Firenze: un tocco di classe argentina

Articolo e intervista Di Gianni Marucelli

Non si tratta stavolta di qualcuno dei tanti calciatori che in anni lontani o recentissimi, hanno militato nella squadra della Viola (da Daniel Bertoni a Daniel Passarella, da Gabriel Batistuta a Gonzalo Rodriguez, tanto per citare alcuni nomi molto noti), bensì del solo ristorante “tipico” argentino presente nel capoluogo della Toscana, nonché uno dei pochissimi esistenti nella regione. Si chiama “Sette secoli” ed è sito proprio nel centro della città, in Via Ghibellina. di fronte a Teatro Verdi.

Per uno come me, che ha avuto uno zio nato a Buenos Aires e una zia che vi ha risieduto per tutta la vita, e che inoltre ama il tango e gli scrittori argentini (Borges in primis), non era possibile restare più a lungo senza visitare questo luogo, averne più notizie e gustarne (soprattutto) le specialità.

L’occasione mi è stata offerta da una serata musicale che il ristorante ha organizzato, protagonista la cara amica ed eccellente interprete di Tango cantato, Donatella Alamprese, sempre affiancata da quel gran musico che è il chitarrista Marco Giacomini.

Ho potuto così far conoscenza della “squadra” ottimamente assortita che ha fondato, dodici anni fa, il locale: i coniugi Willy e Monica Peta, la figlia Antonella (tutti rigorosamente boarensi) e il genero Filippo Franceschi, giovane e già affermato chef italiano.

Ne è nata una breve intervista, in cui Antonella ha parlato in nome di tutti e che cercherò di riassumere in questa pagina.

Intanto, perché il nome “Sette secoli”? Non mi pare abbia connessioni con l’Argentina…

Infatti. In realtà, vuole essere un omaggio a Firenze tramite il palazzo che ci ospita, che apparteneva a una nobile famiglia fiorentina che vi risiedeva appunto sette secoli fa, nel 1300.

Quali sono le caratteristiche della vostra cucina?

Per anni abbiamo aperto solo la sera, proponendo soltanto specialità argentine, che mamma Monica prepara seguendo la tradizione familiare; poi, avendo acquisito in famiglia un altro cuoco, mio marito Filippo, specializzato in cucina italiana, e dovendo estendere l’orario di apertura anche all’ora di pranzo, abbiamo scelto di abbinare, appunto, piatti italiani, che sono richiesti in particolare dai numerosi turisti stranieri.

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E i prodotti che utilizzate? Provengono dal territorio?

No, tranne poche cose, importiamo tutto dall’Argentina, a cominciare dalle carni che, come saprà, costituiscono la base della cucina nazionale. Vi sono poi i vini, che si stanno affermando a livello internazionale. Ci serviamo da tre Aziende, i cui vitigni sono in parte utilizzati anche qui, come il Merlot, altri sono autoctoni, come il Malbec. Essenzialmente, la cucina argentina è abbastanza semplice, quindi il principio di utilizzare solo ingredienti “originali” non è così complicato da seguire, come potrebbe essere invece per le cucine orientali.

Suppongo che la vostra clientela abituale sia principalmente fiorentina…

Sì, certo, anche se il tener aperto per pranzo ci assicura l’afflusso di un certo numero di turisti stranieri, essendo Via Ghibellina una direttrice strategica per giungere nel nucleo storico di Firenze.

Vi è poi la “colonia” di argentini residenti a Firenze, molti di essi vengono almeno una volta la settimana a riassaporare i piatti della terra d’origine. Il locale costituisce anche un punto di ritrovo, ad esempio per vedere insieme in TV le partite della nazionale biancoceleste.

Però avete deciso di aggiungere qualche altra attrattiva, non gastronomica.

Abbiamo cominciato da pochi mesi a sponsorizzare eventi, soprattutto di tipo musicale, ma non solo. Donatella e Marco sono stati i primi ad accogliere il nostro invito a esibirsi da noi, complice il fatto che il loro repertorio comprende anche il Tango. Li abbiamo già avuti da noi diverse volte.

Stiamo valutando anche altri tipi di intrattenimento. Dalla prossima settimana, avremo a dilettare il pubblico – anche e soprattutto i bambini – un bravo illusionista con i suoi allievi.

Infatti, i vostri volantini recitano: “ I 7 secoli – dinner & show” e più sotto “Il Rinascimento del grande Cabaret a Firenze”…

Abbiamo scoperto che i volantini sono tornati a essere una forma efficacissima di pubblicità…

A parte questo, Firenze è una città che non offre molto al pubblico non più giovanissimo, quello per intenderci che non frequenta le discoteche e che vorrebbe passare una serata tranquilla mangiando bene e assistendo a uno spettacolo di buon livello. Abbiamo pensato che potremmo contribuire a sopperire a questa carenza, aumentando al contempo la nostra clientela.

Mi sembra una buona idea! E adesso andiamo a testare “dal vivo” la vostra cucina…

L’intervista finisce qui, ma la parte migliore della serata mi attende nella tavernetta (quella che a Firenze un tempo si chiamava semplicemente “buca”) dove sono sistemati i tavoli e il buffet e dove si svolgerà anche il concerto. Gustiamo dunque le specialità argentine, dalle celebri panadas ai vari

tipi di tortillas, a ottime salse di accompagnamento, a salsicce dalla grana finissima e molto gustose;

giunge un risotto coi gamberetti – ma qui ci deve essere lo zampino di Filippo, lo chef italiano – leggermente piccante, che delizioso. I vini si rivelano, sia i bianchi che i rossi – davvero ottimi.

Chiudiamo con delle mele cotte e un altro dessert.

Quando Marco e Donatella iniziano lo spettacolo, siamo satolli.

Prima parte dedicata all’Italia, i grandi cantautori come De Andrè, Dalla, Luigi Tenco. Poi l’amatissimo Tango, il Tango nuevo di Astor Piazzolla, di Eladia Blazquez, di Saul Cosentino e di altri autori recenti (tra cui per i testi ricordiamo Marta Pizzo), ma anche quello più classico degli anni ’40 e ’50; tutte interpretazioni magistrali, alle quali Donatella ci ha abituato.

Salutiamo e ringraziamo tutti i membri della “squadra”. Usciamo a ora tarda, in una Firenze già tiepida di primavera.

E se volete provare anche voi: “7 secoli” – Via Ghibellina 140 – tel. 055 245205

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