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La festa di San Giuseppe Artigiano a Mesagne.

DiAlberto Pestelli

Mag 1, 2015

Di Carmelo Colelli

PIAZZA-1-MAGGIO-01

Papa Pio XII, esattamente 60 anni fa, il 1 Maggio 1955, istituì la festa di San Giuseppe lavoratore.

A Mesagne si è sempre onorata questa festa con riti religiosi e semplici festeggiamenti civili, nella piazzetta antistante la chiesa di San Giuseppe Artigiano.

Questa piazza ora si chiama “Piazza 1° Maggio”.

L’intitolazione avvenne il 1 Maggio 2014, alla presenza di Don Angelo Galeone, per anni parroco della Chiesa di San Giuseppe, del Sindaco Dott. Franco Scoditti, di altre autorità civili e religiose e di tanti cittadini, il commento musicale fu eseguito dalla Banda Giovanile Mesagne.

La piazzetta, pavimentata con un “opus incertus” di gradevole aspetto, il giallo ed il grigio della facciata, spiccano tra i colori delle case del vicinato e rendono importante questo edificio, un bellissimo mosaico raffigurante Gesù fanciullo nella bottega del falegname è stato da poco sistemato nella lunetta superiore della facciata.

Oggi la chiesa è rimessa a nuovo, la piazzetta è ben curata, il pensiero però va alla fine degli anni ’50, la chiesa non c’era ancora, la piazzetta era in terra battuta, d’inverno piena di buche colme d’acqua e d’estata abbastanza polverosa.

CHIESA-SAN-GIUSEPPE-01Ricordo che in quegli anni in quella piazzetta si festeggiava San Giuseppe Artigiano, proprio il 1° Maggio.

Su un piccolo palco allestito al lato destro della chiesa, si alternavano vari cantanti locali, al centro della piazzetta veniva sistemato l’albero della Cuccagna, un palo di legno alto quattro cinque metri, un vecchio palo della luce, recuperato dalla vecchia centrale elettrica che era proprio lì, alla sommità una ruota, un cerchione di bicicletta, a questo appesi i regali per i vincitori, ricordo di aver visto appeso galline, salsicce, fiaschi di vino ed altre cose buone da mangiare.

Si partecipava a squadre, tre quattro giovani per squadra, il palo era stato ben unto con del grasso, per far questo gli organizzatori non avevano badato a spese, le quantità spalmate sul palo erano veramente abbondanti, la salita a mani e piedi nudi era veramente ardua, fatti i primi metri si scivolava giù, quindi cambio squadra.

Questo alternarsi si ripeteva più volte, il grasso rimaneva sempre sul palo e rendeva ardua la salita.

La gente in cerchio attorno al palo incitava e fischiava i vari partecipanti, si sentiva ogni tanto qualche sfottò all’indirizzo di quello o quell’altro partecipante.

L’ingegno aiuta molto di più della forza, questo i componenti delle squadre lo capivano lo mettevano in atto. Con le mani scavavano delle buche, raccoglievano la terra e la sistemavano nelle tasche dei loro pantaloni, iniziavano la salita aiutandosi per il primo tratto salendo uno sulla spalla dell’altro, e successivamente prima di continuare ad arrampicarsi, cercavano di gettare la terra sul palo per renderlo meno scivoloso, una parte di questa andava sul palo ma una buona parte tornava giù sulla gente, che immediatamente lanciava impropri ad alta voce allo “scalatore” di turno.

Così facendo, dopo varie ripetizioni, uno dei partecipanti arrivava in cima e prendeva i premi appesi, urla e applausi della gente.

Il 18 Marzo 1961, nei vecchi locali della Centrale Elettrica, due hangar ad uso industriale, adiacenti alla piazzetta, oramai non più utilizzati, ricordo ancora il vecchio solaio fatto con traversine in ferro e voltine, tipico solaio per coperture industriali dei primi anni del ‘900, sorse la Chiesa di San Giuseppe Artigiano patrono dei lavoratori.

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La chiesa nasceva su un sito che aveva ospitato una centrale elettrica, un luogo dove il lavoro degli uomini e delle macchine aveva permesso una modernizzazione sociale per tutta la comunità Mesagnese.

Appena aperta la chiesa, il pomeriggio della settimana successiva passò per le strade dei rioni Centrale Elettrica e Campo Sportivo, una macchina con un altoparlante, annunciava che nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, erano aperte le iscrizioni per il Catechismo per i bambini che volevano fare la Prima Comunione.

Molte delle nostre mamme si affrettarono, le iscrizioni furono numerose, anche perché in quegli anni i bambini erano tanti.

Ogni sera si andava al Catechismo, questo per tutto il mese di Aprile ed il mese di Maggio, ricordo ancora il nome della mia catechista, la signorina Violetta.

La nuova chiesa non era ancora parrocchia, apparteneva alla Chiesa Madre, quindi la Prima Comunione non potevamo farla lì, nella nuova chiesa, dovevamo andare nella Chiesa Madre.

I mercati dei due Mercoledì precedenti il 2 Giugno 1961, fecero affari d’oro, tutte le mamme con i propri bambini andarono a comperare l’abito e le scarpe per la Prima Comunione.

La mattina del 2 Giugno 1961, tutti nella chiesa di San Giuseppe, i genitori ed i parenti fuori nella piazzetta, le catechiste impartivano le ultime raccomandazioni.

Bisognava andare alla Chiesa Madre in processione, le femminucce con i loro vestitini bianchi da un lato ed i maschietti con il loro vestito grigio o blu, dall’altro, tutti avevamo in mano un giglio bianco.

Ci incamminammo per Via Centrale Elettrica, poi Via Paduano, ricordo ancora che le femminucce camminavano sul lato sinistro e noi maschietti sul lato destro, la processione era lunghissima, tanto lunga che i primi erano già all’inizio della salita di S. Anna e gli ultimi parenti ancora a metà di via Paduano.

Vecchi ricordi miei e, certamente, anche di molti di Voi.

La piazzetta dove si faceva la festa di San Giuseppe Artigiano, la chiesa poi intitolata a San Giuseppe Artigiano protettore dei lavoratori, la piazza ora intitolata al 1° Maggio: un filo rosso collega questi elementi, “L’Uomo ed il Lavoro”.

Questo mio ricordo è un omaggio a tutti quelli uomini Mesagnesi, che con il loro lavoro, a volte lavoro anche molto duro, hanno permesso e permettono di avere da sempre la Mesagne migliore che tutti ci portiamo nel cuore.

Carmelo Colelli

Bari 1 Maggio 2015

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