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MEDIOEVO A PISTOIA – Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico

DiGabriele Antonacci

Mag 2, 2022

articolo pubblicato su IUA n° 5, anno IX, Maggio 2022

Se volete immergervi nel Medioevo, incontrandovi direttamente con i personaggi e le opere di quel tempo, fino al 29 maggio è aperta la Mostra “Medioevo a Pistoia – Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico”, grande evento proposto nell’ambito delle celebrazioni dell’anno Jacobeo. Scoprirete la multimedialità dell’Arte Medioevale, che comunicava i propri messaggi con la pittura, la scultura, l’oreficeria, la miniatura, fornendo rappresentazioni assolutamente attuali. 

Pistoia, l’Antico Palazzo dei Vescovi, sede principale della Mostra “Medioevo a Pistoia”, accanto alla Cattedrale di San Zeno

La Toscana è un immenso libro aperto nel quale trovare infinite tracce che ci rendono consapevoli della profonda comunione spirituale che collega luoghi, storie, opere d’arte. Nello scorso numero abbiamo conosciuto, nelle immagini dell’Abbazia di Passignano, il momento in cui due pistoiesi, Villano e Tebaldo, inviati a S. Giacomo di Compostela, offrirono al Vescovo S. Atto le reliquie dell’apostolo a loro affidate da Diego, vescovo della città spagnola. Evento del luglio del 1144 che, dopo aver cambiato la storia di Pistoia, è ancora vivo e presente nella città ed è stato celebrato con innumerevoli iniziative, tra 2021 e 2022, nell’anno Santo Jacobeo proclamato dal Vescovo Fausto Tardelli il 9 gennaio 2021, evento che ha unito le due città di Pistoia e San Jacopo di Compostela. 

La presenza delle reliquie di San Jacopo fece diventare Pistoia un crocevia dei percorsi medioevali che recentemente sono stati riscoperti, rinnovati e percorsi da innumerevoli pellegrini o turisti che cercano nel viaggio una esperienza sensoriale e spirituale totalmente diversa dal turismo “motorizzato”. In primo luogo il percorso di Santiago, che in Toscana unisce le cattedrali di Firenze, Prato, Pistoia, Pescia e Lucca; tra queste città ripercorre il tratto dell’antica via Cassia, importante strada romana, che univa Roma con Luni per poi proseguire sulle strade verso la Gallia seguendo il percorso della Francigena.

Agostino di Giovanni, Vergine annunciata, marmo, 1337-1339, particolare; nello sfondo, dello stesso autore, Figura virile con cartiglio, marmo 1337-1339, particolare. Pistoia, Antico Palazzo dei Vescovi (proprietà Chiesa cattedrale)

Poi la Romea Strata Nonatolana Longobarda, che collegava le vie dei pellegrini provenienti dall’Europa nord-orientale. Di qui passavano coloro che andavano a Roma provenienti dai paesi baltici, dalla Polonia, dall’Austria. Il percorso seguiva l’antica traccia longobarda che dall’VIII secolo univa l’Abbazia di Nonantola a Pistoia, attraversava il passo della Croce Arcana e, dopo Pistoia, si ricongiungeva a Fucecchio con la Francigena. La via Romea Germanica Imperiale, che collegava Trento con Arezzo, era una delle più frequentate viabilità utilizzate dal Nord Europa divenendo poi l’asse su cui è stata sviluppata l’attuale viabilità Abetone- Brennero. È legata a vari imperatori: Augusto, da cui prese nome la via Claudia Augusta, da Augsburg al fiume Po; gli Ottoni, tra cui Federico Barbarossa, che percorrevano questo itinerario per recarsi a Roma; Federico II, che ordinò la costruzione del castello a Prato. Oltre a questi cammini di carattere continentale, esistono altri itinerari di cui Pistoia è un baricentro, più locali, ma comunque di grande interesse storico e paesaggistico. Nella fotografia a sinistra: Camaino di Crescentino (attribuito a), Angelo turiferario, particolare. Legno policromo, dipinto a tempera con dorature a missione, primo decennio del Trecento, Pistoia, Museo Civico.

