Sicilia – Gli asinelli di Sant’Elia: storia di un’azienda e di una scelta coraggiosa

Di Gianni Marucelli

La collina, coperta di limoni, aranci e ulivi secolari, digrada rapidamente verso il mare. Sulla linea dell’orizzonte si stagliano le sagome delle Isole Eolie: Filicudi, Alicudi, Lipari e quella, inconfondibile, di Salina. Ci troviamo nel Comune di Sant’Agata di Militello (ME), paese che si affaccia sul Tirreno, ubicato com’è sulla costa settentrionale della Sicilia.

Alle nostre spalle, inizia il Parco regionale dei Nebrodi, la più vasta area protetta di questa grande isola, sulle cui vette roteano le aquile e son tornati a volare gli avvoltoi Grifoni.

Veduta panoramica della tenuta di Sant’Elia

Stavolta, però, non vi parleremo di foreste né di animali rari, bensì di asini. Asini di razza ragusana, per la precisione, che sono tra i più alti e robusti della specie, almeno qui in Italia. Come potrete notare dalle foto a corredo di questo articolo, hanno il mantello baio, parte del ventre bianco, testa armonica, orecchie grandi e dritte e una caratteristica focatura intorno agli occhi, tratti che parlano di una dolcezza infinita e di un tempo antico che qui sembra essersi fermato.

Siamo all’interno dell’Azienda “Le asinelle di Sant’Elia”. Sant’Elia è il nome di questo luogo, ma anche del Profeta Elia, che concluse la sua vita terrena, rapito in cielo su una carrozza trainata da cavalli in una scia di fuoco. In questa immagine il proprietario, Corrado, vede la proiezione della sua attività con gli asini.

L’azienda è specializzata nella produzione di latte d’asina, un alimento le cui virtù sono conosciute ormai da millenni. Qui, su un territorio posto su diversi terrazzamenti per la coltivazione di alberi da frutto e non, cosparso in maniera spontanea, ma armonica, di lentischi, felci, rovi, finocchietto selvatico, agape e fichi d’india, vivono poco meno di venti asini, tra femmine, stalloni, castroni e puledri, curati e gestiti dal proprietario, il dr. Corrado Rescifina, e dalla moglie Santa. Corrado è laureato in Farmacia e gestisce con la madre la farmacia di proprietà, mentre Santa è laureata in Economia e Commercio ed esercita in proprio la professione di commercialista: eppure entrambi sembrano aver trovato in questa azienda, da loro stessi fondata, un approdo tanto inaspettato – fino a pochi anni fa – quanto appagante.

L’idea portante a cui sono presto giunti è stata quella di assicurare il benessere psico-fisico di questi animali, sia perché in tal modo si assicura che il prodotto-latte raggiunga una qualità eccellente sia e ancor di più – e ce ne siamo subito accorti – perché amano profondamente gli asinelli e le loro innate qualità: la semplicità, la pazienza, la curiosità, la calma, la tenacia e la disponibilità a interagire con i loro simili e con l’uomo.

E’ Corrado a raccontarci come è nato questo progetto, e come, adesso, alla luce dell’esperienza maturata in questi anni di intensa vita, giorno e notte, con gli asini, stia modificandosi radicalmente.

Le ampie tettoie per gli asini con le relative mangiatoie

Tutto deriva da una storia familiare in cui è presente un nonno veterinario, del quale porta il nome, molto amato e ammirato nella memoria, anche se, purtroppo, se n’è andato quando lui aveva appena due anni, lasciando i primi indelebili ricordi della sua vita. Rimase l’aspirazione a seguirne le orme, tuttavia sopita perché la proprietà familiare di una farmacia spinse, indirettamente, Corrado a frequentare la Facoltà di farmacia.

Ma, in fondo al cuore, il desiderio di occuparsi di animali rimase, e si palesò nel 2011, quando, durante un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, i due coniugi ebbero modo di osservare più da vicino degli asinelli, e ne furono – soprattutto Corrado – irresistibilmente attratti.

