Pillole di meteorologia

Evviva la Primavera

a cura di Alessio Genovese

Gentili lettori, nonostante oramai siamo almeno alla sesta stagione invernale consecutiva in cui assistiamo ad un clima assai poco consono alla stagione, mai come quest’anno abbiamo assistito ad un vortice polare che in stratosfera mostra una compattezza così notevole e delle temperature veramente fredde al suo interno. Paradossalmente, queste temperature gelide (nell’ordine anche di -80°) che si registrano in stratosfera corrispondono a delle temperature molto più miti in casa nostra, ovvero in troposfera. Come ben sappiamo, la comunità scientifica si interroga se questo fenomeno possa essere collegato al global warming ed in un secondo momento se e come lo stesso surriscaldamento globale possa o meno avere delle ragioni antropiche. Se l’esistenza del global warming è oramai conclamata, sicuramente si hanno meno certezze sulla responsabilità diretta dell’uomo rispetto a tutto ciò. Ad ogni modo, global warming antropico o non antropico, questo non vuol dire che non assisteremo più a degli inverni consoni alla stagione. Il giungere o meno delle perturbazioni fredde o dell’alta pressione, che determina tempo stabile ed anche caldo in una parte o in un’altra del pianeta, è legato a tutta una serie di concomitanze che possono verificarsi magari per 6-8 anni in una parte della Terra e nei 6-8 anni successivi in tutt’altra zona. Questo può dipendere dal variare di quegli indici che si utilizzano in meteorologia e che spesso vengono citati in questa rubrica (PDO – AMO – QBO – ENSO, etc). Per cui, per quello che ne sappiamo, nei prossimi anni potremmo tornare ad avere tranquillamente degli inverni nevosi, seppure in un contesto climatico annuale legato sempre ad un “sopra media” costante. Il prossimo inverno potrebbe costituire in tal senso una sorta di prova del nove rispetto a tutto ciò. Ovviamente l’augurio per le generazioni future è che il “sopra media” possa prima o poi invertire la rotta, così come del resto è avvenuto anche in altre epoche storiche (si vedano ad esempio i periodi caldi del Medioevo quando però è vero che l’influenza dell’uomo era praticamente inesistente).

 

Venendo al presente, rispetto al quale possiamo avere qualche piccola certezza in più, finalmente si intravede a breve termine una maggiore dinamicità del clima, sufficiente per rendere il mese di marzo molto meno stabile e ben più variabile di quanto non sia accaduto a gennaio e febbraio. Del resto con il 01 marzo inizia la primavera meteorologica e spesso questa, assieme all’autunno, è la stagione che offre più spunti piovosi e perturbati. Il maggiore irraggiamento solare gioca sicuramente la sua parte nel determinare un’instabilità del tempo. Almeno fino a fine mese non aspettiamoci particolari eventi freddi, ma le temperature dovrebbero essere molto più vicine alle medie del periodo rispetto a quanto non sia avvenuto durante l’inverno. Nella prima metà del mese si prevedono in successione diverse perturbazioni atlantiche o nord atlantiche, in grado di dispensare, un po’ in tutto il paese, qualche gradita pioggia, soprattutto in vista di un’estate che, dispiace dirlo, ma dati alla mano potrebbe essere nuovamente calda. La seconda metà del mese potrebbe essere nuovamente più stabile, in vista di un nuovo probabile peggioramento per il mese di aprile, quando il famigerato vortice polare inizierà a dissolversi rendendo ancora più instabile il tempo. In questo caso gli indici meteo dovrebbero iniziare a giocare a favore, anche in vista del prossimo inverno.

Alessio Genovese

 

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N° 3, Marzo 2020

Cari amici lettori a causa di importanti problemi sul nostro sito non è possibile al momento inserire nella pagina il numero 3 Marzo 2020. La nostra speranza è quella di risolvere quanto prima il problema. Tuttavia è possibile richiedere via e-mail il file in formato PDF della rivista del mese di Marzo 2020 scrivendo a pronaturafirenze@libero.it.

In questa pagina pubblicheremo articolo per articolo (in PDF) comprese le prime pagine iniziali il numero di questo mese.

