La vita artificiale è più vicina?

Di Alberto Pestelli

DNA_chemical_structure_it.svgRiprendo una notizia riportata su il quotidiano di Firenze uscito stamattina, La Nazione. Nature, la famosa e prestigiosa rivista scientifica, ha pubblicato recentemente una ricerca condotta negli Stati Uniti alquanto interessante. È stato creato da un gruppo di ricerca dell’Istituto Scripps, un codice genetico con due nuove lettere X e Y. Il primo organismo vivente con questo DNA potenziato è il comunissimo batterio Escherichia Coli. All’interno del suo genoma gli scienziati hanno inserito queste due nuove basi (lettere) accanto a quelle quattro che ben conosciamo: l’adenina (A), la citosina (C), la guanina (G) e la timina (T). Fin qui tutto bene. Ma quali sono i vantaggi e le future applicazioni? Secondo Edoardo Boncinelli dell’Università Vita e Salute di Milano la risposta è semplice… si tratta di un nuovo tipo di vita che in realtà non si sa che cosa ce ne faremo. Anche se si tratta di una scoperta considerevole, è interessante e solo a livello concettuale. Chissà se nel prossimo futuro sarà applicabile e chissà a che cosa!

EscherichiaColi_NIAID

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CC BY-NC-ND 4.0 La vita artificiale è più vicina? by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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