Il cammino di San Bartolomeo unisce luoghi legati al culto del Santo: partendo da Fiumalbo prosegue passando da Abetone, Cutigliano, Popiglio, Piteglio, Prunetta, Le Piastre fino ad arrivare a Pistoia, davanti alla chiesa di San Bartolomeo in Pantano, gioiello medioevale. Alle tappe esistenti si sono aggiunte località di sosta in direzione della Lucchesia, Vico Pancellorum, San Cassiano di Controne e Pieve di Controni. La Via Francesca della Sambuca, da Nonantola a Fucecchio, era una variante della Francigena ed è citata in un documento del 1267 del rettore dell’Ospizio di Spedaletto, allora Pratum Episcopi. Pistoia, centro di innumerevoli percorsi, nel medioevo ha vissuto una stagione straordinaria che l’ha arricchita di veri tesori dell’arte e dell’architettura, quali la Piazza del Duomo, San Giovanni Fuorcivitas, Sant’Andrea, San Bartolomeo in Pantano, la piazza della Sala, opere alle quali hanno contribuito innumerevoli artisti di varie origini. Il centro cittadino è ancora oggi un luogo in cui si riesce a percepire il mondo medioevale, e non ci sono angoli non associati a un qualche monumento o edificio storico. In occasione dell’anno Jacobeo, la Mostra “Medioevo a Pistoia – Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico”, allestita nell’Antico Palazzo dei Vescovi e nel Palazzo Comunale mirabilmente uniti dal grande capolavoro dell’altare di San Jacopo nella Cattedrale di San Zeno, porta il visitatore a fare un vero e proprio viaggio nel tempo nei capolavori medioevali della pittura, della scultura, dell’oreficeria, delle miniature. La Mostra permette un diretto contatto con personaggi e storie legati alle opere presenti, in parte già patrimonio dei Musei cittadini, in parte provenienti da altre esposizioni quali le Gallerie degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo della Collegiata di Sant’Andrea di Empoli, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, varie chiese di Pistoia.

      La Mostra è una grande realizzazione corale. Il Progetto, ideato e realizzato da Pistoia Musei & Cultura s.c.r.l. – Pistoia Musei, è stato portato a termine con il sostegno della Fondazione Caripit, con una collaborazione tra Musei Civici di Pistoia, Comune di Pistoia e Diocesi di Pistoia partner dell’operazione. Lo Sponsor principale è stato Conad Nord Ovest.   Innumerevoli i restauri eseguiti da Pistoia Musei in occasione della mostra, da parte di vari importanti laboratori, per opere proprie o di altri musei: a esempio la Madonna col Bambino e santi del Maestro della Maestà civica di Pistoia, la Madonna in trono col Bambino e otto angeli di Pietro Lorenzetti. Non è possibile elencarli tutti. L’esposizione porta il visitatore a incontrare il ‘200 e il ‘300 a Pistoia.

Leonardo di ser Giovanni, traslazione del corpo di san Jacopo a Santiago de Compostela, Altare Argenteo di San Jacopo, particolare, 1367-1371, Cattedrale di San Zeno Pistoia.

Il ‘200 è il secolo d’oro della città, in cui le varie arti si esprimono con capolavori straordinari: i libri di coro dei francescani, con le miniature del Maestro di Sant’Alessio in Bigiano – di origini emiliane – che aveva in Pistoia un’importante bottega; l’orafo Pace di Valentino, di provenienza senese, che realizza bellissime filigrane nel calice di Sant’Atto. Sono presenti vari artisti influenzati in vario modo da Nicola Pisano: il pistoiese Andrea di Jacopo d’Ognabene, tra i principali autori dell’Altare Argenteo di San Jacopo; fra Guglielmo, autore del pulpito di San Giovanni Fuorcivitas; Giroldo da Como, che esegue un sepolcro destinato a un membro della famiglia Ammannati. Nella fotografia a destra: Romolo di Senuccio Salvi, Reliquiario della Croce (poi della Vergine), particolare. Argento sbalzato, cristallo di rocca, 1379-1383. Pistoia, Antico Palazzo dei Vescovi (proprietà Chiesa cattedrale)

  Il ‘300 ha come protagonista il Maestro della Maestà civica di Pistoia, di cui nella mostra si può confrontare il polittico della Pinacoteca di Empoli “Madonna col Bambino e santi” e il suo grande affresco nel Palazzo Comunale “Madonna e il Bambino in trono fra sei angeli e santi”. Gli antifonari presenti evidenziano il grande livello raggiunto al tempo dalle miniature a Pistoia. Tra il 1330 e i 1340 fiorisce la bottega di Agostino di Giovanni e del figlio Giovanni, che realizzano i monumenti a Cino da Pistoia e a Sant’Atto, il cui corpo era stato ritrovato in quegli anni.

