CACCIA AL LUPO: GLI ESPERTI SI RIBELLANO

Di Gianni Marucelli

Dopo che, tre giorni or sono, il Ministro dell’Ambiente, Galletti, ha comunicato che una Commissione formata da esperti dell’argomento aveva discusso il tema della “Conservazione del Lupo”, giungendo alla conclusione che, in situazioni particolari, qualche esemplare possa essere abbattuto (ma il 5% su una popolazione di max 1700/1900 lupi in Italia non è proprio poco), molti componenti della Commissione hanno fatto sapere di non essere assolutamente d’accordo con questo principio. Sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” è apparso un articolo al proposito, nel quale uno di questi esperti, il dottor. Troisi, parla diffusamente della questione. Appare particolarmente interessante un passo, che illustra in modo chiaro quali metodi, alternativi all’abbattimento, possono essere adottati per eliminare o ridurre al minimo i danni che i Lupi possono produrre alle greggi. Ne riportiamo uno stralcio:

Caccia al lupo

Conflitti tra branchi e allevatori

Troisi non nega che possano verificarsi situazioni di potenziale conflitto tra branchi e allevatori, determinate dal fatto che, in alcune circostanze, i lupi possono aggredire ovini, bovini e caprini e determinare danni economici. «Il punto però – sottolinea – è che esistono alternative valide agli abbattimenti». Prosegue: «Bisognerebbe innanzitutto modificare il meccanismo degli indennizzi agli allevatori che pagano le Regioni. Oggi i soldi arrivano spesso in ritardo e l’allevatore si trova anche a dover anticipare le spese di smaltimento delle carcasse. Questa situazione genera malumore e scontento. I Parchi sono in genere più celeri». Aggiunge: «Piuttosto che ammazzare i lupi, bisognerebbe incentivare, anche con contributi economici, tutti gli allevatori ad adottare sistemi di prevenzione adeguati, dai cani appositamente addestrati alla tutela del gregge, per esempio i maremmani, ai recinti e ai ricoveri notturni. Sono accorgimenti capaci di ridurre della metà la predazione sugli animali di allevamento». Conclude: «Allevatori ed agricoltori non dovrebbero mai dimenticare, tra l’altro, che una delle prede selvatiche di elezione dei lupi sono i cinghiali, che arrecano, quelli sì, danni molto consistenti». Sul caso del Piano di Gestione interviene anche la Lega antivivisezione: «Ad aprile 2016 illustri scienziati hanno sottoscritto una Dichiarazione per la gestione non letale del lupo. Tra questi Claudio Sillero (professore associato di Biologia della conservazione presso l’Università di Oxford), Mark Bekoff, Paul C. Paquet». La Lav lancia un appello al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, affinché dal Piano di Gestione sparisca la possibilità di impallinare i lupi.

 

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