Pillole di meteorologia – Fra autunno e inverno

Di Alessio Genovese

Mancano non molti giorni alla fine di novembre, quando si concluderanno i tre mesi che la meteorologia considera autunnali (1 settembre – 30 novembre). Fino ad ora la stagione ha avuto un comportamento piuttosto altalenante fra periodi piuttosto freschi ad altri ben più miti. La prima parte di ottobre ha fatto registrare spesso delle temperature inferiori alla media quasi in tutta Italia, mentre nella seconda metà si è andati a riequilibrare tale sotto-media con un periodo più caldo del normale. Alla fine le temperature sono risultate quasi in media al centro-nord e di poco sopra nel resto del paese. Anche su scala mondiale il mese di ottobre ha fatto registrare un’anomalia positiva più o meno in linea con quella dei mesi precedenti, all’incirca sull’ordine di 0,30° – 0,40° e quindi di poco inferiore al mezzo grado centigrado. Nelle nostre previsioni sulla stagione avevamo ipotizzato un autunno con temperature più alte nella prima parte ed in progressiva diminuzione nella seconda; in realtà abbiamo poi visto, come detto sopra, che la stagione ha avuto un andamento altalenante e del resto continuerà ancora ad essere così fino alla fine del mese. Più accurate sono state invece le previsioni in relazione alle precipitazioni, che non sono state fino ad ora particolarmente abbondanti, fatta eccezione per quanto avvenuto nel primo fine settimana di novembre quando in poche ore si è concentrata, soprattutto nel centro-nord, una grande quantità di acqua tale da provocare alcuni allagamenti e far preoccupare per il livello di alcuni fiumi, fra i quali l’Arno, rispetto al quale si ricordava, proprio nello stesso periodo, l’anniversario della famosa alluvione del 04 novembre ’66. Per fortuna è stato scongiurato un esito simile.

002Facendo un confronto con l’Autunno dello scorso anno, quando ad inizio novembre era già presente un robusto anticiclone che determinava per lo più tempo stabile e temperature diurne particolarmente elevate, attualmente la stagione ha preso una piega sicuramente molto più dinamica, ma ciò che sembra essere ben più importante, soprattutto in previsione della prossima stagione invernale, è la presenza di un vortice polare che pare essere molto meno forte e stabile. Ciò si accompagna ad un costante e continuo raffreddamento dell’est Europa che potrebbe essere allo stesso tempo l’origine e la conseguenza dello stato di salute dello stesso vortice polare che, in poche e semplici parole, ricordiamo non essere altro che una grande perturbazione fredda che staziona per buona parte del semestre freddo in prossimità del Polo Nord e che condiziona il tempo di tutto l’emisfero boreale. Più il vortice polare è forte e compatto e minori sono le possibilità di vivere un inverno freddo alle medie-bassi latitudini, come quelle del Mediterraneo. Fino ad ora il grande freddo, come del resto è normale che avvenga nel mese di novembre, non ci ha colpiti direttamente, ma ciò invece è avvenuto, oltre che nei paesi dell’est Europa, anche in quelli oltre le Alpi, dove si è avuto un vero e proprio assaggio d’inverno. Quest’anno l’innevamento presente sull’Eurasia è davvero notevole e ciò potrebbe consentire la formazione dell’Anticiclone termico Russo-Siberiano, che ha l’effetto di provocare al suolo un forte raffreddamento nelle zone d’interesse. Ovviamente non è detto che tale freddo raggiunga in automatico anche l’Italia, dove sappiamo che occorrono tutta una serie di incastri perché questo possa avvenire, ma, di certo, come abbiamo sempre ricordato sulle pagine di questa rubrica, il vero freddo in Italia viene proprio da est o tutt’al più da nord-est. Se questi serbatoi sono vuoti, è difficile aspettarsi eventi di rilievo. A dire il vero, negli ultimi tre inverni la stagione ha sempre deluso le aspettative dei freddofili e degli amanti della neve, e questo è avvenuto perché il vortice polare è stato sempre talmente forte da “piallare” l’Anticiclone delle Azzorre lungo i paralleli e quindi da impedire le discese del freddo fin sul Mediterraneo. La debolezza del vortice polare non è detto che duri per tutto l’inverno ma, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare fino alla metà d’ottobre, quest’anno ci sono le premesse per vivere finalmente un inizio inverno quanto meno consono al periodo. E, credetemi, di questi tempi vivere una stagione nella media climatica è già di per sé un gran risultato.

1240591-1366x768-desktopnexus-com_Sintetizzando il tutto ed arrivando alle conclusioni, è lecito attendersi, dopo un periodo piuttosto mite a cavallo fra la prima e la seconda decade di novembre, un finale di autunno ed un inizio inverno (almeno fino a tutto dicembre) molto dinamici e con la possibilità di frequenti discese di aria fredda sull’Italia, ovviamente intervallate ad altri periodi più miti (del resto l’Italia non è né il Canada né la Siberia!). Tutto ciò avverrebbe come eredità di un vortice polare il cui disturbo potrebbe essere dovuto, secondo il parere di alcuni esperti, al forte deficit di ghiacci artici che si è avuto fra fine estate e buona parte dell’autunno e che ha provocato uno scompenso termodinamico. Per quanto riguarda la seconda parte invernale, è troppo presto per avanzare ipotesi concrete, anche se ad oggi risulta più probabile un ricompattamento del vortice polare e quindi, per noi, un periodo di tempo più stabile e caldo.

Alessio Genovese

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CC BY-NC-ND 4.0 Pillole di meteorologia – Fra autunno e inverno by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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