 

 

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03 IUA Num. 3 Marzo 2020. pagine 5-10
Filename : 03-iua-num-3-marzo-2020-pagine-5-10.pdf (241 KB)
Etichetta :
03 IUA Num. 3 Marzo 2020 pagine 23-35
Filename : 03-iua-num-3-marzo-2020-pagine-23-35.pdf (3 MB)
Etichetta :
03 IUA Num. 3 Marzo 2020 pagine 11-22
Filename : 03-iua-num-3-marzo-2020-pagine-11-22.pdf (1 MB)
Etichetta :
03 IUA Num. 3 Marzo 2020 pagine 1-5
Filename : 03-iua-num-3-marzo-2020-pagine-1-5.pdf (348 KB)
Etichetta :

Fake news e false speranze…

Nonostante sia stata smentita anni fa è di nuovo in circolazione la fake news della cura con delle molecole naturali che inducono il tumore a suicidarsi…

a cura di Alberto Pestelli

S’inizia così e la notizia falsa, come per incanto, diventa virale. Sì, si può paragonare la fake new ad un vero e proprio virus. Esso si propaga grazie alla nostra ingenuità, all’ignoranza di alcune tematiche delicate, infine grazie alla stupidità di certe nostre prese di posizione che difficilmente riusciremo a smontare… perché è come smontare noi stessi e siamo fin troppo orgogliosi per ammettere che abbiamo preso una cantonata micidiale. E così che le fake news finiranno per diventare vere. Vere ad ogni costo, costi quel che costi!

A volte queste notizie false vengono smentite e spariscono per un determinato periodo di tempo ma… Già, c’è un ma! Come un vero proprio virus (scusate se mi ripeto) può dare ricadute più o meno gravi. Riappare nel W.E.B. procurando nuove infezioni cerebrali grazie soprattutto alla capacità degli italiani di dimenticare tutto, anche quante volte si ritira nelle sue fisiologiche stanze.

Proprio qualche giorno fa (sabato 1 febbraio) diverse persone amiche su facebook mi hanno inviato sul messenger un link con un filmato con la classica dicitura: “Interessa tutti… se puoi girarlo a tutti i tuoi contatti… massima divulgazione. Grazie”. Ho intuito che si trattava dell’ennesima fake news creata ad arte da un personaggio che si spaccia per giornalista e che giornalista non è. Ho aperto il video ed ho visionato e ascoltato le parole dello spacciatore di bufale: C’è una cura contro il cancro che la scienza ufficiale e le testate giornalistiche nazionali tengono nascosta.

Alla fine della visione mi sono ricordato che tale notizia è apparsa qualche anno fa. Sono andato a spasso per il web alla ricerca della notizia falsa. Molti siti antibufale quali Bufale.net e Butac avevano riportato – condannandola – ai suoi tempi nelle loro pagine questa disumana disinformazione che si basa tuttavia su di una notizia vera. Il sedicente pseudo giornalista fa i nomi e cognomi dei due ricercatori dell’Università di Urbino che iniziarono la ricerca nel 2010: Vieri Fusi e Mirco Fanelli. I due ricercatori attualmente sono rispettivamente professore ordinario e professore associato all’Università di Urbino. Il divulgatore di menzogne, approfitta di una cosa vera per attaccare – parole sue – sia le famigerate case farmaceutiche sia la stampa specializzata per aver taciuto la notizia. Questo individuo spregevole – e che venga pure a denunciarmi perché l’ho definito spregevole – ha pure affermato che la cura sarebbe già attuabile, mentre la sperimentazione – come dicono Fusi e Fanelli – è ancora limitata ai topi e stenta ad andare avanti per mancanza di fondi per la ricerca. Il professor Fusi dice a proposito dell’autore del video (cito le esatte parole prese dalla fonte, https://ifg.uniurb.it): “È una persona cattiva. Uno che non si è reso conto di cosa voglia dire dare speranze a chi ha un malato terminale in casa. Per colpa sua ricevo ancora richieste di persone disposte a fare da cavia per colpa di quel video bufala”.

