Grazzano Visconti…

Il Borgo di Luchino Visconti

a cura di Maria Iorillo

Pur girando in largo e in lungo per lo Stivale, non finisco mai di sorprendermi. C’è sempre un posto nuovo da scoprire, dove immergersi, commuoversi e imparare… e che mi conferma che il nostro bel Paese non ha nulla da invidiare a nessun altro luogo del mondo. Non a caso, l’Italia è il Paese, insieme alla Cina, che nel 2019 detiene il record di maggior numero di Patrimoni Unesco. Mare, monti, laghi, panorami, città d’arte, borghi, monumenti… e tanta, tantissima storia.

Ѐ il giorno di Santo Stefano e ci dirigiamo verso Grazzano Visconti, un borgo medioevale in provincia di Piacenza, del quale avevo visto alcune immagini nel web e che avevano catturato la mia curiosità.

Parcheggiata la macchina fuori dal borgo, varchiamo l’ingresso di Grazzano ed… eccoci catapultati in un mondo apparentemente antico. Costruzioni affrescate, piazzette, vivaci botteghe artigianali, statue e fontane… avvolte dalla nebbia che, ahimè, ha caratterizzato tutto il periodo delle mie vacanze natalizie a Parma.

Un’atmosfera quasi surreale, suggestiva. Mi lascio guidare dall’istinto del viaggiatore, dalle sensazioni di donna. Attraverso le viuzze, entro nelle botteghe di ferro battuto e di ceramica, ammiro gli affreschi sulle mura delle case.

Seguo le indicazioni per il castello… ma un grande cancello ne impedisce l’accesso. Peccato che proprio oggi sia chiuso. Ho letto che è incantevole nelle sue forme e nella flora e fauna del suo parco. Mi accontento degli scorci… e proseguo entrando in una corte antica, dove è allestito il museo degli attrezzi agricoli. Alcuni li riconosco, di altri ne immagino l’uso, mentre di altri ancora non riesco a intuirne la funzione. Tanti vecchi utensili e macchine arrugginite che avranno lavorato per molti anni prima di mettersi da parte per far spazio ai “più aitanti cugini moderni”.

In quella nebbia, spesso mi sembra di scorgere l’ombra di Aloisa, il fantasma che si racconta si aggiri per il borgo e il castello “a portare Amore e profumo alle belle donne che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”. Aloisa era una donna morta di gelosia in seguito al tradimento del marito, un capitano di milizia. Le tante statue, che la rappresentano e sparse in ogni angolo, mi suggestionano non poco e mi portano sovente al suo dolore… ma il freddo, per fortuna, mi incita ogni volta ad andare avanti.

In un pozzo, posto in un angolo della piazzetta principale, lancio una monetina. Così fan tutti… ed emulo il gesto nella speranza di… chissà cosa!

“Al tocco”, come direbbero i miei amici fiorentini, entriamo in uno dei tanti locali del borgo, quello che, leggendo le recensioni, ci ha più ispirato. E, in effetti, in un ambiente caldo nei colori e nell’arredamento, gustiamo piatti tipicamente piacentini: salumi e gnocco fritto, tortelli, pancetta arrosto con patate e una deliziosa sbriciolata. Sì, abbiamo esagerato, lo so… ma la colpa è del freddo, del desiderio di scaldarsi!                  

Tra la visita al museo delle cere e a quello delle torture anche il pomeriggio scorre piacevolmente.

Prima di uscire da Grazzano, mi volto indietro per racchiudere in un ultimo sguardo le sue forme e i suoi colori a 360 gradi e… per immaginare Luchino Visconti bambino aggirarsi per quelle stradine del borgo fatto costruire dal padre, il duca Visconti, agli inizi del ‘900, intorno all’antico castello del XV secolo. Lo vedo giocare con le sorelle mentre organizza “i teatrini”, sistemando luci, realizzando scenografie, insomma anticipando quello che poi sarebbe diventato il suo lavoro, il registra cinematografico.

E prima che il freddo di quella giornata d’inverno ci congeli completamente, lasciamo Grazzano Visconti portando con noi una gradevole sensazione di sazietà negli occhi e nel cuore… e non solo.

P.S. I colori del borgo sono offuscati dalla nebbia, vi consiglio di cercare nel web immagini di Grazzano Visconti nei giorni di sole… ne rimarrete folgorati!

Maria Iorillo

 

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CC BY-NC-ND 4.0 Grazzano Visconti… by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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