Il castello di Fuipiano valle Imagna BG tra Arnosto e Valzanega pare “il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino

Di Luigi Diego Eléna

Castello di Fuipiano – © Luigi Diego Eléna

Il castello dei destini incrociati, ecco quanto mi sovviene difronte a questa immagine lungo il percorso che ti porta per mano da Arnosto a Valzanega. Come nel romanzo di Italo Calvino ci si trova in una foresta dall’atmosfera magica ed indefinita all’interno della quale si trova un castello. Il luogo, nella sua misteriosa sfarzosità, rende il viaggiatore attonito. Pare di aver perso l’uso della parola. Molte domande lo assalgono riguardo a ciò che può celarsi al suo interno. Una moltitudine di persone, tra cui prodi cavalieri, nobili signori ed infine viandanti scapestrati? Qui domina un ineluttabile incantesimo, si rimane a bocca aperta e orecchie spalancate.

Castello di Fuipiano - © Luigi Diego Eléna

Castello di Fuipiano – © Luigi Diego Eléna

Una paralisi che immobilizza chicchessia. Questo maniero ha voglia di raccontare perché ci ha spinti ad arrivare in questo luogo magico e quali sono i reali motivi che ci hanno condotti nei suoi misteri forse tetri o forse di felicità. Le foglie degli alberi intorno paiono raffinati tarocchi del ‘400. Così, come nel romanzo, un tronco d’albero a guisa di commensale si alza al cielo e prende un mazzo di tarocchi ed inizia a narrare la sua storia disponendo una carta dopo l’altra, in modo da formare un racconto della sua vita. Ogni altro albero a fianco si rende personaggio e sceglie un tema e dispone una carta sul tavolo per raccontarsi. Il significato di ogni singola carta dipende dal posto che essa ha nella successione di carte che la precedono e la seguono.

Castello di Fuipiano - © Luigi Diego Eléna

Castello di Fuipiano – © Luigi Diego Eléna

Ben presto, si viene a conoscenza di storie dall’intreccio molto vario, molto intense e piuttosto solenni, vissute dai vari commensali che di volta in volta assumono le sembianze dei tarocchi (foglie) stessi: il ladro di sepolcri che giunge in cielo un attimo prima dell’apocalisse, la gigantessa che seduce il principe appena sposato e viene esiliata e l’alchimista che vende tutte le anime di una città al diavolo in cambio dell’elisir di lunga vita. Ma, oltre al valore numerico, le carte assumono anche un significato simbolico: le spade indicano i duelli, le coppe le feste, gli ori i soldi ed i bastoni le foreste. Un pathos incredibile proprio come Italo Calvino lo ha immaginato.

 

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