In viaggio con l’asino: dalla Sicilia al Piemonte

Di Carmen Ferrari

Incontriamo Nicola, un giovane piemontese, poco più che ventenne, da sette mesi in viaggio con l’asino Fefè; ospite ora, per alcuni giorni, al Ranch Margherita di Meleto Valdarno. Nicola è pronto per ripartire verso la successiva tappa, dopo aver appreso, al ranch che ospita mule, asini e altri animali, alcuni elementi utili sulla vita degli asini, il loro comportamento, come essere loro compagni, come costruire e utilizzare un basto.

Nicola, iscritto al DAMS di Torino, avverte l’esigenza di scoprire, a piedi, un’Italia minore da sud a nord, accompagnato da un asino che è diventato il fulcro del viaggio stesso, e l’asino, come dice Nicola, ha ‘tenuto’: ogni giorno hanno appreso insieme a conoscersi e a coltivare una convivenza.

Nicola percorre, con altri amici, l’entroterra della Sicilia, come le Madonie, per continuare poi il viaggio solo con Fefè.

Attraversa sentieri che cerca di mappare, per favorire quella vecchia abitudine del camminare con quella lentezza che permette l’incontro con la natura, i luoghi, le persone. Quella lentezza che l’asino gli concede nella sua indole istintiva che la specie gli ha concesso, e l’asino sa cosa fare anche se asseconda le esigenze dell’uomo con cui con-vive nel quotidiano, come in questo viaggio di Nicola.

Questo cammino apre la conoscenza, a volte inaspettata, da cui apprendere di culture antiche e spesso non valorizzate, come quando Nicola scopre siti archeologici Sanniti, nel Molisano, dove ricercatori e volontari, con il loro impegno gratuito, fanno emergere questo passato e la sua cultura. Ne è esempio Pietrabbondante con il suo complesso monumentale del Teatro-Tempio con elementi italici, ellenistico campani e latini (II secolo a.C.).

C’è volontà, passione, ricerca, desiderio, in questi uomini e donne che Nicola incontra, come quelli di riscoprire i tratturi, quelle vie della transumanza oggi quasi non più percorse, spazi a volte soffocati da cemento o attraversati da grandi arterie di comunicazione. Civiltà che il cammino di Nicola e Fefè fanno incontrare e stupiscono. Così per i luoghi della spiritualità quali il tratto da La Verna ad Assisi.

Ci sono poi molti personaggi, in questo cammino: abitanti immersi in luoghi distanti dai centri urbani; uomini e donne che accolgono i due viaggiatori con interesse, curiosità, ascolto, senza timore per l’estraneo, offrendo, nei loro diversi dialetti, dei saluti, delle conversazioni, dei racconti delle loro tradizioni che esaltano un’ospitalità autentica, affermando altresì un attaccamento ai propri territori e un’appartenenza speciale che, a fatica, oggi, si cerca di costruire nei centri più urbanizzati.

Una ricerca parallela, che Nicola scopre in questo viaggio, riguarda la vita dei giovani, che coltivano forte quel desiderio di allontanarsi dal proprio luogo per conoscere l’altrove; altri luoghi, persone, esperienze diverse che danno una libertà all’idea di costrizione, di sentirsi stretti in quei confini: e così c’è il distacco, la partenza, offerti da proposte di studio o lavoro, per poi tornare dopo aver soddisfatto nuove conoscenze ed esperienze. Il ritorno è un ritorno per lo più verso la ‘terra’ con i suoi lavori, o a idee innovative che valorizzino le caratteristiche del territorio.

Quest’Italia minore, questi sentieri, questi dialetti diversi anche fra paesi confinanti, le tradizioni culturali, la storia, la cucina e la vita quotidiana; tanti sono i volti e le voci incontrate che stanno costruendo il cammino di Nicola e Fefè.

Tutto questo permette a Nicola di coltivare un sogno-desiderio: quello di creare un documentario con gli scatti e la videocamera da cui Nicola attinge questo discorso, ora interiore, che si potrà trasformare in un documento videonarrato perché si generino ulteriori conoscenze, desideri, dentro a quel camminare a piedi che apre al pensiero, alla fiducia, al rispetto verso la natura, gli uomini, nella nostra società frettolosa.

Nicola riparte nel pomeriggio, farà sosta stanotte sui monti del Chianti, per poi dirigersi verso Altopascio, e seguire la via Francigena fino a Genova, per poi imboccare la ‘via del sale’ verso il Piemonte, sua meta finale.

 Auguri a Nicola e Fefè per questa determinazione e per il cammino che li aspetta.

                                                                         Carmen Ferrari, 7 novembre 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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