Recensione: Angiolo Pucci, I Giardini di Firenze, Vol. I e II, Firenze, Olschki ed., 2015

A cura di Gianni Marucelli

Angiolo Pucci, I Giardini di Firenze, Vol. I e II, Firenze, Olschki ed., 2015

Copertina de "I giardini di Firenze" Vol. 1 di Angiolo Pucci

Copertina de “I giardini di Firenze” Vol. 1 di Angiolo Pucci

Euro 38,00 (I vol.), Euro 48,00 (II vol.)

Si può ben dire che la pubblicazione di questa opera, di cui si danno i primi due volumi (altri quattro ne seguiranno) nasca da una ricerca biblioarcheologica. I due curatori, infatti (Marco Bencivenni e Massimo de Vico Fallani), hanno recuperato il manoscritto originale dopo molti anni di paziente indagine, che essi stessi raccontano nella Premessa. La tenacia dei due e, in parte, la casualità, hanno consentito di reperire l’ultima importantissima opera di Angiolo Pucci, esperto di giardini e di colture, vissuto a Firenze tra il XIX e il XX secolo. Il Pucci, figlio e nipote di veri e propri “mastri giardinieri” (il padre collaborò con il Poggi alla sistemazione del Viale dei Colli e di altre aree verdi connesse alla ristrutturazione post-risorgimentale della città), fu anch’egli soprintendente dei giardini comunali, prima di passare a insegnare presso la Regia Scuola di Pomologia e a presiedere la Società Toscana di Orticoltura. Scrittore prolifico e documentatissimo,

dedicò gli ultimi decenni della sua vita proprio alla Stesura di questa Storia dei Giardini di Firenze, che fu completata già agli inizi degli anni Trenta. Quindi, l’ottica con cui sono illustrati gli argomenti, e i temi stessi che egli affronta, possono forse risultare “datati” per il lettore odierno, nondimeno sono tanto più affascinanti in quanto ci mostrano una realtà che spesso non è più, e ci forniscono una mole immensa di informazioni, molte delle quali arricchite da un’iconografia di prim’ordine, costituita da foto, cartoline d’epoca, piante di parchi e giardini. Ricchissimi anche, e questo è un ulteriore merito dei curatori, l’apparato bibliografico e le note al testo.

Il primo volume, preliminare ai successivi, porta il significativo sottotitolo di “I giardini d’Occidente dall’Antichità a oggi” e costituisce un ampio trattato storico a se stante.

Col secondo si entra in medias res, e si prendono in esame, in particolare, quello che oggi è il Parco delle Cascine (un tempo “Tenuta delle Cascine dell’Isola”), il Viale dei Colli ivi compreso il Piazzale Michelangelo, il sistema dei Viali di circonvallazione del centro cittadino e i giardini entro e fuori il perimetro della città, quale era uscita dall’opera di rinnovamento urbanistico commissionata al Poggi al tempo del trasferimento a Firenze della Capitale.

I volumi ancora da pubblicare tratteranno invece i seguenti temi: vol. III Palazzi e Ville medicee, vol. IV Giardini e orti privati della città, vol. V Suburbio vecchio e nuovo di Firenze, vol. VI Comuni della cintura di Firenze.

Come ognun vede, un’opera monumentale e completa, cui bisogna dare il benvenuto con rispetto e gratitudine, quest’ultima indirizzata sia ai curatori che all’Editore.

Copertina de "I giardini di Firenze" Vol. 2 di Angiolo Pucci

Copertina de “I giardini di Firenze” Vol. 2 di Angiolo Pucci

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