Esistono anche altri percorsi concettuali all’interno della Mostra:

  •  il percorso Jacobeo e religioso, comprensivo di richiami ai pulpiti e agli architravi che troviamo nelle chiese pistoiesi;
  • il rapporto con Firenze e con i suoi artisti, di cui una delle massime testimonianze è il Polittico di San Giovanni Fuorcivitas dipinto da Taddeo Gaddi nel 1350;
  • l’antica cappella di San Jacopo della Cattedrale, oggi non più esistente, a cui era collegata “la sagrestia d’i belli arredi” come definita da Dante, per bocca del ladro Vanni Fucci, nel XXIV canto dell’Inferno, per la bellezza e preziosità delle sue suppellettili: 

“in giù son messo tanto perch’io fui ladro a la sagrestia d’i belli arredi”.

   Confronto le immagini ammirate nella mostra pistoiese con alcune fotografie che ho fatto in questi anni alle opere medioevali della mia regione. Trovo straordinarie assonanze, senz’altro note a critici e studiosi, che qui mi limito a segnalare e proporre: ciascuna di esse è senza dubbio un grande tema di cui non posso che proporre il titolo.

Maestro della Maestà civica di Pistoia, Madonna e il Bambino in trono fra sei angeli e santi, particolare. Affresco, 1344, Palazzo Comunale, Pistoia.

In primo luogo come non paragonare le due grandi opere corali, la cui realizzazione ha richiesto tempi paragonabili alla costruzione di una cattedrale, quali l’altare argenteo di San Jacopo, realizzato tra 1287 e il 1456, e il fiorentino altare argenteo di San Giovanni costruito dal 1367 al 1483, ora in una sala del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze?

  Nell’ammirare la delicatissima figura della Vergine Annunciata, scolpita nel 1337 da Agostino di Giovanni, come non affiancarla alla Santa Reparata creata nello stesso anno da Andrea Pisano, oggi in una sala del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, per le risonanze iconografiche e stilistiche?

  Come non vedere nelle scene della Natività e della Presentazione al Tempio, scolpite nel 1239 da Guido Bigarelli da Como per il pulpito di San Bartolomeo in Pantano, le figure della vita di San Martino che lo scultore rappresenta sulla facciata del Duomo di Lucca?

 Così il “Compianto sul Cristo morto”, che Lippo di Benivieni dipinge nel 1310, appare come un precursore del Cristo in pietà con i simboli della Passione dipinto dal Maestro della Madonna Strauss nel 1400, che può essere ammirato alla Galleria dell’Accademia.  E lo stesso “Compianto” di Lippo di Benivieni è in un percorso che, declinandosi nelle varie forme dell’arte, collega il bassorilievo della crocefissione, scolpito da Nicola Pisano e i suoi aiuti sul pulpito del duomo di Siena tra il 1265 e il 1268, il mosaico il cui disegno è dello stesso Lippo sulla cupola del Battistero di S. Giovanni a Firenze, realizzato intorno al 1300, e la formella in argento sull’altare di San Jacopo dedicata alla Crocefissione di Andrea di Jacopo d’Ognabene realizzata nel 1316. A queste immagini si deve aggiungere l’affresco, sempre della scuola di Lippo di Bonivieni, scoperto recentemente nella chiesa di San Salvatore a Pistoia, facente anch’essa parte dei Musei cittadini.

 La Mostra è quindi un esempio di percorso storico artistico estremamente riuscito: uscendone il visitatore avrà la sensazione di aver compreso meglio il proprio passato e la propria storia. 

  Al termine di queste brevi note, desidero ringraziare l’Unità Comunicazione e Ufficio stampa di Pistoia Musei – Pistoia Musei & Cultura per aver concesso l’autorizzazione alla pubblicazione delle fotografie da me eseguite. Nella foto a sinistra: Bottega di Antonio Vite, Madonna del Latte con santi, particolare. Affresco staccato, ultimo quarto del XIV secolo, Pistoia, Museo civico.

È vietato riutilizzare tutte le immagini riprodotte al di fuori della presente pubblicazione

Alcuni riferimenti

S.E.Mons. Fausto Tardelli, “La proposta di un cammino – Lettera pastorale per l’anno santo iacobeo” su https://www.diocesipistoia.it/

Museo Civico d’arte antica in Palazzo Comunale

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