INVERNO 2015/16, Il punto della situazione: Il freddo vero forse giungerà presto

di Alessio Genovese

 

L’inverno meteorologico è iniziato da oltre trenta giorni (01 dicembre) e ci si avvicina a grandi passi al giro di boa (15 gennaio). A dire il vero fino ad ora i fenomeni atmosferici ai quali abbiamo assistito non hanno fornito grandi spunti d’interesse per la stagione in corso e, si esclude il ruolo da padrone che ha svolto la nebbia in tutte le pianure del centro-nord del paese, il mese di dicembre di certo non ci ha consentito di ricordarci in quale stagione ci troviamo. Del resto, lo avevamo in parte anticipato che il primo mese invernale non avrebbe di certo entusiasmato i cosiddetti nevofili o freddofili. La reale situazione che si è avuta per tutto il primo mese invernale è andata anche ben oltre le nostre aspettative e questo perché, contrariamente a quanto si poteva ipotizzare a fine novembre, il condizionamento della stratosfera sulla a noi più vicina troposfera c’è stato ed eccome. Questo vuol dire che è stata abbondantemente superata una determinata soglia (NAM) che, in base a studi scientifici, una volta oltrepassata difficilmente consente delle incursioni fredde a latitudini relativamente basse, quali quelle del Mediterraneo, prima di 45-60 giorni. Ovvero il Vortice Polare tende a rimanere per lo più compatto nei suoi territori di origine, ma anche ad accumulare molto freddo al suo interno, proprio perché lo stesso non può essere dissipato all’esterno.

In maniera corretta, si è sentito spesso ricordare nei mezzi di informazione come il mese di dicembre sia stato tra i più caldi da quando si eseguono le misurazioni. Come accennato sopra, tale caldo in realtà non è stato quasi mai percepito dagli abitanti delle pianure del centro-nord, che hanno dovuto fare i conti con un freddo umido persistente. Se gli stessi però talvolta hanno avuto l’opportunità di salire di alcune centinaia di metri di quota, avranno potuto riscontrare temperature ben più miti, e questo per l’inversione termica provocata dalla stessa Alta Pressione che ha dominato la scena sul nostro bel paese. Se quindi l’informazione data dai mass-media di un mese di dicembre caldo è stata senz’altro corretta, d’altra parte, invece, non si può dire lo stesso rispetto a quanto comunicato negli ultimissimi giorni del 2015 quando da molti organi, Televideo RAI compreso, è stata diffusa la notizia che al Polo Nord si aveva una temperatura di ben 30° sopra la media. A parere di chi scrive, il dato di per sé è sicuramente corretto ma prima di venir trasmesso deve essere assolutamente contestualizzato, altrimenti si corre il rischio di creare allarmismo e fare disinformazione. Ho avuto modo di approfondire il comunicato stampa, leggendo alcuni articoli su internet, dove fra l’altro si metteva in evidenza come solo il giorno prima della misurazione in questione vi fossero -36° e se quindi il giorno dopo si era, a fronte di 1° misurato, circa 30° sopra la media del periodo, questo significa che fino al giorno prima eravamo sicuramente sotto la stessa media.

Quello che è mancato nel comunicato stampa è la spiegazione di ciò che è realmente successo da un giorno all’altro. Ciò che è accaduto, e che di seguito farò presente, è un fenomeno assolutamente normale e che dovrebbe/potrebbe avvenire in tutte quante le stagioni invernali e di cui abbiamo già parlato nei precedenti articoli della rubrica meteorologica. In sostanza, dopo diverse settimane in cui si è avuto un Vortice Polare molto compatto, per la prima volta si è registrata un’incursione dell’Alta Pressione di casa nostra fino alle latitudini polari. Se ciò non avvenisse, allora non avremmo mai episodi invernali al di sotto del 60° parallelo. Non si può sempre pensare di avere contemporaneamente freddo nell’Europa centro-meridionale ed anche in tutto il Polo Nord. L’incursione di aria calda in tale zona ha consentito (per fortuna!) di far scendere aria molto fredda, dapprima sui Balcani fino alla Turchia e poi nel Nord Europa.

L’Italia non è stata centrata appieno ma solo marginalmente; ad ogni modo questo ha consentito l’abbassamento delle temperature nei primissimi giorni del 2016 e la diminuzione delle polveri inquinanti nelle nostre città e pianure. Ringraziamo ancora questa incursione di aria calda al Polo e non vediamola come un’anomalia dovuta al global warming.

E ora cosa potrebbe succedere? I freddofili (scrivente compreso) sono rimasti molto delusi da come l’aria fredda ci abbia evitato per pochissimo. Se ci avesse colpito com’è avvenuto invece in tutto l’Est Europa, ma anche in Turchia, allora avremmo avuto un episodio invernale sicuramente notevole (forse meglio che sia andata così!). Di fatto, il cosiddetto condizionamento della soglia NAM sta per esaurire i suoi effetti (metà gennaio circa) e anche se al momento non s’intravedono condizionamenti all’opposto da parte della stratosfera, da alcuni giorni alcuni modelli fisico-matematici che ci consentono di fare le previsioni del tempo, ipotizzano, seppur a corrente alternata data la notevole distanza temporale, un nuovo tentativo di elevazione dell’Anticiclone verso il Nord proprio da metà mese in poi. Se ciò avvenisse, questa volta il bersaglio dell’aria fredda (quest’anno è veramente tanta quella che si è accumulata) potrebbe essere l’Italia. È ancora presto per fare delle analisi dettagliate, ma sembra che la seconda parte invernale, nonostante alcuni indici sfavorevoli, potrebbe essere sicuramente più dinamica della prima e questo, neve o non neve, deve far piacere, quanto meno per consentire l’accumulo delle riserve idriche per la prossima stagione calda. Qualora vi fossero aggiornamenti importanti sulle previsioni meteo non mancheremo di porli all’attenzione dei nostri lettori, ai quali auguro un felice 2016!

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