Giornata mondiale del rifugiato

Pubblichiamo un bellissimo contributo poetico del caro amico Carmelo Colelli in occasione della Giornata mondiale del rifugiato

Il piccolo immigrato

 

Era di notte e la barca partì,

notte senza luna e senza stelle,

cielo nero,

mare nero, più del cielo,

calmo prima, poi la tempesta.

Onde alte, sempre più alte,

mare sempre più nero,

barca carica di disperati

sbattuta di qua e di là.

Lotta impari nel buio della notte.

Sommessi lamenti,

occhi spalancati,

dolore e paura,

terrore e speranza.

Il mare vinse la lotta, rovesciò la barca.

Uomini, donne e bambini,

dispersi come fiori sull’acqua.

Urla squarciarono il silenzio.

Mia madre piangeva.

Il mare si calmò,

la luce del nuovo giorno

rischiarò la notte.

Molti i fiori risucchiati dal mare.

Mia madre piangeva,

Sentivo il suo dolore.

Un angelo vestito di verde,

con un bimbo tra le mani

le si avvicinò

i suoi occhi si spalancarono

mi guardò per la prima volta,

mi tenne stretto al petto.

Sentii il suo dolore

Sentii la sua gioia.

Aveva lasciato la sua terra,

la sua gente,

scappava dalla guerra,

ricercava pace e libertà.

Piansi, piansi forte,

volevo gridare:

Fermate la guerra.

 

Carmelo Colelli

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CC BY-NC-ND 4.0 Giornata mondiale del rifugiato by www.italiauomoambiente.it is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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