Sì, il professor Fusi ha perfettamente ragione… questo individuo è da condannare perché dare delle false speranze ai malati oncologici (e chi ha scritto il presente articolo è lui stesso un malato oncologico… Nota del Direttore) è la peggior cattiveria che un uomo possa commettere nei confronti del suo simile. Infine… facciamo un’ipotesi: se fosse vera la notizia, quali tipi di tumori sarebbero curabili? Uno, nessuno o centomila? Boh! Non lo sa nemmeno il sedicente pseudogiornalista.

Questo è l’indirizzo per visionare il video della fake news: https://www.youtube.com/watch?v=BIZbRcfDxww

Questo è l’indirizzo per leggere la smentita dei due ricercatori tirati in ballo dall’autore del video: https://ifg.uniurb.it/2017/05/26/ducato-online/universita-e-scuola/ce-una-cura-contro-il-cancro-torna-virale-il-video-bufala/222468/?fbclid=IwAR0QBPr4Ga-BLCbzNRl3l3taHTruO0W5Ptu_axsQK-DhA7g2QMkEr7De54M

 

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Un cenacolo di artisti nella Firenze del tardo ‘800

Lo Studio di Rinaldo Carniero in Piazza Savonarola

PRO NATURA FIRENZE

associazione fondata nel 1974

aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura

tel. 3488738314

Cari amici, vi ricordiamo il prossimo incontro del nostro Ciclo di conferenze invernali:

Mercoledì 5 Febbraio ore 17,15

c/o Sala conferenze Allianz Bank

piazza Savonarola 6

Un cenacolo di artisti nella Firenze del tardo ‘800: lo Studio di Rinaldo Carniero in Piazza Savonarola

a cura della nostra Socia dr. Laura Lucchesi, storica dell’Arte, già Curatrice

dei Musei Comunali fiorentini

Ricordiamo che i nostri incontri sono rivolti non solo ai Soci, ma a tutta la cittadinanza. Quindi potete estendere l’invito ai vostri amici e conoscenti, che saranno accolti con piacere! Si raccomanda, come di consueto, la massima puntualità.

____________________________________

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che il mercoledì successivo, 12 febbraio, sempre presso Allianz bank, si svolgeranno le Assemblee, ordinaria e straordinaria, dei Soci di Pro Natura Firenze, a partire dalle ore 16,30.

Successivamente, verrà presentato il libro “Un nome”, dello scrittore fiorentino Paolo Ciampi. Sarà presente l’Autore.

Il Presidente

(Gianni Marucelli)

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Notizie da Pro Natura Firenze

PRO NATURA FIRENZE
associazione di promozione sociale
fondata nel 1974 – aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura
 
 
NOTIZIE DA PRO NATURA FIRENZE
 
 
 
Innanzi tutto, un cordiale augurio a ciascuno di voi per un felice 2020.
 
Quello che ha avuto inizio è il 47° anno di attività per la nostra Associazione, fondata nel 1974. Questo dato ci pone tra i più “antichi” sodalizi ambientalisti di tutta la Toscana, e, se ciò ci riempie di giustificato orgoglio, ci mette davanti alla necessità di rivedere il nostro Statuto e di adeguarlo alle normative vigenti, in primo luogo la legge sul Terzo settore.
 
Abbiamo predisposto perciò un nuovo Statuto che dovrà essere approvato dalla Assemblea dei Soci e quindi iscritto nei Pubblici Registri. Per questo, i nostri Soci saranno convocati a breve per adempiere, in Assemblea Straordinaria, a questo compito.
 
Nel frattempo invitiamo tutti a voler rinnovare la propria adesione a Pro Natura Firenze, oppure a iscriversi per la prima volta, versando la quota sociale per il 2020:
 
Socio ordinario: E. 20,00
 
Socio familiare (coniuge o altro): E. 10,00
 
Socio sostenitore: E. 40,00
 
Tali importi potranno essere versati :
 
  • mediante bonifico bancario sul seguente IBAN:
  • IT 57 R 03589 01600 010570691080
     
    mediante versamento diretto al Presidente o al Segretario, che rilasceranno ricevuta.
Segnaliamo poi che il prossimo incontro avrà luogo Mercoledì 5 febbraio alle ore 17,15 presso la Sala incontri di Allianz Bank in Piazza Savonarola 6, colla seguente conferenza:
 
 
Un cenacolo di artisti nella Firenze del tardo ‘800: lo Studio di Rinaldo Carniero in Piazza Savonarola
 
 
a cura della nostra Socia dr. Laura Lucchesi, storica dell’Arte
 
 
 
Successivamente, il mercoledì 12 febbraio, h. 17,15, avrà luogo, sempre presso la sala Allianz Bank,
 
la presentazione del libro
 
UN NOME
 
di Paolo Ciampi
 
Per il “Giorno della Memoria”, la storia vera della prof. Enrica Calabresi, ebrea ferrarese ma fiorentina di adozione, entomologa, perseguitata e uccisa in conseguenza delle Leggi razziali, il cui nome venne cancellato da ogni registro.
 
