IN TOSCANA SI PREPARA UN BAGNO DI SANGUE

In dirittura di arrivo la legge regionale contro cinghiali, caprioli, cervi, daini e affini

 Di Gianni Marucelli

fonte della foto: cacciabruzzo.blogspot.com

Capriolo – fonte della foto: cacciabruzzo.blogspot.com

 Non se ne parla ancora molto sugli organi d’informazione (è noto che le azioni peggiori si compiono in silenzio), ma in Consiglio regionale della Toscana si sta dibattendo la già famigerata (prima ancora della sua approvazione) Legge sulla “limitazione” della popolazione di ungulati – cinghiali, ma anche caprioli, daini, cervi e mufloni – che sarebbero in smisurato esubero nella regione, mettendo a rischio non solo le colture, ma anche l’incolumità delle persone e l’equilibrio degli ecosistemi. Questo eufemismo vuol significare che, per tre anni, sarà caccia aperta per 365 giorni all’anno (salvo i bisestili) e in ogni luogo – si spera non in Piazza della Signoria a Firenze o in Piazza del Campo a Siena – per abbattere almeno 300.000 (avete capito bene!) ungulati. La proposta di legge è stata avanzata dall’Assessore competente (?) Marco Remaschi, che – da buon ex manager di banca nonché ex sindaco, ex presidente di Comunità montana ed ex consigliere regionale – ha pensato non solo di eliminare alla radice il “problema” dell’eccessivo numero di ungulati (non esistono però numeri certi sulla loro consistenza), ma di far adeguatamente fruttare il massacro con l’apertura di appositi centri di macellazione specializzata della selvaggina. Il primo lo ha inaugurato lui stesso, a Settembre, in quel di San Miniato (PI).

Dunque, una “filiera” cruenta – anche se non sappiamo ancora se affidata alle lobbies dei cacciatori oppure se “controllata” da operatori pubblici quali gli agenti delle Polizie provinciali e gli ormai ex Forestali, ora Carabinieri.

Il buon Remaschi, quindi, con una sola fava prenderebbe diversi piccioni – per continuare con una metafora di ambito venatorio: accontentare gli agricoltori che, a ragione ma talvolta anche a torto, si lamentano dei danni alle coltivazioni dovuto alle irruzioni dei cinghiali, far felici naturalmente i cacciatori, cui si darebbe licenza di sparare per tutto l’anno (e quindi incamerare i futuri voti delle due categorie), portare soldi alla Regione con la vendita della carne dei selvatici – si sente parlare di “contribuire alla solidarietà” fornendo proteine a buon mercato alle mense di istituti di beneficienza ecc. Inoltre, diminuirebbero i morti per incidenti a veicoli, causati da cervi, caprioli, mufloni ecc. ignari del Codice stradale. Altro applauso. Infine, si contribuirebbe a salvaguardare l’ambiente forestale danneggiato dagli sciagurati animali.

caccia-cinghiali-cacciatori - fonte della foto: www.toscanamedianews.it

caccia-cinghiali-cacciatori – fonte della foto: www.toscanamedianews.it

Ora, con buona pace della competenza amministrativa dell’assessore regionale, non possiamo esimerci dal fare alcune osservazioni:

  1. Il controllo venatorio della fauna non risolve il problema, come attestato scientificamente (vedi l’articolo apparso l’8 Dicembre 2015, a firma del Segretario generale della Federazione Nazionale Pro Natura, Piero Belletti).
  2. L’apertura della caccia agli ungulati per tutto l’anno danneggerebbe gravemente l’ambiente che si dice di voler proteggere.
  3. I morti e i feriti tra gli sparatori supererebbero di molto (vedi le recenti statistiche relative agli incidenti venatori) quelli dovuti a “intralci” alla guida da parte degli ungulati.
  4. Nessun turista o escursionista sarebbe più libero di girare boschi e campagne senza disturbo.
  5. L’immagine della Toscana quale terra di civiltà e buon senso sarebbe definitivamente compromessa davanti agli occhi dell’opinione pubblica di molti Paesi, con pesanti ricadute sulle presenze turistiche.
  6. In quanto alle mense cui fornire le carni degli uccisi… beh, ogni commento è superfluo, i nostri lettori sono dotati di una buona dose di buon senso.
  7. Infine, last but not least, la coscienza di una buona parte degli stessi cittadini si ribellerebbe di fronte alla strage.

Tutto ciò, in particolare gli ultimi punti, appare tanto più evidente in presenza di un appello contro l’approvazione di una simile Legge-scempio, già presentato il 16 Gennaio e firmato da molti notissimi intellettuali e artisti, tra cui citiamo:

Andrea Battiato, Sandro Veronesi, Giorgio Panariello, Dacia Maraini, Folco Terzani, Marco Vichi, Stefano Bollani, Susanna Tamaro, David Riondino, oltre a biologi, esperti di diritto e, naturalmente ambientalisti e animalisti.

Qualche tempo fa, la LAV, Lega anti vivisezionista, ha chiesto a gran voce le dimissioni di Marco Remaschi da Assessore alla Caccia.

Un altro ex davanti al suo nome non guasterebbe di certo.

capriolo -  fonte della foto: cacciabruzzo1.blogspot.com

capriolo – fonte della foto: cacciabruzzo1.blogspot.com

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