PILLOLE DI METEOROLOGIA: IL MESE DI MARZO

Di Alessio Genovese

L’inverno meteorologico volge ormai al termine e dal primo marzo si entra ufficialmente nella primavera. Prima di esprimere delle considerazioni rispetto al prossimo mese, vorrei però innanzitutto mettere in evidenza come le ipotesi che avevamo avanzato a fine gennaio per il mese di febbraio si sono poi rivelate in larga parte errate. Questa è la riprova di come ancora siamo molto lontani da poter azzardare, indici alla mano, delle previsioni meteorologiche piuttosto accurate o, meglio ancora, forse bisogna porre maggiore fiducia nelle previsioni stagionali dei più importanti centri di ricerca mondiale che, in realtà, come del resto avevamo anche detto in questa stessa rubrica a fine autunno, avevano ampiamente previsto dei mesi invernali con un marcato “sopra media” termico e scarse precipitazioni. A essere ancora più precisi, sono ormai tre anni consecutivi che l’inverno italico risulta non pervenuto e questi centri di calcolo hanno sempre previsto ciò in maniera corretta. Forse è una motivazione psicologica, che ha spesso spinto alcuni esperti o semplici appassionati (mi ci metto anch’io!) a lasciare aperto lo spiraglio per degli episodi che dovrebbero essere tipici della stagione invernale (freddo e magari neve) e che poi non si sono verificati. Attenzione, però, a non cadere nel catastrofismo più assoluto; se è vero che il 2015 è stato un anno molto caldo, così come lo è stato il mese di gennaio ’16, ciò non vuol dire che il freddo non esista più. Guarda caso, proprio negli ultimi tre anni sugli Stati Uniti si sono abbattute alcune delle più grandi bufere di neve della storia moderna. Chi ci dice che nei prossimi tre anni la bilancia non possa pendere dall’altra parte del piatto?

New York sotto la neve

New York sotto la neve

Tornando ai giorni nostri, febbraio volge ormai al termine e con esso anche il vero inverno. Dopo un lungo periodo di mancanza d’acqua, intorno alla metà del mese sono arrivate le prime importanti piogge e possiamo anticipare che altre, ancora più importanti, ne arriveranno fra fine mese e l’inizio di un marzo che potrebbe riservarci delle sorprese, soprattutto nella prima decade. Quello che a oggi, elaborati alla mano, risulta evidente, è che a breve non avremo più la preoccupazione per una possibile siccità. Al contrario, dovremo fare attenzione a evitare accumuli eccessivi e questo in particolar modo nelle “solite” regioni del centro-nord Tirreno, alta Toscana e Liguria in primis. Almeno fino alla metà della prima settimana del mese, vi saranno ripetute occasioni per piogge abbondanti, a causa di un vortice di bassa pressione che si sta formando sul Mediterraneo centrale per un nucleo di aria artica nord atlantica.

Non è poi da escludere, sempre considerando le uscite dei modelli meteo degli ultimi giorni, che l’Italia rimanga meta di massa d’aria che potrebbero diventare via via sempre più fredde, con arrivo, entro il primo fine settimana del mese, di aria polare marittima che in seguito potrebbe diventare anche continentale. Ciò accadrebbe per la tendenza dell’Alta pressione delle Azzorre a defilarsi in pieno Atlantico e a erigersi a più riprese verso nord, lasciando scendere l’aria fredda verso sud. Non sarà che le stagioni si sono invertite? In realtà, l’inizio della primavera favorisce spesso gli scambi di calore per i meridiani e in questa fase il vortice polare, molto forte e compatto per tutto l’inverno, incomincia a perdere forza, prima di scomparire del tutto con l’inizio dell’estate. Vi è anche un’ipotesi molto suggestiva che prevede un’improvvisa e anticipata rottura dello stesso vortice polare, che determinerebbe in gergo tecnico uno split. Se ciò accadesse, allora il freddo si farebbe sentire con la F maiuscola. Noi però non vogliamo creare allarmismi e soprattutto speriamo che se ciò dovesse accadere non comporti dei danni alla vegetazione che sta sbocciando in anticipo, a seguito delle temperature tiepide delle ultime settimane. A tal proposito è emblematico e curioso come chi soffre di allergie stagionali, come lo scrivente, fino a pochi anni fa avvertiva i sintomi fra aprile e maggio, ora invece il tutto è anticipato, addirittura a fine gennaio. Io però non mi voglio arrendere all’irreversibilità del clima e in un prossimo articolo, se vorrete leggerlo, vi parlerò delle possibili tendenze per i prossimi anni.

Alessio Genovese

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