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Novità del 2020…

 

Gentilissimi lettori e amici,

a partire dal 1 Gennaio la nostra rivista è entrata a far parte di PRO NATURA FIRENZE, storica associazione di promozione sociale fondata nel 1974 aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura.

Secondo l’articolo 2 dello proprio Statuto, Pro Natura Firenze intende condurre un’opera di informazione e formazione sui temi ambientali , espletare un’azione di vigilanza e segnalazione e denunzia degli abusi nell’utilizzazione del territorio, promuovere e appoggiare le iniziative conservative e ricostitutive dei valori e delle risorse dello stesso”.

La seconda novità riguarda il download dei numeri della rivista. Per facilitare coloro che non riescono ad eseguire il download del file il direttore e il comitato di redazione hanno deciso che è possibile richiedere via e-mail i numeri della rivista del 2020 e degli arretrati presenti nella sezione Archivio. La richiesta va inviata ai seguenti indirizzi:

pronaturafirenze@libero.it

iuadirettore@yahoo.it

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A proposito di…

L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente

a cura di Alberto Pestelli

Carissimi lettori e amici a partire oggi, 1 Gennaio 2020, la nostra rivista è diventata l’organo ufficiale di PRO NATURA FIRENZE, storica associazione ambientalista e culturale fiorentina fondata nel 1974, il cui presidente è il nostro direttore Gianni Marucelli. Pertanto a partire dal N° 1 di Gennaio 2020, sulla copertina del file troverete la dicitura L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente Periodico d’informazione e formazione ambientale e culturale di PRO NATURA FIRENZE.

Logo di Pro Natura Firenze

 

Un altro anno si è concluso. Ci lasciamo alle spalle mesi di grandi soddisfazioni dal punto di vista editoriale e, nell’accingerci a iniziare il 2020, mi sembra opportuno tirare le somme dell’anno appena concluso.
Come lo scorso anno ho preparato una tabella dei download complessivi che riguardano sia la rivista nel formato PDF, sia i supplementi e mini e-book, sia i vari comunicati stampa che ci sono stati inviati dalla Federazione Nazionale Pro Natura e da altri siti ambientalisti.

Tabella Download
confronto dei dati riscontrati il 31 dicembre 2018 e dei dati al 31 dicembre 2019
2018 2019
9780 10314


La previsione per il 2019 di ottenere più download rispetto al 2018 si è avverata anche se tale aumento è stato di poco più di 300 unità. Tuttavia abbiamo superato quota 10000 download. Ciò ci induce a sperare ad un ulteriore aumento dei download per questo nuovo anno appena nato.
Per quanto riguarda le visita al nostro sito abbiamo avuto un decremento rispetto al 2018: 90211 contro le 113964 presenze.

Visite al sito della rivista

2018 2019
113964 90211

Visite totali al sito www.italiauomoambiente.it
dal 6 aprile 2014 (data di apertura del sito) al 31 dicembre 2019: 321333

La causa di questa perdita va ricercata nella nostra minor presenza sul sito che andrebbe gestita con più frequenza e soprattutto con più articoli. Vogliamo ricordare che siamo tutti quanti volontari e che dobbiamo occuparci soprattutto delle nostre professioni, ma il nostro impegno per l’Ambiente, per la Cultura e l’Arte rimane altissimo. Come coordinatore di redazione vorrei invitare tutto coloro sensibili alle nostre tematiche a darci una piccola mano nel divulgare la nostra rivista. Quindi, nonostante qualche piccolo calo, ci troviamo davanti ad un successo più che ottimo. Successo che intendiamo ripetere mettendoci ancor più d’impegno nel garantire un’informazione ambientale più ampia possibile, nell’offrire pagine di cultura e arte, facendovi viaggiare insieme a noi per gli angoli più belli, singolari e caratteristici del nostro bellissimo paese.
Un sentito grazie va al nostro direttore Gianni Marucelli per la sua grande professionalità giornalistica e la sua disponibilità con tutti noi. Vogliamo ringraziare la presidenza e il consiglio direttivo di Pro Natura Firenze, di Pro Natura Toscana e la Federazione Nazionale Pro Natura per il loro prezioso sostegno.


