TOSCANA: IL “Paradiso delle Rose” si trova a Cavriglia (AR)

Di Gianni Marucelli

Il Roseto Botanico “Carla Fineschi” è uno dei più importanti del mondo

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Viviamo in un Paese benedetto dalla natura e dall’arte, come nessun altro al mondo, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo al punto di non conoscere, o di non ricordare di avere, delle meraviglie proprio sotto il naso…

Come è capitato all’autore di questo articolo, che, da alcuni anni, vive nel Comune di Cavriglia, e, pur sapendo bene della sua esistenza, non aveva fino all’altro ieri mai visitato il più grande, e importante, roseto privato d’Europa, e non solo. Qui giungono appassionati da tutto il mondo, in Maggio e Giugno, ad ammirare la fioritura di migliaia (più di 6000) di varietà di Rose, molte delle quali rarissime, se non uniche, qui portate, organizzate e curate, per quarant’anni, da un uomo eccezionale che, per professione, era già notissimo nel suo campo: il prof. Gianfranco Fineschi, chirurgo ortopedico di chiara fama e medico personale di papa Giovanni Paolo II.

Rose ibridate moderne 4Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il Professore, che è morto poco dopo la mia venuta qui, ma dalle parole dei suoi familiari ho sempre inteso che fosse una persona amante della natura non meno che della medicina. È stata certo una impresa titanica, anche sotto il profilo dell’impegno economico, ma anche personale (e in questo gli è stata collaboratrice indispensabile la moglie Carla, cui il Roseto è dedicato) coltivare e conservare, con criteri scientifici propri della tassonomia botanica, tutte queste specie di Rose, in un’area vastissima, intorno al casolare abitato da secoli dalla famiglia Fineschi. Tante che, per soffermarsi di fronte a ogni pianta fiorita, con un po’ di calma, non è sufficiente mezza giornata; noi abbiamo a disposizione un paio d’ore, ce le facciamo bastare ma esauriamo le batterie della fotocamera…

Le tre grandi sezioni, in cui il Roseto è suddiviso, sono dedicate rispettivamente:

  • Alle rose selvatiche, da cui ogni altro tipo è derivato.
  • Alle rose ibride “storiche”, create prima della metà del XIX sec.
  • Alle rose ibridate moderne

La parte del leone la fanno ovviamente queste ultime, frutto dell’ingegno di floricoltori delle varie nazioni (inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, ma anche gli italiani sono ben rappresentati).

Le rose moderne presentano una gamma di colori davvero strabiliante e sono in genere di grandi dimensioni, anche se non mancano quelle “miniaturizzate”. Il loro solo difetto è quello di non avere un profumo intenso, quale quello delle Rose storiche, che sono magari molto spinose, quindi più difficili da maneggiare, e anche più piccole, ma hanno un fascino del tutto particolare.

Le rose selvatiche, quelle, per così dire, esistenti in natura, tra le quali la più nota in Italia è la Rosa Canina, sono molte. Qui ricordiamo la Rosa Levigata, che proviene dall’Oriente e arrivò in Europa all’inizio dell’800 e la Rosa Multiflora, rampicante, di color bianco, anch’essa venuta dall’Asia.

DSCF3129Mentre procediamo tra il tripudio dei colori, un grido roco, quasi il miagolio di un gatto gigante, richiama la nostra attenzione; in realtà, di mici paciosi e visibilmente soddisfatti di vivere tranquilli nel roseto ve ne sono diversi, come anche cani; ma il suono cheRose ibridate moderne 1 abbiamo sentito non è di origine felina. Proviene da un bel pavone che si sta facendo un giro sul tetto della villa: di suoi simili ne scopriremo alcuni durante il percorso, anche intenti a “fare la ruota”. Ci dicono che, quando i pavoni si alzano in volo per raggiungere posizioni elevate, è segno che sta per piovere: e, in effetti, un paio d’ore dopo si scatenerà un violento temporale.

Ma finiamo di visitare questo “museo vivente”, come lo definiva il prof. Fineschi. Un museo che, in effetti, ha non solo il compito di raccogliere, coltivare e mostrare al pubblico tante specie, ma anche quello, forse più importante, di conservarne il patrimonio genetico, che, se non fosse tutelato, potrebbe andare facilmente perduto.

Il Roseto è delimitato, verso sud, da una barriera che non ci aspetteremmo di trovare: alcuni vagoni-merci ferroviari che il Professore aveva acquistato con l’idea, forse, di farne locali per un archivio, ma che poi non si sono rivelati adatti allo scopo. Tra olivi e vigneti, le loro sagome riassumono però, metaforicamente, il lungo viaggio che moltissime delle specie che abbiamo ammirato hanno dovuto compiere per giungere fin qui da tutto il mondo, e anche, forse, l’altro itinerario nel tempo che la Rosa ha dovuto percorrere per evolversi, complice l’uomo, dalle forme e dai colori più semplici ai veri e propri “gioielli” prodotti dell’arte dei giardinieri.

DSCF3146Dopo la scomparsa del Professore, il Roseto è ora gestito dall’Associazione Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi, che, oltre che prendersi cura del Giardino, si prefigge il compito di “promuovere, favore e potenziare, con l’acquisizione di risorse finanziarie, lo studio e la ricerca scientifica nel campo della botanica, per la raccolta, il mantenimento e la conservazione di esemplari autentici del genere Rosa.” Così recita, infatti, lo Statuto del sodalizio.

Mentre usciamo da questo luogo, che definire incantevole è riduttivo, pensiamo che è anche facile da raggiungere. Il casello dell’Autostrada del Sole “Valdarno” si trova infatti a pochi chilometri più a valle, a Montevarchi, cittadina dalla quale si raggiunge Cavriglia in un quarto d’ora di auto.

Il Roseto è situato a circa 2 km. dal paese, sulla strada che scende verso S. Giovanni Valdarno, e possiede un parcheggio gratuito abbastanza vasto.

E’ visitabile, con modica spesa, tutti i giorni feriali e festivi dalla prima domenica di Maggio all’ultima domenica di Giugno, dalle ore 9 alle 19. Per gruppi numerosi, è necessario prenotare.

Indichiamo a chi ci legge anche gli indirizzi da contattare, per info e prenotazioni: cell. 3662063941 – mail: info@rosetofineschi.it

Galleria fotografica

Tutte le fotografie sono di proprietà di Gianni Marucelli (© Gianni Marucelli 2016). L’autore dell’articolo e delle immagini mette a disposizione le fotografie a patto che venga citata la PROVENIENZA, l’autore delle fotografie, che NON vengano utilizzate per scopi commerciali (solo l’autore può utilizzarle per scopi commerciali), che NON vengano modificate secondo la Licenza Creative Common sotto riportata. Se ciò non venisse rispettato costituirebbe un atto di plagio.

Roseto Carla Fineschi– galleria fotografica di Gianni Marucelli © 2016 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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