ATTENTI (ALLA CACCIA) AL LUPO!

Di Gianni Marucelli

Nei prossimi giorni si riunirà a Roma la Conferenza Stato-Regioni per dibattere, tra le altre questioni aperte, alcune che riguardano l’ambito venatorio. In particolare, la vexata quaestio della convivenza tra il Lupo (sottratto all’estinzione grazie a 45 anni di protezione legale) e l’uomo, soprattutto quando quest’ultimo sia un pastore con greggi di ovini.

La possibilità – da qualche parte ventilata – di riaprire la caccia al predatore pare sia stata smentita dal Governo, anche se si cerca di far passare il principio che, in determinati casi, possono essere eliminati alcuni individui.

Cosa che, essendo in Italia, potrebbe risultare assai pericolosa: ti do un lupo, me ne ammazzi cento…

Questo timore è stato espresso da varie associazioni, tra cui ENPA, LIPU, LAV e altre, con un comunicato di cui riportiamo solo un passo molto eloquente:

“Si tratta di una prospettiva gravissima, tecnicamente inefficace ed eticamente inaccettabile – dichiarano le associazioni – che rischia di far ricordare il Presidente del Consiglio Gentiloni come colui che, dopo 46 anni, ha riaperto la caccia ai lupi. Istituire la caccia al lupo è contro qualsiasi logica ed etica ambientale e rischia di rimettere in discussione lo stato di conservazione del lupo in Italia, anche attraverso un indiretto ma probabilissimo incentivo agli atti di bracconaggio contro la specie. “Il Presidente Gentiloni è chiamato dunque ad una riflessione in considerazione

Caccia al lupo

dell’alto incarico istituzionale che ricopre e della sua stessa esperienza in campo ambientalista, visto anche il passato da direttore di un’importante testata giornalistica specializzata in questo campo.”

“Per i lupi – affermano Enpa, Lac, LAV, Lipu e Lndc – non sono possibili abbattimenti realmente selettivi e gli effetti di tali abbattimenti sono sempre imprevedibili. I comportamenti predatori non diminuirebbero ma potrebbero invece aggravarsi, come successo in altri Paesi. Infine, la misura degli abbattimenti non avrebbe alcun effetto positivo sulle tensioni sociali e anzi potrebbe aggravarle, con la richiesta di nuovi e continui abbattimenti e una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di “giustizia” privata.”

Da parte nostra, come Rivista e come responsabili di Pro Natura Toscana, ribadiamo l’assoluta, intransigente opposizione a qualsivoglia concessione nei riguardi dell’eliminazione dei lupi, anche con provvedimenti localizzati.

Esistono, infatti, altri, e più efficaci, sistemi di contrastare le eventuali predazioni del Lupo nei confronti delle greggi, argomento di cui peraltro abbiamo spesso parlato su queste pagine.

 

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