Alberto Pestelli, Coordinatore di Redazione

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Comunicato Stampa del C.A.A.R.T. su  Conferenza sul  clima, COP 25 di Madrid.

IL CAART, Coordinamento Associazioni Animaliste e Ambientaliste della Regione Toscana, esprime profondo rammarico per il fallimento della Conferenza sul Clima a cui hanno partecipato circa 200 Nazioni, fra cui l’Italia.
I membri delle varie nazioni, dalle più ricche a coloro che temono di perdere le proprie opportunità sulla via dello sviluppo,  non sono stati capaci di redigere e firmare un documento comune date le divergenze che li hanno irrimediabilmente allontanati. Il mondo è sulla soglia di una catastrofe irreversibile e l’uomo non vuole rinunciare al suo posto di predominio sul pianeta. La visione antropocentrica generale e la solita cieca fiducia nelle capacità umane impedisce di credere ai dati scientifici e ai cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti e stanno cominciando a produrre morti e devastazioni, incendi e scioglimenti polari.


Gli ambientalisti ed animalisti hanno sempre avuto un approccio biocentrico, cioè l’uomo fa parte del pianeta e resterà anch’esso schiacciato come gli animali e le piante prima di lui.
E questo è inevitabile perché stiamo rompendo l’equilibrio su cui il sistema terra si regge.
La sfida di un futuro molto prossimo dunque sarà quella di cambiare modello di sviluppo, creare un sistema eticamente ed ecologicamente sostenibile. 
E non possiamo aspettare solo le decisioni dei Governi, dobbiamo cambiare stile di vita, abbandonare il consumo di carne, una delle maggiori cause di inquinamento, preceduta sono dall’uso dell’energia derivata dai fossili !!
La biodiversità, parola grande assente dalle discussioni pubbliche. è fondamentale ed è sempre più a rischio, anche a causa del generale disinteresse dei media per la natura,cecità generale che non tiene conto che l’uomo respira ossigeno e ha bisogno dei prodotti della natura per nutrirsi.
Il Ministro Costa ha annunciato che il Decreto sul Clima è legge !!
Abbiamo paura di trovarci davanti alle solite chiacchiere, promesse poi non mantenute, come quella sull’  “abbandono graduale ” dei circhi con animali, legge decaduta in quanto non sono mai stati fatti i decreti attuativi !!
L’Italia non brilla certo per coscienza ambientale, siamo indietro decine di anni dagli stati europei, ma dobbiamo cambiare perché fra poco sarà troppo tardi. Dunque occorre:
Maggiore rispetto per i boschi, basta tagli indiscriminati e non necessari.
Maggiore rispetto per gli animali anche selvatici e dunque drastica riduzione dell’attività venatoria.
Riduzione del consumo di carne e pesce, il Mar Mediterraneo e gli oceani sono ormai al collasso.
Speriamo che queste nostre osservazioni ormai ripetute da anni e anni siano finalmente recepite dai nostri amministratori e dalle persone,
noi che siamo stati così fortunati ma irresponsabili perché ubriacati dal benessere, abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni.
Non potremo più guardarci allo specchio e guardare i bambini senza vergognarci se non facciamo qualcosa adesso.

