuni o ancora oggetto di studio approfondito, esistono altri rischi correlati alle sostanze chimiche:
• Infezioni: Sebbene la causa primaria siano pratiche igieniche scorrette (strumenti non sterili), alcuni contaminanti batterici possono essere presenti nell’inchiostro stesso, causando infezioni localizzate (come Stafilococco o Streptococco) o, in rari casi, infezioni sistemiche.
• Effetti Tossici/Cancerogeni (Preoccupazioni Chimiche) a) Metalli Pesanti: La presenza di residui di metalli pesanti (come Piombo, Arsenico, Cromo o Nichel) nei pigmenti inorganici può esporre l’organismo a un rischio di tossicità cronica o a reazioni allergiche (in particolare il Nichel è un forte allergene). b) Ammine Aromatiche: Alcuni pigmenti organici si degradano rilasciando ammine aromatiche, molte delle quali sono classificate come cancerogene (es. Benzopirene). Queste sostanze possono migrare dalla pelle ai linfonodi e, potenzialmente, ad altri organi.
c) Interferenza con Indagini Mediche: Risonanza Magnetica (MRI): In rari casi, i pigmenti contenenti metalli (come l’ossido di ferro, usato nel nero) possono interagire con il forte campo magnetico della MRI, causando un gonfiore o una sensazione di bruciore nell’area tatuata. d) Mascheramento di Patologie: La presenza del tatuaggio può coprire o alterare la diagnosi precoce di melanomi o altre neoplasie cutanee che insorgono sulla pelle tatuata.


Consigli per la sicurezza
È fondamentale adottare precauzioni che vanno oltre la scelta del disegno:
1. Scegliere Professionisti Certificati: Affidarsi a tatuatori che operano in studi regolari e utilizzano rigorose misure igieniche (aghi monouso, ambiente sterile).
2. Verificare la Conformità dell’Inchiostro: Chiedere al tatuatore di utilizzare esclusivamente inchiostri certificati e conformi al Regolamento UE REACH in vigore, prestando attenzione ai lotti e alla scadenza.
3. Monitoraggio Medico: Le aree tatuate possono rendere difficile la diagnosi precoce di lesioni cutanee (come il melanoma). È essenziale eseguire controlli regolari dal dermatologo per monitorare eventuali cambiamenti nella pelle, anche sotto il tatuaggio.
In conclusione, la moda del tatuaggio è un fenomeno di massa, ma la sua sicurezza è una responsabilità condivisa. Mentre la normativa europea ha fatto un passo decisivo verso la protezione dei consumatori, la vigilanza e la consapevolezza restano gli strumenti più efficaci per minimizzare i rischi per la salute a lungo termine.

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