Coniugare l’eventuale possesso di asini con il lavoro di farmacista non era così semplice, ma il possesso di terreni adatti anche se poco estesi e, soprattutto, il fatto che il latte d’asina, considerata la sensibilità a questo alimento in funzione della sua professione, avrebbe costituito un alimento prezioso per i bambini, lo convinse a investire impegno e denaro per realizzare quello che ormai era un sogno da trasformare in realtà.

Predisposto il terreno e le infrastrutture adeguate, a Giugno del 2013 arrivarono le prime cinque asinelle di cui due gravide, e a scaglioni ci furono nuovi arrivi nel 2014, stallone compreso, poiché, ovviamente, per produrre il latte è necessario che le femmine siano ingravidate. Il periodo di gestazione per gli asini è lungo, e dura in media 372 giorni. L’anno successivo nacquero i primi due maschi, di cui oggi uno è stallone e l’altro è un castrone capo branco, e nel 2015 i parti ne dettero altri tre (che costituiscono l’attuale squadra dei quattro castroni di Sant’Elia) oltre alle femmine. Intanto, era entrata in funzione la moderna struttura per la mungitura delle asinelle, ma…

non tutti i maschi sono adatti a diventare stalloni, e comunque l’azienda già ne aveva: qual è il destino degli altri puledri di questo sesso? Nei progetti di Corrado rientravano le vendite di giovani asini, femmine e maschi: ma gli unici interessati all’acquisto di questi ultimi erano… i macellai!

E, difatti, negli altri allevamenti a scopo produttivo accade proprio questo.

Si addestra un asinello al traino di una slitta per bambini

L’amore per queste creature, docili e intelligenti, non permette però a Corrado e a Santa di seguire gli schemi dei comuni allevatori: non solo matura il deciso “no” alla macellazione dei puledri, ma anche il desiderio di farli vivere sempre liberi e in branco, misti per sesso ed età, in quanto avevano potuto constatare che erano più felici e crescevano più equilibrati e interattivi; vengono infatti lasciati liberi all’interno dell’azienda, separando solo gli stalloni, a periodi, per ovvi motivi, e le mamme con i puledri nel primo mese di vita. Le telefonate dei commercianti di carne, che chiedono di salire a Sant’Elia per visionare puledri e asini “considerati non produttivi”, ricevono un diniego sempre più reciso. Corrado decide di valorizzare i suoi asinelli maschi, oltre che come stalloni – per chi ne possiede i requisiti – come castroni da lavoro, e per quest’ultimo scopo cerca contatti che lo indirizzino a persone che condividano questa scelta (pochissimi) e siano competenti nell’addestramento (meno ancora).

Il colloquio si interrompe un attimo, e mi accorgo che siamo giunti proprio al motivo della mia presenza qui in Sicilia. Infatti, vi ho accompagnato l’amico Roberto Boni, del cui “Ranch Margherita” ho avuto modo di parlare spesso su queste pagine.

Roberto è il decano degli asinai italiani e un maestro nell’arte di addestrare al lavoro gli asinelli: Corrado lo ha conosciuto su Facebook (visto che serve a qualcosa?) e ha frequentato già con Santa un corso di sei giorni presso il Ranch Margherita, tenuto appositamente per le loro esigenze. Corrado ha ritenuto necessaria la presenza del vecchio e ancor valido Maestro proprio qui, sul campo, perché non voleva commettere alcun errore in alcune fasi specifiche di addestramento.

