Recensione del romanzo di Gianni Marucelli “L’Isola del Muflone azzurro”

recensione a cura di Alberto Pestelli

Finalmente. Anche se ancora ufficialmente non in commercio, il romanzo del caro amico Gianni Marucelli, L’Isola del Muflone azzurro (Betti Editrice Siena) è stato pubblicato. È già visibile sui siti delle librerie on line quali Feltrinelli, Amazon e Libreria Universitaria.

Vi confesso che, come se fosse stato un mio libro, non vedevo l’ora che il lavoro di Gianni uscisse, anche se sarà disponibile a partire dal 1 febbraio. È possibile, tuttavia, prenotarlo presso i siti delle librerie sopra riportate.

Questo bellissimo romanzo l’ho praticamente visto nascere dalla prima pagina – ad esser sinceri sin dalla copertina – all’ultima. Del resto ho curato personalmente l’impaginazione del testo e il dipinto riportato in copertina è mia opera creata appositamente per il libro di Gianni.

Il lavoro è stato lunghissimo ma divertente. Praticamente l’ho ritrascritto parola per parola fino alla sua conclusione permettendomi di leggere in anteprima assoluta la vicenda narrata con grande maestria dallo scrittore fiorentino.

L’ambientazione della storia non è stata scelta a caso da Gianni: Capraia, isola dell’arcipelago toscano, è molto amata dallo scrittore. Salta subito agli occhi la descrizione di ogni singolo luogo anche nei minimi particolari. Si può dire che la conosca bene quanto le sue tasche.

Gianni narra due vicende apparentemente non legate: una collocata nel periodo del declino e della perdita dell’indipendenza dei Rasenna, ovvero del popolo Etrusco causato dallo strapotere della Repubblica Romana. L’altra si svolge nei giorni nostri dove la protagonista principale è una bambina, la piccola Cate che, nonostante sia perfettamente sana e normale, non sappia ancora parlare correttamente: pronuncia una manciata di parole che, naturalmente, sta a voi lettori scoprire quali siano. Se la bimba non ha ancora un rapporto normale con il mondo dei grandi, ne ha uno fantastico con il giovane muflone Blè.

La Sibilla del Mare e il lucumone di Volterra (Velathri in etrusco) caratterizzano invece la vicenda del passato. Il principe sacerdote etrusco ha una missione. Viene incaricato dalla Confederazione delle città etrusche (la Dodecapoli) di nascondere i preziosi testi sacri della religione Rasenna incisi sull’unico materiale non corruttibile dal tempo: l’oro. L’isola della Sibilla del Mare (Capraia) è considerato il luogo più adatto per la sua missione. L’anziana Sibilla aiuterà il Lucumone mantenendo il segreto del nascondiglio. Segreto che non svelerà mai.

Cate e il muflone Blè sono i punti cardini di tutta la vicenda catalizzata comunque dalla presenza di un altro personaggio che molto assomiglia (e lo scrittore non a caso lo menziona) ad Indiana Jones: un etruscologo che non appartiene alla casta ufficiale degli archeologi ortodossi che si mette sule tracce dei testi sacri perduti servendosi di una antica strana e particolare mappa rinvenuta nei fondali della costa livornese. Lo studioso naturalmente non è solo nella ricerca. Alcuni abitanti dell’isola, compreso il maresciallo dei carabinieri, danno una mano all’uomo nella ricerca in un momento particolare: sul mar Tirreno si vive l’incubo di uno spaventoso maremoto provocato dall’eruzione di due vulcani sottomarini: Marsili e Vavilov.

Il resto della storia lo scoprirete voi, naturalmente. Sono sicuro che il romanzo vi appassionerà sin dalle primissime pagine tanto che vi sembrerà di assistere in prima persona alle due vicende narrate in questo libro che io pongo tra l’avventura, il fantasy, il quasi giallo e, perché no? Una spy story. Un libro che non deve mancare nella vostra libreria.

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