LUPO: LA CONFERENZA STATO-REGIONI SI RIUNISCE PER DECIDERE

Domani, 6 dicembre, dovrebbe riunirsi la conferenza Stato-Regioni per decidere se accogliere o meno le proposte di quegli Enti locali (tra cui regioni in cui il Lupo è appena tornato, quali il Trentino e la Val d’Aosta), che vedono nel Lupo più un pericolo che una risorsa ecologica, e sarebbero ben lieti di consentire abbattimenti “selettivi”.

Intorno al tema si è sviluppata negli ultimi mesi un’accesa discussione, in cui il parere fortemente negativo di tutto il movimento ambientalista, di fronte alla proposta di consentire le uccisioni di individui di questa specie, protetta dagli anni ’70 del secolo scorso, si è scontrata con le proteste degli allevatori che chiedono più protezione per le greggi.

Il Ministero dell’Ambiente ha elaborato una sua ipotesi di compromesso, che finanzierebbe uno studio approfondito, della durata di due anni, sul numero dei lupi e sui danni effettivi apportati da questo predatore, per poi – dal 2020 – “aprire” agli abbattimenti.

La risposta delle associazioni, animaliste ma anche ambientaliste, non si è fatta attendere, con un duro comunicato di cui riportiamo un brano significativo:

«I cittadini, in milioni, hanno già espresso la propria netta contrarietà alle uccisioni, ma queste sono duramente condannate anche dal mondo scientifico – che le ha definite dannose e controproducenti come nell’ultimo recente caso dello studio dell’EURAC – e anche dalle regioni stesse, che si sono in passato espresse contro. Non si comprende perché il Ministro Galletti – il quale continua a non voler coinvolgere né rispondere alle scriventi associazioni – voglia investire milioni di euro per contare i lupi mentre invece dovrebbe finanziare le misure di prevenzione – vigilanza, guardiania con l’ausilio di cani, recinzioni fisse e mobili – che se fossero obbligatoriamente applicate tutelerebbero anche gli animali da allevamento risolvendo qualsiasi conflitto. Invece, sembrerebbe cedere – forse per non perdere qualche consenso ?- a chi pretende di allevare gli animali liberi senza alcuna forma di protezione e anche a quegli allevatori che si sono trasformati in bracconieri. Non è Galletti, non è lo Stato e il suo Ministro per l’Ambiente che dovrebbe tutelare la biodiversità e proteggere gli animali selvatici, tra l’altro considerati dalla legge beni indisponibili dello Stato?».

Da parte nostra, abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere che il Lupo è un imprescindibile protagonista del ripristino degli equilibri ecologici nel nostro ambiente, senza il cui contributo il numero – già molto alto – di ungulati, quali caprioli e cinghiali, diverrebbe non più sostenibile per le colture agricole. Inoltre, il Lupo è già sotto pressione per il gran numero di uccisioni illegali che vengono perpetrate. ogni anno, senza contare gli individui vittime di incidenti vari, per lo più stradali.

Pertanto, ogni “apertura” a possibili abbattimenti di selezione sarebbe recepita come un invito a sparare indiscriminatamente a ogni Lupo, mettendo di nuovo a rischio, nel giro di pochi anni, la sopravvivenza della specie, già di per sé compromessa dalle ibridazioni con cani rinselvatichiti.

Pertanto, manteniamo decisamente il nostro “no” a ogni ipotesi di ritorno alle uccisioni di questo predatore.

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