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Finalmente un vero inverno

PILLOLE DI METEOROLOGIA

a cura di Alessio Genovese

Inverno – Dipinto di Alberto Pestelli

Gentili lettori, le previsioni meteorologiche fanno parte oramai del quotidiano di tutti noi; c’è chi le ascolta in TV oppure le va a ricercare su internet e c’è anche chi viene attratto inavvertitamente da link che vengono inviati sui cellulari anche più volte alla settimana. In merito all’inverno 2019/2020 che è appena iniziato (01 dicembre) molti di voi avranno avuto modo senz’altro di leggere le proiezioni stagionali dei principali centri di calcolo mondiali. Tali previsioni fino a fine novembre hanno suggerito l’ennesima stagione per nulla fredda e dominata per lo più dall’anticiclone che determina tempo stabile o eventualmente nebbie ed inversione termica, con freddo umido nei bassi strati ed aria più calda man mano che si guadagna quota. Ebbene, il consiglio che vi diamo è quello di non prendere del tutto sul serio tali previsioni; del resto a fine ottobre nessuno di questi centri di calcolo fisico-matematici aveva previsto un mese di novembre caratterizzato interamente da correnti atlantiche. Riteniamo che l’errore alla base delle previsioni per novembre si stia ancora ripercuotendo sulla previsioni per il trimestre invernale.

 

            Più volte chi scrive in questa rubrica ha sottolineato come la sua sia soltanto una passione innata per la meteorologia, ma che il suo lavoro si limita per lo più ad un’iniziativa di tipo giornalistico e gli spunti per gli stessi articoli gli vengono forniti da una continua analisi degli stessi modelli sopra citati ma, soprattutto, dalla lettura di previsioni di persone esperte (soprattutto grandi appassionati che si dedicano alla materia solo a livello amatoriale e quindi non possono essere considerati veri meteorologi). Ebbene, dalla sintesi di tutto ciò ci sentiamo di confermare quanto avevamo ipotizzato già da qualche anno, ovvero che quello appena iniziato possa essere a tutti gli effetti l’inverno della svolta dopo 4/5 anni caratterizzati esclusivamente da singoli episodi di freddo (anche intenso) che hanno coinvolto, per un limitato periodo di tempo, solo alcune aree limitate della nostra penisola. A dire il vero, molti di voi si saranno accorti come negli ultimi anni abbia nevicato di più sulle coste dell’Italia meridionale che non in pianura Padana. Sarebbe troppo noioso ora stare a spiegare le ragioni di tale fenomeno, ma vi possiamo dire che da quest’anno, e probabilmente anche per il prossimo futuro, dovremmo rientrare nella normalità, con freddo e neve che ritornano per lo più nel centro-nord dello stivale, anche in maniera più frequente del recente passato. Per i più curiosi, che poi vorranno approfondire a parte le argomentazioni scientifiche, posso far riferimento al ruolo che riveste il ciclo solare nella circolazione atmosferica e l’indice della NAO (North Atlantic Oscillation) che indica la differenza di pressione al livello del mare tra l’Islanda e le Azzorre.

            In sintesi, a dispetto di chi da molti anni ha urlato che non avremmo più avuto inverni con la “I” maiuscola, ci sentiamo di prevedere una stagione molto dinamica con diverse possibilità di piogge e nevicate per lo più nel centro-nord. Nello specifico, dicembre dovrebbe essere per lo più un mese interlocutorio ma comunque molto dinamico, con solo brevi periodi dominati dall’alta pressione. Tra il 12 ed il 15 del mese circa potrebbe esserci il primo affondo relativamente freddo (non ha senso in questa sede azzardare se e dove nevicherà e del resto quello delle previsioni al dettaglio non è mai stato lo scopo di questa rubrica che indica solo tendenze). Tra la fine del mese e gli inizi di gennaio il vortice polare, la grande perturbazione fredda che determina le sorti dell’inverno con il suo grado di forza e con le sue traiettorie, per la prima volta dopo molti anni, dovrebbe entrare seriamente in crisi a causa di un importante surriscaldamento in zona polare, con la conseguenza di colate fredde che potrebbero colpire a più riprese anche il Mediterraneo. Non è da escludere, in tali fasi, che l’Italia possa essere raggiunta anche da aria continentale o siberiana. Questo trend abbastanza freddo, seppure con inevitabili pause, potrebbe proseguire per quasi tutto l’inverno ma noi non mancheremo di aggiornarvi mese per mese. Finalmente gli amanti della stagione fredda non dovrebbero più annoiarsi!

