TRENTINO: Il PRESIDENTE CHIEDE MANO LIBERA PER ABBATTERE LUPI E ORSI

Alpe di Siusi

Pochi giorni fa, nell’ambito del numero di Ottobre de “L’Italia, l’uomo, l’ambiente”, abbiamo pubblicato un articolo del nostro direttore che richiamava l’attenzione sul fatto che il governo dell’Alto Adige, regione in cui i Lupi mancavano da più di 100 anni perché sterminati, intendeva chiedere a Roma l’autorizzazione a sparare contro gli esigui gruppi di questi predatori che sono tornati a ripopolare alcune zone. In particolare, gli allevatori dell’Alpe di Siusi, bellissima località ben nota a tutti coloro che frequentano le Dolomiti, hanno fatto pressioni sull’Amministrazione regionale temendo per le proprie mucche (quadrupedi che difficilmente possono essere minacciati da lupi o altri carnivori presenti alle nostre latitudini).

Nel nostro articolo, aggiungevamo che gli amministratori sudtirolesi avrebbero avanzato anche la richiesta di abbattere gli orsi, che attualmente sono presenti solo in Trentino, per misura precauzionale.

Intanto però, per non restare spiazzati dai propri vicini di lingua tedesca, ci hanno pensato proprio i politici trentini a muoversi per primi.

Abbiamo notizia che il Presidente della provincia autonoma di Bolzano, Rossi, si è recato a Roma per chiedere a Gentiloni la testa di lupi e orsi, alla faccia delle leggi italiane e in nome di un’autonomia che ha fatto ricca la zona, ma che evidentemente non è considerata soddisfacente.

Riportiamo un brano tratto dal sito “Animali e ambiente nel cuore”:

Il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, Paolo Gentiloni, resista alle pressioni del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, giunto oggi a Roma – proprio nel giorno in cui si celebra San Francesco – per chiedere la licenza di uccidere lupi e orsi. Specie, ricorda Enpa, particolarmente protette che sono patrimonio indisponibile dello Stato, di cui – fino a prova contraria – la Provincia di Trento fa parte.

Con la barbara e feroce esecuzione dell’orsa KJ2, che ha lasciato orfani due cuccioli, il Trentino ha dimostrato di perseguire una vera strategia animalicida. Come conferma, del resto, la possibilità di sparo a specie tutelate nel resto del Paese, quali marmotte e stambecchi. «Già oggi – denuncia Enpa – il Trentino gode di privilegi inaccettabili in materia di “gestione” dei selvatici ed è evidente il disegno di ampliarli sempre di più per conquistare il consenso di allevatori e cacciatori estremisti che ora nel mirino hanno messo proprio i lupi. E che, per avere mani libere, fomentano campagne di paura e di disinformazione nei confronti della fauna».

Nelle passate settimane milioni di italiani si sono mobilitati per dire no a questa insensata e irragionevole politica di massacri chiedendo allo Stato di farsi garante della vita dei selvatici, come previsto proprio dalla nostra Costituzione. «Chiediamo al premier Gentiloni di ascoltare gli italiani, che tra poco saranno chiamati alle urne, e di farsi garante della legalità contro le pulsioni animalicide».

 

Non possiamo che condividere le parole dei responsabili dell’ENPA ed augurarci che il Governo centrale non ceda alle richieste di una provincia già privilegiata, non solo dalla natura bellissima ma anche dal Fisco!

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