Corrado riprende il racconto e punta dritto al nocciolo della questione. È bene, a questo punto, dare a lui la parola direttamente, riportandone parola per parola questa dichiarazione:

I locali della Latteria, immersi nel verde degli olivi, degli aranci e dei limoni

Ho rinunciato al mercato del latte d’asina che personalmente reputo superfluo (quello dei benestanti, curiosi di novità, quello delle degustazioni e quello dei derivati e pseudo derivati). Produco il latte solamente per i bambini ed alcuni adulti che ne hanno veramente necessità. In tre anni ho avuto ad oggi 30 parti e non ho mai mandato un asino al macello; sono stati venduti sia grandi (tra cui con orgoglio uno stallone nato in azienda, oltre a quello nato e tenuto perché di sangue diverso) che puledri (da 12 mesi circa) a privati od aziende che li curano e non li tengono in stabulazione. Ad oggi ho ridotto gli ingravidamenti perché ho rinunciato a quel mercato, per non essere schiacciato dalla necessità di vendere e quindi dover accettare compromessi. So benissimo cosa significa trovarsi un certo numero di asini e cercare di accudirli con le stesse attenzioni che riserveresti ad un numero limitato. È massacrante fisicamente ed economicamente. È ovvio che ci sono già passato. Ho superato questa prova restando coerente alle mie idee. Non voglio più mettermi in questa situazione. Continuo solo per i bambini e con mia moglie ci sottoponiamo ad un maggior lavoro: eseguire tutte le procedure dello stacco dei puledri e della mungitura per avere un paio di litri di latte (5,45 ore di stacco, fieno di qualità e solo 250 grammi di mangime equilibrato e non o.g.m.- per dare alle asine un premio nel donarci i puledri per questo tempo che sono separati da una semplicissima rete e stanno sereni a mangiare fieno, dormire, giocare ed un premio anche per loro; mai un raglio di richiamo di loro o delle madri).

Uno dei castroni in addestramento con Corrado e il maestro Roberto Boni

(….ed ancora……riporto le sue parole……..) Il mio amore per gli asini ed i bambini mi ha spinto a voler diventare produttore di latte d’asina, ma io e mia moglie abbiamo capito già da tempo che non si possono amare i propri asini e produrre latte perché il meccanismo che si instaura non ti permette di vivere e condividere con loro serenamente. Non abbiamo ancora bloccato la produzione perché i bambini che ne traggono notevole beneficio aumentano giornalmente. Adesso che abbiamo fatto chiarezza nel nostro cuore siamo pronti a questo passaggio che ci porterà dal latte d’asina alla vita con gli asini. I bambini li raggiungeremo maggiormente e in maggior numero, avendo molto più tempo a disposizione, tramite le diverse attività che svolgeremo con gli asini. La nostra non sarà un’attività solamente ricreativa ma anche educativa: cercheremo di trasmettere i valori della vita, della solidarietà, del rispetto dei propri simili, degli animali e della salvaguardia del Creato, con le scelte che siamo chiamati a fare sin dalla tenera età. Avremo più tempo per poter accogliere giovani e meno giovani per poter fare escursioni con gli asini o semplicemente condividere alcune ore con loro in compagnia degli asinelli di Sant’Elia. In breve espongo i motivi che ci hanno indotto a questa scelta. Per produrre latte d’asina è indispensabile possedere una grande estensione di terreno, sia per avere sempre del pascolo per i propri asini, ciò comporta una notevole diminuzione dei costi, e sia per poter usufruire dei contributi che sono dati agli allevatori in proporzione al numero dei capi di animali che possiedono rapportati con l’estensione del terreno; nessun contributo è previsto al di fuori di questi requisiti, per chi voglia fare come me una seria attività imprenditoriale in questo settore. L’indispensabile continua nascita di puledri per avere latte a disposizione da parte delle madri determina la macellazione dei puledri, soprattutto dei maschi, ma spesso anche delle femmine a motivo di un’altalenante richiesta di asini; senza questo mercato lieviterebbero inevitabilmente i costi di gestione fino a quando gli asini non vengano

