PILLOLE DI METEOROLOGIA: GENNAIO E FEBBRAIO CON FREDDO E NEVE

A cura di Alessio Genovese

Gentili lettori, nell’ultimo articolo di questa rubrica, con il quale provavamo a descrivere come sarebbe stato l’inverno 2018/2019, avevamo parlato di un mese di dicembre caratterizzato da un periodo piuttosto freddo attorno alla metà del mese, seguito da rimonte di aria più calda ed umida e dei mesi di gennaio e febbraio che potevano essere caratterizzati da temperature sotto la media. Arrivati alla fine della prima decade del mese di gennaio, in base alla lettura degli indici che si utilizzano in meteorologia ed in base allo stato di salute del vortice polare, possiamo confermare le ipotesi iniziali. Gennaio ha esordito con temperature piuttosto basse e con due irruzioni di aria artico-continentale che hanno portato la neve fino alle coste meridionali, soprattutto dell’Adriatico ma anche del Tirreno. In più occasioni in queste pagine abbiamo scritto di come, negli ultimi anni, nevichi maggiormente al meridione che non sulle Alpi. Certamente è curioso notare, giusto per fare degli esempi, come per 2/3 anni di fila abbia nevicato a Napoli e Salerno mentre dai palazzi alti di Milano, città con le Alpi sullo sfondo, spesso non si è vista la neve nemmeno con il binocolo. Anche se chi scrive è solo un appassionato di meteorologia e non un esperto, mi sento di rassicurare chi legge sul fatto che tale tendenza sia solamente temporanea e dovuta ad aspetti ciclici della circolazione atmosferica del pianeta (non è interesse del lettore leggere di indici come la PDO la NAO etc).

Nevicata sulla spiaggia di Manfredonia - Fonte della fotografia: FoggiaToday (www.foggiatoday.it), fotografia di Matteo Nuzziello.

Si è detto quindi che gennaio è iniziato con temperature piuttosto basse e, fatta eccezione per una fase solo leggermente più mite fra il 13 ed il 18 del mese, ciò che si può ipotizzare è il mantenimento di questo trend. Proprio tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 è avvenuto l’ennesimo importante riscaldamento ai piani alti della stratosfera il quale, seppure con tempi più lunghi e con modalità diverse rispetto a quanto avvenuto nel mese di febbraio ’18, avrà nuovamente l’effetto di sconquassare il vortice polare e di far espandere il freddo verso le latitudini più meridionali. Per non allontanare i lettori da questa rubrica evito di provare a spiegare il meccanismo per il quale un surriscaldamento nella stratosfera (parte più alta dell’atmosfera terrestre), se avviene in corrispondenza di determinate zone dell’emisfero nord, può portare ad un espandersi del freddo fino al Mediterraneo.

Andando sul concreto, ciò che oggi, dati alla mano, è possibile ipotizzare è la seguente previsione:

– 13/18 gennaio periodo solo leggermente più mite soprattutto al sud;

– 19/23 gennaio arrivo sul Mediterraneo di correnti nordatlantiche via via più fredde, che potrebbero portare le prime vere piogge al nord e la neve in collina, localmente anche più in basso;

– dal 24 circa fino alla fine del mese di gennaio, probabile affondo di correnti artico-continentali piuttosto fredde, con possibili nevicate questa volta non tanto al sud, ma con il centro-nord che torna in pole position;

– ad inizio febbraio possibile arrivo di aria gelida di tipo continentale (ovvero proveniente dalla Russia o dalla Siberia) con ripercussioni per buona parte del mese.

Ad oggi è difficile poter dire dove e quando pioverà o nevicherà, ma ciò che appare certo è che i mesi di gennaio e febbraio per lunghi tratti saranno freddi e con occasioni di neve in pianura nelle zone del centro-nord. Come già scritto nel precedente articolo, qualcosa sembra cambiare nella circolazione atmosferica del nostro emisfero. È lecito quindi attendersi per i prossimi anni degli inverni dinamici, sicuramente diversi dalle ultime 4/5 stagioni.

Alessio Genovese

Fonte della fotografia: FoggiaToday (www.foggiatoday.it), fotografia di Matteo Nuzziello.

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