Quando si dice il caso… San Gusmé

di Alberto Pestelli

 

21111_1Se un bel giorno di tre anni fa non ci fossi passato per caso, non avrei mai sentito parlare di San Gusmé. Provenendo da Castelnuovo Berardenga (SI), di cui è frazione, questo piccolo borgo mi è apparso in tutta la sua semplice bellezza. Posto sul crinale di un colle, San Gusmé ha ancora (come la più famosa Monteriggioni) le sue mura che formano un cerchio quasi perfetto. Incuriosito dalla novità, lasciai l’auto al parcheggio appena fuori le mura e, dopo aver passato una delle porte, mi sono intrufolato, quasi con riverente timore, all’interno dell’antico borgo medievale. LaSan_gume_mura prima impressione che ho avuto di San Gusmé è stata la grande sorpresa: tutto è stato restaurato e rimesso a “nuovo” senza intaccare quello che doveva essere lo stile originario degli edifici (così mi è sembrato, ovvio!). ma la cosa ancor più sorprendente è stata quella di vedere intere comitive di gitanti della domenica seduti nei vari wine bar, trattorie casalinghe che, molto probabilmente sono nate con la ristrutturazione del borgo. Non ho impiegato molto tempo a girovagare per le sue stradine. In un quarto d’ora si può dire che ho visto il paesello in toto e c’è scappato resizer.jsppure un buon caffè in un circolo ricreativo. Ovviamente la mia visita non si è basata solamente all’impellente necessità di caffeina per riprendere il viaggio in automobile verso casa. Mi sono soffermato ad ammirare due costruzioni religiose. All’interno delle mura c’è la Pieve dei Santi Cosma e Damiano nota fin dall’ 867. Sempre all’interno del borgo si trova la Chiesa della Compagnia della Santissima Annunziata dove è conservata una tela dipinta (una cinquecentesca Annunciazione) con tutta certezza da Pietro Sorri.

Luca_cavaTornando al parcheggio mi sono promesso di saperne di più su questo piccolo, splendido, antico borgo fortificato. E così, spulciando alcune fonti (wikipedia e altri siti web) ho scoperto che San Gusmé fu nominata per la prima volta nel 867 in un atto di donazione: un conte senese – un certo Winigi di Ranieri – donò al Monastero di San Salvatore della Berardenga tutti si suoi bene che si trovavano nel circondario della Pieve sopra citata. Nel XII secolo S. Gusmé fu feudo dei Ricasoli (voglio ricordare che non lontano è il Castello di Brolio, possedimento dei Ricasoli). Nel 1478 fu occupata dagli Aragonesi di Re Alfonso. Nel febbraio del 1554 fu teatro di una battaglia tra senesi e l’esercito imperiale il quale, nel maggio del medesimo anno si lasciarono andare al saccheggio mettendo a fuoco il borgo. 343411-800x539-300x202In seguito, dopo aver conosciuto un periodo di autonomia, San Gusmé fu inglobato nel 1777 nel Comune di Castelnuovo Berardenga. Dal 1888 a San Gusmé esiste una curiosa tradizione locale; la Festa del Luca Cava. Questa iniziativa ebbe inizio a seguito alla costruzione, commissionata da un contadino della zona, di una statuetta di un piccolo uomo accovacciato nella tipica posizione fisiologica defecatoria. Serviva a dire a tutti che in quel luogo era acconsentito, anzi di ben accetto, farla lì. Il motivo era di utilizzare “il guano” come fertilizzante. In seguito alla derisione da parte dei paesi confinanti, la statuetta fu distrutta negli anni ’40 proprio dagli abitanti di San Gusmé. Fu ricostruita grazie all’interessamento di Silvio Gigli dopo aver conosciuto la storia di questa 260px-San_gume_piazzasingolare iniziativa. Da allora ebbe inizio la Festa in onore di Luca Cava a San Gusmé dove partecipano molti ospiti di spicco del mondo musicale italiano. Nonostante una decina di anni di interruzione, la festa esiste ancora. Si tiene i primi due fine settimana di settembre. Il culmine della festa si ha durante il premio giornalistico intitolato a Silvio Gigli. Premio che viene assegnato ogni anno ad un personaggio in vista del mondo televisivo italiano.

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