Venezia propone di mettere all’incanto Klimt e Chagall: e Sgarbi (!) approva…

Di Alberto Pestelli

1756-the-praying-jew-rabbi-of-vitebsk-1914

Chagall – Il rabbino di Vitebsk – 1914 Galleria internazionale dell’arte moderna, Ca’ Pesaro, Venezia

Vendere un oggetto di grandissimo valore – affettivo o economico non ha nessuna importanza – è sempre un atto di violenza per la propria anima e nel caso di una città come Venezia, per il “novantanove virgola nove per cento” delle occasioni, sinonimo di scarsa volontà di tenere alla cultura con C maiuscola. Con questo non voglio dire che i veneziani, fortunatamente abituati a fare e godersi cultura non sappiano apprezzare le “cose belle dell’arte”… mai passato questo pensiero nel mio cervello! Non sono uno, come tanti purtroppo, che fa di tutta l’erba un fascio… Se il primo cittadino la pensa così, anche tutti gli amministrati sono d’accordo. Non voglio nemmeno pensarci…

Il vendere delle opere d’arte lo posso comprendere solo in una persona che non ha più risorse per tirare avanti la propria famiglia. Ma in un comune potenzialmente ricchissimo come Venezia assolutamente NO!

Va bene, le casse comunali sono vuote o quasi e il “signor Sindaco, Luigi Brugnaro” non sa come fare a tirare avanti la città. Allora ha proposto di mettere all’asta due opere d’arte di due artisti ECCELSI come Klimt e Chagall. Non solo, ha avuto il supporto di Vittorio Sgarbi – grande delusione quest’ultimo – che vive e si circonda d’arte di qualsiasi provenienza.

Certo che con la vendita della Giuditta II di Klimt e il Rabbino di Vitebsk di Marc Chagall (quadri entrambi esposti nella Galleria Internazionale d’arte moderna in Ca’ Pesaro), si riempirebbero le casse veneziane… e poi? Quando questi soldi saranno di nuovo finiti, che si fa? Si vendono altri quadri svuotando pinacoteche pubbliche? Questo non è altro che un circolo vizioso creato dalla pochezza culturale di certa gente (per questo mi meraviglio di Sgarbi: la sua cultura artistica è davvero immensa!) attirata dal guadagno immediato. Invece di incrementare la cultura per far ammirare al turista certe bellezze create dall’animo umano guadagnandoci, si preferisce disfarsi di esse. Ma si sa… siamo in Italia e con la cultura, come disse anni fa Tremonti, non si mangia. D’altra parte la provenienza politica è più o meno la medesima…

Secondo Brugnaro le opere vendibili sono appunto quelle degli artisti che non sono legati né per soggetto né per autore, alla storia della città”.

Permettetemi di essere leggermente volgare e di dire in fiorentino: “Questa l’è ‘na grande bischerata…” Come si può fare a meno di due grandi espressioni dell’estro di due uomini che tutti i musei invidiano alla Ca’ Pesaro. Magari il Louvre, il National Gallery e tante altre famosissime gallerie d’arte del mondo si staranno sfregando le mani aspettando che vengano messi all’asta questi due ricchi bocconcini che faranno entrare soldi a palate nelle loro casse… sì, perché costoro sapranno sfruttare la Giuditta II e il Rabbino di Vitebsk e altri ancora… e soprattutto non se ne priveranno mai perché daranno lustro al loro museo. E una quantità incredibile di denaro. Un motivo ci sarà se il Louvre – tanto per fare un esempio – riesce a smuovere milioni di turisti da tutto il mondo esponendo capolavori da tutto il mondo… e la gente è disposta a percorrere centinaia e migliaia di chilometri per godersi, anche se per un attimo, quel sorriso della Lisa leonardiana e a far godere le tasche degli esercenti parigini e, ovviamente delle casse comunali!

E questo il sindaco di Venezia non riesce a comprenderlo? Così non sembra… sono solo quadri stranieri e non sono legati alla bellissima città… Non degni di considerazione! E tanto meno interessanti per il turista dell’arte che è disposto a percorrere mezzo mondo per un attimo di bellezza e di turismo tra i canali? A quanto pare non ci arriva…

Quindi solo Canaletto, Tiziano e i grandi maestri di casa nostra… casa nostra Italia? O casa nostra Veneto? Volendo far polemica spicciola e sarcastica, mi sembra di assistere a una discriminazione artistica… fuori gli stranieri, musei veneziani ai veneziani!

Al di là di quest’ultima mia frase che ha solo il sapore della presa per i fondelli, non me ne vogliano i semplici cittadini di Venezia che, mi auguro, non saranno molto d’accordo a veder partire, anche se di pittori stranieri, delle opere d’arte uniche che fanno risplendere ancor di più una delle più belle città del mondo!

Gustav_Klimt_038

Klimt – Giuditta II – Galleria internazionale dell’arte moderna, Ca’ Pesaro, Venezia

Licenza Creative Commons
Venezia mette all’incanto Klimt e Chagall: e Sgarbi (!) approva… di Alberto Pestelli © 2015 è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.italiauomoambiente.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://www.facebook.com/LItalia-lUomo-lAmbiente-1381218075468472/.

Please follow and like us:
RSS
Follow by Email
Instagram
Share Button

CC BY-NC-ND 4.0 Venezia propone di mettere all’incanto Klimt e Chagall: e Sgarbi (!) approva… by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.