Corrado Rescifina con uno dei suoi asinelli

venduti per altro utilizzo, ma anche questa possibilità è idealistica se non utopistica, in quanto la mentalità del secolo è utilitaristica anche in questo ambito: l’asino che non si riproduce ogni anno è un costo di gestione non fruttuoso, quindi si finisce per avere una iperproduzione di asini anche al di fuori della produzione di latte, mentre negli allevamenti da latte anche questo va in iperproduzione per un circolo vizioso, e da ciò nasce la necessità di inventare nuovi e assurdi mercati per il latte d’asina che resta, per le sue peculiarità, un prodotto di nicchia. Personalmente non faccio ingravidare le asine se non passano sei mesi dal precedente parto, perché ho constatato che esse vivono meglio la maternità sia dal punto di vista psicologico che fisico e che i puledri crescono meglio dal punto di vista fisico e soprattutto psicologico, relazionale e sociale; cosa fondamentale per me in quanto miro ad allevare asini educati, che possiedano un alto equilibrio relazionale per poter essere venduti per il trekking o le diverse attività. Per quel po’ che so di etologia, gli asini non si prestano a vivere in branchi molto numerosi. Inoltre, la produzione del latte spinge gli allevatori a far avvenire i parti in tutti i mesi, io personalmente ho cercato di farli avvenire da metà marzo a metà maggio e a settembre o i primi ottobre, per garantire la disponibilità del latte. In futuro, invece, farò avvenire i parti solo in primavera, come accadrebbe in natura.   Per me e mia moglie è stato sempre un cruccio non poter godere appieno i nostri asinelli a motivo delle molte nascite e del molto lavoro organizzativo derivante da queste e dalla produzione di latte.”

Dal 2016 Corrado e Santa hanno avuto modo di fare esperienze molto gratificanti con i bambini delle scuole e con le famiglie, utilizzando alcuni asinelli – i castroni, che sono i più adatti – a scopo ricreativo ed educativo.

Hanno maturato quindi la decisione, che appare evidente dalle parole di Corrado, di bloccare la produzione di latte alla fine dello svezzamento delle asine a oggi gravide, e orientare l’azienda esclusivamente in un centro per l’educazione e l’addestramento degli asini, dove si svolgeranno attività con le scuole e con i gruppi in genere, finalizzate all’interazione con gli animali e al rispetto del Creato.

Una grande amicizia

La faccia, a tratti tesa, del mio interlocutore si apre in un sorriso: “Ma mi terrò anche uno o due stalloni, per avere sempre la possibilità di godere della gioia di veder crescere qualche asinello”.

Difficile trovare oggi persone come queste, che rinunciano al progetto che hanno con fatica e spese realizzato per seguire il loro cuore!

Asino ragusano: Si possono notare on questo esemplare tutte le caratteristiche degli asini ragusani: struttura massiccia, testa armoniosa, le tipiche “focature” intorno agli occhi, mantello baio, ventre chiaro.

La puledrina Pioggia, nata il 2 novembre scorso

In questi giorni di permanenza presso “Le asinelle di Sant’Elia”, lavorando fianco a fianco con Roberto e Corrado e, nella mia quasi totale inesperienza, cercando di rendermi utile nell’addestramento dei castroni, ho avuto modo di affezionarmi anch’io a queste bellissime creature, rilassate e confidenti proprio perché benissimo trattate. Non dirò altro per non dilungarmi, ma… mi sono innamorato della puledrina Pioggia, nata il 2 novembre scorso. Ne troverete le foto in calce a questo articolo, e credo che alla fine cesserete di apostrofare qualcuno che non vi sta a genio con l’epiteto di “asino”. Gli state facendo un complimento.

 

 

 

 

Anche al nostro direttore è affidato un asinello, con la sella da monta

Galleria fotografica – © Gianni Marucelli 2017

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2 risposte a Sicilia – Gli asinelli di Sant’Elia: storia di un’azienda e di una scelta coraggiosa

  1. Gianni dice:

    Uno splendido articolo…

  2. Corrado rescifina dice:

    È la scelta mia e di mia moglie; Non ci proponiamo come un modello da imitare o che voglia andare controcorrente; Desideriamo solo essere noi stessi. Se non fosse così ci dedicheremmo ad altro.

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