PILLOLE DI METEOROLOGIA: UNA PRIMAVERA MOLTO DINAMICA

di Alessio Genovese

Il 01 marzo è iniziata la primavera meteorologica, ma ancora per qualche giorno le regioni del nord-Italia, soprattutto quelle ricomprese nella val Padana, hanno risentito nei bassi strati del gelo che si era riversato dalla Siberia entrando per lo più dalla porta della “Bora”. L’evento è stato sicuramente ragguardevole, per il semplice fatto che ha coinvolto quasi tutto lo stivale e la neve, dopo gennaio ’17, è caduta nuovamente fin sulle coste della Campania. E’ stato solo un piccolo dettaglio meteorologico che ha fatto sì (forse per fortuna!) che il gelo non prolungasse la sua permanenza almeno per altri 4-5 giorni, andando invece a trovare sfogo in pieno Atlantico, richiamato da una grande perturbazione calda che poi, di fatto, è la stessa che ha portato le cosiddette nevicate da “addolcimento” nelle regioni centro settentrionali. Lo stesso giorno che scrivo questo articolo (06 marzo) una collega di lavoro, conoscendo la mia passione per la meteorologia, mi ha chiesto se sia vero che è in arrivo “Burian 2”. In effetti tale notizia da un paio di giorni sta circolando su più mezzi di comunicazione, forse spaventando diverse persone, agricoltori in primis. In realtà si tratta di una falsa informazione, volta a fare sensazionalismo e questo non lo dice solo chi firma questo modesto articolo, ma anche veri esperti della meteo. Ad oggi, nessun modello di previsione meteorologica prevede per i prossimi 15 giorni un altro arrivo del Burian, il vento gelido proveniente dalla Siberia. Oltre i 15 giorni si possono proporre solo delle tendenze, come spesso ci azzardiamo a fare anche noi di “Italia Uomo Ambiente”, ma le tendenze non possono avere un’eco così importante e lapidaria come la notizia che sta circolando in questi giorni. Il Burian, solitamente, ha tempi di ritorno superiori ai sei anni, figuriamoci con quale probabilità può comparire per due volte in un anno, per giunta in piena primavera.

Quello che invece è più probabile è che le conseguenze dello sconquasso atmosferico che abbiamo avuto a partire dalla metà del mese di febbraio in poi, a partire dalla stratosfera, si facciano ancora sentire per buona parte della primavera, fino agli inizi di maggio, per poi forse riproporsi addirittura all’inizio della prossima stagione invernale. Ciò che è accaduto, infatti, ha comportato una modifica degli equilibri termodinamici dell’emisfero nord del pianeta, andando a scardinare un tipo di pattern atmosferico che l’aveva fatta da padrone negli ultimi 3-4 anni. In parole povere, dobbiamo attenderci un clima primaverile molto variabile e, come avevamo già ipotizzato ad inizio inverno, tutta la stagione in corso dovrebbe far registrare complessivamente delle temperature nella media, come compensazione di periodi più miti, come quello che ci aspetta da quì al 20 circa del mese di marzo, ad altri potenzialmente più freddi, come quello che potremmo avere nell’ultima parte del mese. Questo non significa che arriverà “Burian 2”, ma altro freddo, meno crudo e proveniente più dalle regioni artiche che siberiane! Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la neve è più facile che cada ad inizio primavera che non in pieno inverno, e quindi fra la fine di marzo e tutto aprile delle occasioni per altre nevicate al piano, al centro-nord, ci potrebbero anche stare, ma con conseguenze diverse rispetto all’evento appena vissuto.

fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it/fotogallery/2012/11/lucca/fiume-serchio-piena-2112652714627.shtml

Fonte fotografica: http://corrierefiorentino.corriere.it

Intanto il periodo mite che ci accompagnerà fino all’inizio dell’ultima decade di marzo non sarà monotono, in quanto dovrebbero essere numerose le occasioni per ulteriori precipitazioni atmosferiche, dovute a perturbazioni atlantiche. Questo contribuirà a risolvere del tutto il deficit idrico che ci portiamo dietro dalla scorsa estate. A onor del vero in alcune zone, per lo più del versante Adriatico, le piogge iniziano ad essere fin troppo abbondanti ed i fiumi, complice anche lo scioglimento della neve, minacciano la tracimazione. Con l’allungarsi delle giornate torna la voglia di vedere il sole e di poter progettare passeggiate all’aria aperta. La sensazione è che dovremo adattarci a questa situazione dinamica, con l’auspicio che l’estate poi possa essere stabile, ma non afosa come quella del 2017!

Alessio Genovese

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