Breve viaggio nei luoghi dei miei quadri e dei miei romanzi – 1. Introduzione; 2. Cala Goloritzé

Di Alberto Pestelli

Introduzione

Quando viaggio amo voltarmi indietro per osservare l’immagine di un luogo che mi è rimasto particolarmente impresso. Cerco di catturare quel che si dice un’istantanea prima di guardare la strada che mi riporta tra le mura di una casa. Nella mia stanza esiste uno specchio che mi proietta all’interno dello scrigno della mia memoria dove, a caso, pesco un ricordo trasformandolo in un sogno in bianco e nero. A che pro? Solo per il mio desiderio di ricordare i colori che ho visto in quell’istantanea non tramite una fotografia, ma utilizzando la mia memoria.

collage_fotorE allora è come ritornare sul posto che ha catturato la mia sensibilità. Solo che, invece della mia reflex, ho con me la tavolozza dei miei colori e un cavalletto – oppure una penna stilografica e un taccuino – nel tentativo di rendere al quadro, al racconto o alla poesia, quelle tonalità che ho osservato prima di aprire e chiudere gli occhi… come una macchina fotografica cerebrale.

Poco importa se l’imperfezione spadroneggia nel quadro o sul quaderno. Non si può pretendere di ricordare ogni minimo particolare, ogni sfumatura di verde, di blu o se la nuvola era carica di pioggia o bianca come il cotone. Tanto vale stampare la fotografia… a colori questa volta! E poi? La creatività, la fantasia, l’amore possono essere riposte nella scatola delle tempere o delle penne stilografiche a seccare fino a rendere non più servibili.

Le mie tele, pannelli telati amano il mare. Casa mia è un museo dei suoi colori, anche se, ogni tanto, c’è quella policromia magica della Val d’Orcia o malinconica di un lago alpino.

Se nella pittura e, spesso nella mia poesia, primeggia il mare, nei miei romanzi prevalgono scenari di collina, di montagna, boschi e natura incontaminata. Come dire… il giusto contrappeso alle sensazioni memorizzate nei miei giri “a giro”. Ad esempio nella trilogia “Gente di Fiesole e dintorni”, nei primi due romanzi, Il guardiano del grano e Una notte su Monte Ceceri è la mia terra natale a far da padrona. Nel terzo, Il diario di un ciclista fiesolano in Fuga, si parte da Fiesole e si gira mezza Europa seguendo i percorsi del Tour de France degli anni ’30. I due protagonisti scaleranno in bicicletta il Col de l’Iseran, il col de L’Izoard, il Mont Ventoux, il Tour Malet, il Piccolo San Bernardo, il Col du Galibier, alla ricerca della libertà. In un altro romanzo scritto qualche anno fa, Il segreto della Luna (una via di mezzo tra fantasy e fantascienza) ho descritto i luoghi della Sardegna immaginandoli come potevano essere agli albori della civiltà: La spiaggia di Cagliari, il monte de I Setti Fradis (Monte dei Sette Fratelli), la Gola di Su Gurropu, il monte Tiscali e la sorgente carsica di Su Gologone.

In parole povere nei miei quadri e nei miei scritti ci sono tutti i miei ricordi lontani e recenti. Un modo come un altro per conservarli e poterli un giorno rivedere.

Ma non sempre è vero questo assioma: Alcuni luoghi non li ho mai visti in vita mia come nel caso di Cala Goloritzé e di tanti altri. Un sogno di cui nutro la speranza di poter esaudire un giorno… Per un colpo di pennello o un tratto di stilografica in più!

Cala Goloritzé

Cala Goloritzé, olio su pannello telato 50x40, 10 agosto 2013, quadro di proprietà del signor Paolo Franchi di Firenze

Cala Goloritzé, olio su pannello telato 50×40, 10 agosto 2013, quadro di proprietà del signor Paolo Franchi di Firenze

Cala Goloritzé: fotografia utilizzata come modello per il mio dipinto.

Cala Goloritzé: fotografia utilizzata come modello per il mio dipinto.

Ci sono due quadri in particolare, di cui uno è di proprietà di un mio caro amico e l’altro di mio fratello, che rappresentano due particolari di Cala Goloritzé nella Sardegna orientale. Questo dipinto costituisce un’anomalia… non c’è alcun mio ricordo in me di questo luogo. Non ci sono mai stato nonostante abbia avuto la possibilità di recarmi nell’Ogliastra. Ho scelto due fotografie a caso, ho disegnato a matita e poi, distrutte le foto, ho steso i colori che la mia fantasia ha scelto. Ho costruito le rocce come meglio credevo. Nel quadro dell’arco sul mare ho dipinto due rocce particolari: una assomiglia a una chiocciola e nell’altra c’è, come se fosse stato scolpito, uno dei quattro mori…

Particolare di Cala Goloritzé con il monte Caroddi - Olio su pannello telato 23x30 - 2014 - Quadro di proprietà del signor Lorenzo Pestelli di Scandicci (FI)

Particolare di Cala Goloritzé con il monte Caroddi – Olio su pannello telato 23×30 – 2014 – Quadro di proprietà del signor Lorenzo Pestelli di Scandicci (FI)

Particolare di Cala Goloritzé con il monte Caroddi usato come modello per il mio dipinto

Particolare di Cala Goloritzé con il monte Caroddi usato come modello per il mio dipinto

Nell’altro quadro c’è la famosa guglia calcarea, il monte Caroddi, dove gli amanti del free climbing fanno la fila per arrivare alla sua sommità. Cala Goloritzé è una delle calette più belle della costa orientale della Sardegna. Si raggiunge o via terra oppure in barca partendo da Santa Maria Navarrese. La cala non è stata un soggetto da parte mia solo per la pittura. In un mio romanzo (Un bicchiere di Carignano del Sulcis, della prima trilogia di gialli de “Un Etrusco tra i Nuraghes”, di prossima pubblicazione) faccio avvenire un fattaccio. Naturalmente nel rispetto del luogo… Per il momento quest’angolo di paradiso marino della Sardegna rimane un sogno. E se sognando ho provato mille sensazioni chissà quante ancora né proverò visitando Cala Goloritzé. Conto di rimediare con la realtà al più presto…

Baunei: Cala Goloritzé

 

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CC BY-NC-ND 4.0 Breve viaggio nei luoghi dei miei quadri e dei miei romanzi – 1. Introduzione; 2. Cala Goloritzé by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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