PILLOLE DI METEOROLOGIA: IN ARRIVO IL GELO DELLE STEPPE SIBERIANE

-IN ARRIVO IL GELO DELLE STEPPE SIBERIANE-

A cura di Alessio Genovese

 

 

Ad inizio inverno avevamo ipotizzato che questa stagione potesse risultare in qualche modo interlocutoria fra gli ultimi 4 inverni molto miti e delle future stagioni con clima probabilmente più consono al periodo invernale. In effetti dicembre, pur senza particolari picchi di freddo, è risultato in linea con le medie del periodo, se non leggermente al di sotto, e con molte occasioni nevose fino a quote di medio-bassa collina; gennaio invece è risultato abbastanza dinamico ma con temperature elevate. Febbraio fino ad ora è stato abbastanza freddo soprattutto al centro-nord ma, in base alle elaborazioni dei modello fisico-matematici, dovrebbe stupire proprio negli ultimi giorni del mese, quando è attesa una vera e propria irruzione gelida con il movimento retrogrado di un ramo del vortice polare direttamente dalla Siberia.

Ciò che dovrebbe avvenire a partire da domenica 25 è la conseguenza di un evento stratosferico estremo (ESE) che è avvenuto intorno ai giorni 11-12 del mese. In sostanza, in stratosfera si è registrato un imponente surriscaldamento in coincidenza della zona polare, che ha determinato uno split, ovvero una divisione in due lobi del vortice polare con una zona molto calda al centro. Per intenderci, in stratosfera (parte più alta dell’atmosfera terrestre) siamo passati in pochi giorni in corrispondenza del Polo da temperature di circa -80.°C a temperature intorno agli 0°C. Uno dei due lobi del vortice polare, come conseguenza di tali surriscaldamento, ha compiuto un movimento a ritroso dalla zona corrispondente alla Siberia fino a transitare oltre il Mediterraneo. A distanza di circa due settimane tali manovre si estenderanno anche ai piani bassi della troposfera (parte bassa dell’atmosfera) condizionando il tempo di tutto l’emisfero nord. Tale manovra è ben visibile dalla mappa sottostante. presa in prestito dal modello ECMWF finanziato dall’Unione Europea.

Come scritto in alto nella mappa, questa è la situazione che si dovrebbe presentare alle 13 di lunedì 26 febbraio. Una sinottica simile, che è il sogno di molti appassionati di meteorologia, è molto rara e forse è la situazione migliore (o peggiore a seconda dei gusti!) per far giungere il freddo nell’Europa occidentale. Si nota chiaramente come una lingua di aria calda, passando per la Scandinavia, arrivi fino alle regioni polari di nord-est, e sul suo bordo orientale una colata gelida compia il percorso inverso fino quasi a raggiungere l’Oceano Atlantico. Una configurazione in parte simile si è verificata ai primi di febbraio 2012. Nel 1985 invece il freddo seguì più una linea meridiana e meno orientale. Ora, nonostante siamo quasi avanti di un mese rispetto al ’12, le temperature in ballo sono addirittura quasi inferiori, anche se è vero che solitamente, man mano che ci sia avvicina all’evento, i modelli previsionali tendono poi ad individuare correttamente delle temperature un po’ più elevate di quelle mostrate ora.

Nel grafico sopra postato, riferito allo stesso orario del medesimo giorno delle prima mappa, si nota chiaramente il percorso della colata gelida, che sembra prendere come bersaglio principale tutti gli stati dell’est Europa ed in misura solo leggermente minore anche le nostre regioni settentrionali. Il colore rosso/viola indica le temperature più gelide. I numeri che si leggono sono le temperature previste alla quota di circa 1450 mt s.l.m. Per fortuna il gelo maggiore rimane sopra le nostre Alpi o adagiato sui Balcani. In queste regioni vi saranno sicuramente dei grandi disagi che però non spetta a noi quantificare.

Per quanto riguarda l’Italia, a meno che all’ultimo il gelo non decida di prendere una traiettoria più settentrionale andando oltre le Alpi (un minimo di rischio c’è!), il grosso del gelo inizierà a confluire dalla porta della Bora a partire dal pomeriggio/sera di domenica 25 con le prime nevicate nelle regioni del nord e in quelle del medio-alto Adriatico. L’apice del freddo, che dovrebbe estendersi a tutto il centro Italia e forse anche a parte del sud, si dovrebbe raggiungere nella giornata di martedì 27, quando le temperature massime difficilmente supereranno gli 0°C. Va considerato che l’aria che giunge dalla Siberia è aria che lungo il suo percorso non ha la possibilità di riscaldarsi molto, in quanto non attraversa alcun mare se non il piccolo Adriatico, ed inoltre, rispetto ad altri tipi di aria, tende a trasferirsi facilmente alle quote più basse, perdendo poco del suo gradiente. Se vogliamo, un’altra caratteristica di questo tipo di aria è quella di avere poca umidità e quindi le precipitazioni spesso sono inferiori rispetto all’aria polare-marittima o artica.

Ad oggi i modelli fisico-matematici ancora non sembrano in grado di inquadrare con precisione le precipitazioni che ci potranno essere e che ad oggi, almeno nella giornata di domenica e lunedì, dovrebbero riguardare per lo più il centro-nord lato Adriatico e forse anche parte delle regioni centrali. In realtà la possibilità di avere poi delle importanti precipitazioni nevose su gran parte del paese, come ad esempio avvenuto nel 1985, è legata molto alla circostanza che l’aria gelida si scontri con una perturbazione atlantica, che darebbe poi origine a dei minimi di bassa pressione più profondi ed importanti. Ad oggi vi sono anche delle incertezze sull’effettiva durata del gelo, che ha discrete possibilità di rimanere sul Mediterraneo almeno fino al 01 marzo, ma non è affatto da escludere che possa protrarsi fin verso la fine della prima decade del mese. In tal caso i disagi aumenterebbero notevolmente. Quello che per ora è più certo (circa 65% di possibilità) è l’arrivo di aria gelida in tutto il centro-nord ed anche delle nevicate nelle stesse zone almeno fino a tutto lunedì 26. Ad ogni modo, quando entra in gioco in Europa una massa d’aria gelida così imponente non è da escludere che si creino occasioni per prolungate nevicate in molte zone del paese. Del resto, in questi giorni si stanno già sprecando paragoni con il ’56, il ’85, il ’91 ed il 2012. Come sempre le conclusioni si trarranno alla fine. Nel frattempo meglio organizzarsi con un po’ di legna per chi ha il camino e di rimanere il più possibile nei luoghi chiusi con la spesa già fatta!!

Alessio Genovese

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