Sui binari dei monti del Trentino – La ferrovia Trento-Malé-Mezzana

Di Carmen Ferrari

In una nuvolosa giornata di luglio prendiamo il treno delle Ferrovie Trentino Trasporti del percorso Mezzana-Malé-Trento. Saliamo a Marilleva, seconda stazione verso Tren

Treno in arrivo a Mezzana

Treno in arrivo a Mezzana

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L’ultimo tratto ferroviario di 1 Km, da Mezzana a Marilleva, lungo la val di Sole, è stato inaugurato in questi giorni di luglio 2016.

Si sale nel treno, composto ora da una carrozza, alle 9,30 del mattino: sono tutti turisti, come noi.

Il treno parte da quota 900 e, attraversando brevi tratti in leggera salita, declina lentamente alla quota 670 di Cles, dove scenderemo.

Oggi la val di Sole non risplende e il torrente Noce si presenta, dal treno, quando più in basso o al suo livello, con un colore argenteo, a tratti impetuoso nel suo tragitto verso l’Adige, tra i massi, o infilandosi nella stretta gola prima di oltrepassare il confine con la val di Non.

Rafting sul Noce sotto la stazione di Mezzana

Rafting sul Noce sotto la stazione di Mezzana

A Dimaro il torrente offre un buon percorso per il rafting e dei giovani ragazzi sono pronti a partire sul gommone; altri percorrono in bicicletta, numerosi, la strada che costeggia la ferrovia Dimaro-Monclassico.

Il treno incontra e fiancheggia segherie, mentre il nostro sguardo incrocia, sulla destra, l’orografia delle cime del Brenta.

Larici e abeti fanno corona con il loro colore verde intenso che oggi prevale, stagliandosi nell’umida giornata che, bagnandoli, ne accentua la tonalità.

Qualche turista sale con le biciclette nella carrozza, appendendole agli appositi ganci, in attesa di scendere nelle fermate dove s’incrociano i vari percorsi ciclabili del Parco Nazionale dello Stelvio.

Verso Malé la valle si fa più pianeggiante, lasciando posto alle coltivazioni di vigneti o meleti con i loro filari: i frutti sono a metà della loro maturazione ma già iniziano ad evidenziare i loro colori gialli e verdi.

Dopo Terzolas si profila la sagoma del Castello di Caldes: una casa-torre duecentesca, di aspetto gotico, donata alla nobile famiglia Thun.

La val di Sole ora si restringe verso Mostizzolo, confine con la val di Non, dove il treno s’incunea su un dosso, attraversando brevi gallerie per poi oltrepassare il fiume Noce spumeggiante, stretto nella gola in basso che si ammira attraversando il ponte che congiunge le due valli.

Il nostro treno non ferma nella piccola stazione di Cles Polo Scolastico dove, durante l’anno scolastico, numerosi studenti delle vallate intorno, scendono ogni mattina, ancora assonnati dai risvegli

Un ingresso particolare a Cles

Un ingresso particolare a Cles

mattutini, dopo aver utilizzato mezzi diversi di trasporto per raggiungere la linea ferroviaria. Altri studenti p.e. partendo da Pejo, ultimo paese dell’omonima valle, a quota 1580, raggiungono Cles in autobus partendo poco dopo le sei del mattino.

Qualche valligiano sale nel treno per raggiungere centri abitati più grandi o Trento, venendo da piccoli paesi delle valli, collegate da autobus di linea.

Gli abitanti della valle di Pejo sperano che la linea ferroviaria, gradatamente, raggiunga almeno Fucine, luogo d’incrocio tra la Val di Sole e di Pejo.

In queste valli i paesi conservano l’aspetto tipico dei borghi alpini che, per mano dei loro abitanti, rendono il paesaggio armonico tra le case e la natura, con un rispetto innato per l’ambiente: come l’uso del legno, qui abbondante per le costruzioni, attorniate e abbellite sempre da fiori che adornano balconi, davanzali, aiuole, prati intorno alle abitazioni, con quella sapienza estetica che i valligiani contengono nella loro cultura.

Una cultura che comprende anche l’utilizzo delle acque, con i numerosi fontanini che s’incontrano nei paesi, anch’essi adornati con vasi fioriti, ma anche per le sorgenti minerali e quelle che s’incontrano sui sentieri.

Palazzo nobile a Cles

Palazzo nobile a Cles

Anche i ricoveri per la legna tagliata, utile per il riscaldamento invernale, vengono ricavati da qualsiasi spazio disponibile, dai sottoscala o addossati alle pareti esterne delle case o in sottotetti, quando incuneati tra gli spazi delle finestre e, sovente, protetti in graziose casette di legno costruite appositamente, sempre in compagnia dei fiori.

Siamo arrivati a Cles, scendendo dopo un tragitto, dove gli intervalli di tempo, per ogni stazione attraversata dalla ferrovia, variano da due a cinque minuti.

Cles grazioso centro e capoluogo della val di Non, che ha origini preromane, acquistò importanza nel Medioevo e nelle epoche successive; adesso è un vivace centro di villeggiatura e il punto di riferimento delle vaste coltivazioni della vallata.

La linea ferroviaria che conduce da Trento a Malè e poi a Mezzana, risale al 1906, anno in cui fu costruita la prima tranvia che univa la città al capoluogo della val di Sole. Danneggiata più volte durante il secolo scorso, è stata rinnovata e prolungata negli ultimi anni. La ferrovia vanta un’invidiabile tecnologia per la sicurezza dei treni e può contare su un parco di carrozze di ultima generazione.

Le carrozze si presentano in parte colorate e decorate, non ultima, interessante è l’opera dipinta da Ugo Nespolo in occasione del centenario della ferrovia Trento-Malè.

 

dipinto di Ugo Nespolo per il centenario della linea

dipinto di Ugo Nespolo per il centenario della linea

 

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