Toscana – Sansepolcro, una mattinata all’Àboca Museum

Di Alberto Pestelli

Farmacia dell’Ottocento

Un po’ perché i musei mi hanno sempre attratto, un po’ perché amo la storia, un po’ perché come farmacista collaboratore si tratta del pane per i miei denti… Io ho sempre avuto il desiderio di visitare quel gioiellino di Àboca Museum. Giungere a Sansepolcro, che si trova in Val Tiberina in terra d’Arezzo a un tiro di schioppo dalla piana della famosa battaglia di Anghiari, non è esattamente semplice… beh, parlo per me che sono amante delle vie tortuose e di montagna per raggiungere le mie mete. La strada più comoda e agevole è quella di raggiungere Arezzo via Autostrada del Sole (A1) e poi la Statale 73 Senese-Aretina.

Aboca Museum, La stanza dei vetri

A prescindere dalla strada da voi scelta, una volta giunti a Sansepolcro parcheggiate al di fuori delle mura cittadine e, una volta lasciata l’automobile, varcate l’antica porta ed entrate nel centro storico. L’Àboca Museum si trova in via Niccolò Aggiunti 75 all’interno del Palazzo Bourbon del Monte accanto alla Chiesa di San Rocco.

Il Museo, nato da un’idea di Valentino Mercati, padron di Àboca, raccoglie e quindi tramanda la storia dell’antica arte di curar la gente con le erbe.

Il percorso del museo presenta una particolare ricostruzione dei laboratori di un tempo, dove il visitatore è letteralmente proiettato indietro nel tempo accompagnato da tutta una varietà di profumi di piante medicamentose utilizzate nel passato e riscoperte per la cura di numerose patologie che affliggono il nostro essere e il nostro organismo. Ma saliamo le scale che portano al primo piano (per chi ha difficoltà a salire a piedi, c’è un comodo ascensore) cuore del museo.

Nella stanza dei vetri

Contrariamente a quanto è stato detto facciamo il percorso inverso. Invece di entrare nella SALA DEI MORTAI, visitiamo la prima stanza detta LA STANZA DEI VETRI. All’interno delle vetrine fanno bella mostra di se provette, fiale, bocce, vasi e strumenti da laboratorio. La maggior parte di questo prezioso materiale è ‘700. I miei occhi cadono su un particolarissimo cofanetto contenente piccolissime provette contenenti granuli omeopatici del XVIII secolo (vedi fotografia)… mi viene subito da pensare a tutti quei detrattori di questa branca della medicina che affermano che l’Omeopatia sia solo una moda di questi ultimi tempi. Beh, ognuno ha diritto di credere o no ai principi di Samuel Hahnemann, ma prima di sparare a zero, è giusto informarsi, leggere, comprendere e poi, se è il caso, criticare.

Entriamo nella seconda stanza detta STANZA DELLE ERBE. È l’ambiente, come dice la guida scritta, più suggestivo di tutto il museo. Il profumo di decine e decine piante medicinali, sia fresche sia essiccate, ci accoglie in un’atmosfera oserei dire fatata. Ci sentiamo proiettati indietro nel tempo quando il farmacista veniva chiamato speziale e la sua arte era sinonimo di potere politico (le Arti maggiori fiorentine). Andando oltre ci troviamo in un’altra stanza dove è rappresentata un’ANTICA SPEZIERIA. In questo ambiente fanno mostra di se alambicchi, pentoloni, mortai e tanti vasi in porcellana contenenti erbe o parti di esse. Come scritto sull’opuscolo che una gentile signorina ci ha fatto omaggio all’ingresso del museo, la spezieria era una bottega-laboratorio dove anticamente si preparavano e si vendevano medicamenti a base naturale

Nella Sala delle Erbe

Superiamo altre stanze riccamente arredate con mobili antichi pieni di boccette, provette, preziosi libri di medicina e medicinali confezionati del passato. Curiosa è la CELLA DEI VELENI… è un piccolo angolo chiuso da un cancello dove sono conservate sostanze tossiche e velenose per l’uomo se non sapientemente dosate.

Nella stanza dedicata alla FARMACIA DELL’OTTOCENTO spiccano due frasi scritte sui muri. La prima recita: Le erbe medicinali sono una forza della natura creata per tutti i viventi; la seconda… l’Homo Sapiens potrà, se vorrà, trovare in natura i rimedi per tutti i suoi mali.

Queste due frasi, spiega la guida, sintetizzano il fine e la filosofia di Aboca Museum. In parole povere è un invito alla riflessione per comprendere il futuro dell’uomo nell’impegno di ricercare e studiare approfonditamente e con maggior passione la botanica medica e farmaceutica.

La visita ad Aboca Museum è stata costruttiva e nel contempo entusiasmante non solo per me in quanto farmacista, ma anche per chi mi ha accompagnato lasciandosi catturare dalla

La cella dei veleni

magia che il passato e la storia sa offrire a ciascuno di noi.

Un consiglio… terminata la visita al museo, fate una capatina all’erboristeria di Aboca ed entrate nella saletta dedicata alle pubblicazioni dell’Azienda. Chi ama i libri e letture dedicate a certi argomenti, quella rappresenta la sala del tesoro…

Informazioni – Aboca Museum si trova in via Niccolò Aggiunti, 75 Sansepolcro (AR), Il museo nel periodo che va dal 1 aprile al 30 settembre è aperto tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 – dalle 15,00 alle 19,00. Dal 1 ottobre al 31 marzo il museo apre dalle 10,00 alle 13,00 – dalle 14,30 alle 18,00. Rimane chiuso il lunedì, il 25-26 dicembre e il 1° Gennaio. Telefono: 0575/733589; www.abocamuseum.it

 

 

 

 

Galleria Fotografica © Alberto Pestelli 2017

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