L’agonia dei ghiacciai alpini

Di Gianni Marucelli

In un mio articolo recentemente apparso su questa Rivista, significativamente intitolato “Quell’immenso ghiacciaio che esiste solo nella mia memoria”, narravo ai lettori della escursione da me effettuata, nel mese di luglio 2015, al Rifugio Larcher al Cevedale, situato nell’alta Val di Pejo, da cui si ammira l’imponente mole del Ghiacciaio dei Forni, che culmina, appunto, nella vetta del Monte Cevedale (mt.3.700). Meglio sarebbe affermare che si ammirava trenta anni or sono, al tempo della mia “visita” precedente: in effetti, come è accaduto per gli altri ghiacciai alpini (chi più, chi meno), la vedretta ha perduto circa un terzo della sua superficie e, quel che è ancora più grave, si è “assottigliato”, e tutto ciò, in estate, è percepibile da chiunque a occhio nudo. Raccontavo anche di come, alpinisticamente parlando, le escursioni sul ghiacciaio si siano fatte più difficili, essendo, questo, divenuto piuttosto instabile, con la formazione di crepacci mai prima rilevati e di altre insidie…

Adesso, arriva anche la conferma ufficiale di quanto da me segnalato. Alla fine di Ottobre, è stato presentato il nuovo Catasto dei Ghiacciai, aggiornato dopo mezzo secolo a cura dell’Università di Milano. Questo importante studio conferma che la fase di de-glaciazione è in pieno sviluppo, a causa del riscaldamento globale. E ciò, naturalmente, non riguarda solo il Ghiacciaio dei Forni, che peraltro nell’agosto scorso si è “spaccato” in tre tronconi. Citiamo qui un brano tratto dal sito ANSA-Ambiente:

“Così molti ghiacciai negli ultimi anni si sono frammentati in più tronconi, tra questi: il Lys, uno dei più grandi della Valle d’Aosta, diviso in 3/4 unità minori, il ghiacciaio della Lex Blance (Valle d’Aosta), quello della Ventina in Lombardia, i ghiacciai del Careser e del Mandrone-Adamello in Trentino, la Vedretta Alta e il Vallelunga in Alto Adige. “Un fenomeno preoccupante – spiega Claudio Smiraglia, Università degli studi di Milano – visto l’importante ruolo dei ghiacciai e della loro intensa fusione nel produrre acqua, soprattutto in estate utile a mitigare i periodi di siccità e cruciale per la produzione di energia idroelettrica, fondamentali anche per il turismo in montagna”. “I dati sono impressionanti – ribadisce Ermete Realacci presidente commissione Ambiente alla Camera – Con le associazioni ambientaliste abbiamo da anni spinto per questo aggiornamento”. Grande la soddisfazione di Legambiente, Greenpeace e Wwf che quasi in coro sottolineano che “il catasto rappresenta un elemento utile per traghettare lo sguardo verso il futuro per combattere i cambiamenti climatici” per cui “chiedono un intervento deciso dalla politica”.

È forse il caso di ricordare, da parte mia, come l’ultimo ghiacciaio appenninico (che è anche quello più meridionale del continente europeo), quello del Calderone, situato proprio sotto il Corno Grande del Gran Sasso, sia praticamente estinto, anche se le invernate in cui cade abbondante la neve possono dare l’impressione che si stia riformando. Di fatto, esso ha perduto il 90% del suo volume e il 60% della superficie… (da una notizia di Ansa Ambiente).

Per chi vuol accertarsi con i propri occhi dell’aspetto attuale dei nostri ghiacciai, esistono ora delle speciali webcam, montate in loco, alle quali si può accedere liberamente tramite PC, che forniscono immagini in tempo reale, o quasi. Dei principali “giganti” delle Alpi e, anche, del loro “fratellino” sul Gran Sasso d’Italia.

Licenza Creative Commons
L’agonia dei ghiacciai alpini di Gianni Marucelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.facebook.com/LItalia-lUomo-lAmbiente-1381218075468472/.

Please follow and like us:
RSS
Follow by Email
Instagram
Share Button

CC BY-NC-ND 4.0 L’agonia dei ghiacciai alpini by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.