Alessio Genovese

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Grazzano Visconti…

Il Borgo di Luchino Visconti

a cura di Maria Iorillo

Pur girando in largo e in lungo per lo Stivale, non finisco mai di sorprendermi. C’è sempre un posto nuovo da scoprire, dove immergersi, commuoversi e imparare… e che mi conferma che il nostro bel Paese non ha nulla da invidiare a nessun altro luogo del mondo. Non a caso, l’Italia è il Paese, insieme alla Cina, che nel 2019 detiene il record di maggior numero di Patrimoni Unesco. Mare, monti, laghi, panorami, città d’arte, borghi, monumenti… e tanta, tantissima storia.

Ѐ il giorno di Santo Stefano e ci dirigiamo verso Grazzano Visconti, un borgo medioevale in provincia di Piacenza, del quale avevo visto alcune immagini nel web e che avevano catturato la mia curiosità.

Parcheggiata la macchina fuori dal borgo, varchiamo l’ingresso di Grazzano ed… eccoci catapultati in un mondo apparentemente antico. Costruzioni affrescate, piazzette, vivaci botteghe artigianali, statue e fontane… avvolte dalla nebbia che, ahimè, ha caratterizzato tutto il periodo delle mie vacanze natalizie a Parma.

Un’atmosfera quasi surreale, suggestiva. Mi lascio guidare dall’istinto del viaggiatore, dalle sensazioni di donna. Attraverso le viuzze, entro nelle botteghe di ferro battuto e di ceramica, ammiro gli affreschi sulle mura delle case.

Seguo le indicazioni per il castello… ma un grande cancello ne impedisce l’accesso. Peccato che proprio oggi sia chiuso. Ho letto che è incantevole nelle sue forme e nella flora e fauna del suo parco. Mi accontento degli scorci… e proseguo entrando in una corte antica, dove è allestito il museo degli attrezzi agricoli. Alcuni li riconosco, di altri ne immagino l’uso, mentre di altri ancora non riesco a intuirne la funzione. Tanti vecchi utensili e macchine arrugginite che avranno lavorato per molti anni prima di mettersi da parte per far spazio ai “più aitanti cugini moderni”.

In quella nebbia, spesso mi sembra di scorgere l’ombra di Aloisa, il fantasma che si racconta si aggiri per il borgo e il castello “a portare Amore e profumo alle belle donne che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”. Aloisa era una donna morta di gelosia in seguito al tradimento del marito, un capitano di milizia. Le tante statue, che la rappresentano e sparse in ogni angolo, mi suggestionano non poco e mi portano sovente al suo dolore… ma il freddo, per fortuna, mi incita ogni volta ad andare avanti.

In un pozzo, posto in un angolo della piazzetta principale, lancio una monetina. Così fan tutti… ed emulo il gesto nella speranza di… chissà cosa!

“Al tocco”, come direbbero i miei amici fiorentini, entriamo in uno dei tanti locali del borgo, quello che, leggendo le recensioni, ci ha più ispirato. E, in effetti, in un ambiente caldo nei colori e nell’arredamento, gustiamo piatti tipicamente piacentini: salumi e gnocco fritto, tortelli, pancetta arrosto con patate e una deliziosa sbriciolata. Sì, abbiamo esagerato, lo so… ma la colpa è del freddo, del desiderio di scaldarsi!                  

Tra la visita al museo delle cere e a quello delle torture anche il pomeriggio scorre piacevolmente.

Prima di uscire da Grazzano, mi volto indietro per racchiudere in un ultimo sguardo le sue forme e i suoi colori a 360 gradi e… per immaginare Luchino Visconti bambino aggirarsi per quelle stradine del borgo fatto costruire dal padre, il duca Visconti, agli inizi del ‘900, intorno all’antico castello del XV secolo. Lo vedo giocare con le sorelle mentre organizza “i teatrini”, sistemando luci, realizzando scenografie, insomma anticipando quello che poi sarebbe diventato il suo lavoro, il registra cinematografico.

E prima che il freddo di quella giornata d’inverno ci congeli completamente, lasciamo Grazzano Visconti portando con noi una gradevole sensazione di sazietà negli occhi e nel cuore… e non solo.

P.S. I colori del borgo sono offuscati dalla nebbia, vi consiglio di cercare nel web immagini di Grazzano Visconti nei giorni di sole… ne rimarrete folgorati!

Maria Iorillo

 

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