Lamento del mare – una poesia di Iole Troccoli

Lamento del Mare

E adesso
mi dolgono le ossa
sul fondo
i muscoli bianchi di spuma

adesso è notte
sul mortorio dei pesci
sulla tavola blu
che ogni alba mi sposa
con la ferocia del sole.

Adesso mi guardate
ma non vedete il marinaio azzurro
che sono
domani, più di prima, sposterete
le mie braccia lunghe
per scaraventare la vostra pelle
lucida tra i miei fianchi corposi
a sbattere con ali impacciate
tutta questa meraviglia
che non sapete di sporcare
con i tentacoli neri della vostra malagrazia.

Ma, ancora,
mi portano le sirene il loro canto acuto
ancora abissi mi trattengono
in una trottola di vortici fischianti.
Ancora vi benedirò
con mareggiate e fiordi
ancora sarò la vostra sponda
umile
quando piangerete sale
e cercherete il mio ventre imbizzarrito
senza scudi per il mio verde
che
r e s p i r a.

ioletroccoli, 18 aprile 2016

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CC BY-NC-ND 4.0 Lamento del mare – una poesia di Iole Troccoli by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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