Piemonte: IN GITA ALLE ISOLE BORROMEE DEL LAGO MAGGIORE

di Alessio Genovese

 

 

Secondo per superficie solo a quello di Garda, il lago Maggiore è senz’altro pieno di fascino e di cultura. La bellezza della natura va assolutamente a braccetto con la storia cinque e seicentesca del nostro paese. Nella parte media ed occidentale del lago si trova lo scenografico golfo che ospita le famose isole Borromee che noi abbiamo scelto di visitare partendo da Pallanza, località prevalentemente turistica che appartiene a Verbania. Per i veloci spostamenti da una isola all’altra abbiamo scelto il mezzo più comodo e conveniente, ovvero il traghetto della Compagnia di “Navigazione lago Maggiore” che rappresenta il servizio pubblico locale. Con un unico biglietto del costo di poco più di 20€ è possibile spostarsi da un’isola all’altra per poi fare ritorno al luogo di partenza. Il biglietto ha una validità giornaliera e ti consente di visitare le isole in base ai ritmi ed alle disponibilità di tempo di ciascuno. La frequenza delle varie corse, nel periodo che va da aprile ad ottobre, è di circa trenta minuti dalla prima mattinata al tardo pomeriggio.

                         In circa 10 minuti da Pallanza si giunge all’Isola “Madre”, che ospita un palazzo cinquecentesco immerso in un incantato giardino all’inglese. Prima di arrivare all’isola, man mano che ci si allontana dalla costa si rimane colpiti dal profilo dei monti che sovrastano il lago e che in queste prime giornate di maggio sono ancora coperti di neve nelle vette più alte. Il tutto ovviamente rende ancora più suggestivo il paesaggio. L’isola “Madre”, chiamata così o per il ruolo di preminenza rispetto alle altre due o in onore della madre del conte Renato, fra le tre isole Borromee è quella più incontaminata e soprattutto meno edificata, dal momento che oltre al palazzo vi sono soltanto un piccolo ristorante ed un bazar nel punto dove attraccano i taxi d’acqua. Per accedere al palazzo ed al bellissimo giardino, in cui risaltano numerosi pavoni bianchi, fagiani dorati ed altri uccelli, occorre pagare un ticket che volendo, con un’aggiunta, può ricomprendere anche l’ingresso al monumentale palazzo barocco presente nell’isola “Bella”. Le due visite valgono veramente il costo del biglietto.

Per accedere al palazzo occorre attraversare il giardino all’inglese, curato in ogni minimo dettaglio ma che ha molto risentito della tromba d’aria che si è abbattuta in tutta la zona nel 2006 e che addirittura ha sollevato dal suolo l’imponente cipresso del Cashmir, proveniente dall’Himalaya nel lontano 1562. Con un’alta opera di ingegneria e botanica, eseguita dai giardinieri, è stato ripiantato al suolo e sostenuto da dei tiranti. Il suo salvataggio è stato quanto mai provvidenziale, dal momento che tale specie botanica risulta essere in estinzione anche nel suo habitat naturale.

Il palazzo, che ha ospitato nel tempo personaggi illustri ospiti dei Borromeo, è diventato un museo che raccoglie nelle sue stanze arredi provenienti da varie dimore di questa famiglia, che ha legato il proprio nome a tutta l’isola dai primi anni del ‘500. Il palazzo, a partire dal XVI e XVII secolo, ha ospitato molti membri della famiglia ed anche personaggi importanti. Molto curiosa ed interessante è la sezione dedicata ai teatrini delle marionette di casa Borromeo, che hanno intrattenuto la famiglia, gli amici e la servitù.

Con un traghetto successivo, dopo aver fatto un rapidissimo scalo nella frazione di Baveno, raggiungiamo sempre in pochi minuti l’Isola dei “Pescatori” che è quella divenuta maggiormente turistica e dove è piacevole passeggiare lungo gli stretti vicoli caratterizzati dai numerosi ristoranti, da alcuni laboratori di ceramica e soprattutto da numerosi bazar che intrattengono volentieri i molti turisti provenienti anche dall’estero, Germania, Svizzera e Francia in primis. Abbiamo approfittato di questa tappa per rifocillarci con un buon panino ed una bottiglietta di acqua acquistati in un mini market. Nel frattempo, come da previsioni, ha incominciato a piovere e ci siamo affrettati a prendere il primo traghetto utile alla volta dell’ultima tappa, ovvero l’isola “Bella”, che è quella che si trova più vicina a Stresa, nota località caratterizzata da lussuosi Grand Hotel, forse non accessibili a tutti i portafogli.

L’Isola “Bella” porta in sé le caratteristiche di entrambe le isole precedentemente visitate, in quanto è costituita sia da un palazzo barocco con annesso lussureggiante giardino, sia da numerosi locali commerciali che si sviluppano lungo il bordo orientale dello stesso giardino. Sono numerose le opere d’arte ospitate nel palazzo, il quale è rimasto incompiuto rispetto alle idee iniziali del suo principale architetto. Il giardino si sviluppa su una serie di terrazze poste ad altezze diverse e caratterizzate da numerose statue, obelischi e scalinate. Nelle terrazze più alte si gode di un’ottima visuale sul blu del lago. Ciò che domina di più è senz’altro il teatro Massimo, nato per fare da cornice per le grandi feste che si tenevano in giardino e animato un tempo da grandiosi giochi d’acqua. Ma siccome l’intento di questo articolo è soltanto quello di destare l’interesse e la curiosità dei lettori che non hanno già visitato le isole e non di annoiarli, ci fermiamo qui con le descrizioni e rimandiamo ad un’esperienza diretta per per approfondirne la conoscenza e soprattutto per vivere le emozioni che abbiamo assaporato noi durante questa bella gita.

Alessio Genovese

Galleria fotografica – © Alessio Genovese 2017

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